Perché Maria è la “nostra” Signora?

Foto di José Manuel de Laá da Pixabay

Il disegno della Provvidenza su la sua Chiesa è di accrescere la pietà a misura che questa viene combattuta dagli eretici. In tal modo la divozione alla Santa Trinità si accrebbe al tempo degli Ariani; così la frequenza ai Sacramenti si è accresciuta per gli sforzi dell’eresia di questo secolo nel combatterli; così pure è avvenuto del culto della Madre di Dio che questi ultimi Riformatori si sono sforzati di sopprimere col disprezzo e col ridicolo. […]

I tre punti principali della grandezza della Vergine sono la sua Verginità, la sua Maternità, la sua Sovranità. Nestorio ha combattuto indirettamente la divina Maternità; gli eretici odierni combattono direttamente gli altri due punti, ed anche la Santità di Maria non solo nella sua eminenza che negano
completamente, ma pure nella sua qualità medesima poiché negano la grazia santificante tanto in Maria come negli altri fedeli.
L’eccellenza della Vergine proviene dal mistero dell’Incarnazione: Dio avendo deciso di compiere quest’opera, la più insigne, ha voluto compierla nella Vergine, e formare tutt’assieme nell’ordine delle sue opere uno stato di
Filiazione divina e di Maternità divina. In tal modo tra la dignità della Vergine e la Divinità vi è un vincolo oltremodo stretto e particolare, e la Vergine si trova compresa nella vocazione e predestinazione di Gesù Cristo: Praedestinatus Filius Dei.

Dobbiamo dunque lodare il Signore:
1) perché ha voluto unirsi all’umanità e farsi uomo;
2) perché ha voluto compiere un tal mistero nella Vergine e per mezzo della Vergine, abbassandosi a domandarne e ad aspettarne il consenso;
3) perché ha voluto che il Figlio e la Madre fossero per noi. Dio, infatti, avrebbe potuto compiere questo capolavoro soltanto per se medesimo e per la sua gloria, senza relazione con noi, come noi purtroppo facciamo le opere nostre senza riferirle a Lui. Gesù Cristo in tal caso, sarebbe stato Dio ma non il nostro Dio né il nostro Salvatore, e la Vergine sarebbe stata Madre di Dio senza essere nostra Signora e nostra Regina.
Sembra che la Chiesa, mentre nella sua pietà dappertutto e in ogni lingua dà alla Vergine questo titolo di Nostra Signora, riconosca in tal modo il beneficio particolare che Dio ci ha fatto nel costituire Maria in relazione con noi e nel subordinarci a Lei. Perciò gli angeli non si contentano di annunciare che è nato il Figlio di Dio, ma dicono: Natus est vobis (È nato a voi, per voi); e lo chiamano Salvatore per indicare questa relazione del Figlio di Dio con noi; per indicare che Dio non ha voluto soltanto compiere quest’opera, ma si è degnato di compierla per noi. E noi pure ad imitazione degli Angeli, dobbiamo proclamare non solo che vi è una Madre di Dio, ma una Madre di Dio per noi: tanto più che l’eresia (Protestante), nel suo divorzio da Dio, rompe questo vincolo della relazione della divina Madre con noi e della nostra subordinazione a Lei.

da “Le grandezze di Maria”, del Card. Pietro de Bérulle, trad. del sac. Maurilio Andreoletti, 2a ed., Vita & Pensiero, Milano, 1943.

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