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Dio, nel suo primo Consiglio sul mondo dopo la creazione dell’uomo è il peccato di Adamo, parla di Maria e la pone in contrasto col serpente, il quale è stato l’origine dalla maledizione dell’universo. Fin d’allora Dio e il mondo guardano a Maria come alla fonte della benedizione del mondo. Nel tempo fissato dalla divina sapienza, Maria entra nel mondo per miracolo, come un’opera di grazia e non di natura, frutto di preghiere e non di peccato [1], soggetto speciale della potenza di Dio e non della potenza dell’uomo; In quell’istante Ella da Dio riceve maggiori grazie, maggiori favori e maggiori privilegi che tutti i Santi riuniti assieme.

Benché viva su la terra, Maria possiede nell’anima sua una grazia più elevata e più nobile di quella che trionfa nei cieli. Dio non aveva che un solo tempio su la terra e in quello Egli la nasconde fin dall’infanzia: ma fa ancor di più: […] Dio stesso, o Vergine santa, è il vostro tempio e il vostro santuario, come è il tempio della Gerusalemme celeste, di cui il tempio è l’Agnello, come sta Scritto (Apoc., XXI, 22): così pure, Voi un giorno sarete il Tempio di Dio, il Tempio vivente di un Dio vivente nel mondo. […]

Dio la nasconde ancora in altre maniere, tanto deve star nascosto un tal
prezioso tesoro, tanto giustamente quell’anima divina, nel libro del più grande dei Profeti, porta il nome di Alma, ossia nascosta. La tiene nascosta ai mortali per mezzo del segreto della sua eminente verginità che la rende ineccepibile agli occhi degli uomini e la prepara al compimento del disegno divino sopra di lei; perché se Dio deve nascere, vuole nascere da una Vergine, e da una Vergine di una purezza oltremodo eminente, da una Vergine che sarà la prima ad innalzare nel mondo il vessillo della verginità.

Dio la tiene pure nascosta a Lei medesima col peso della umiltà con cui Ella si abbassa sul nulla della creatura, in tal modo che in mezzo alle grandezze non ha nessuna stima di sé; la sua umiltà la dispone al segreto disegno di Dio, perché Dio sopra un fondo così solido, sopra un abbassamento così profondo vuole stabilire una dignità oltremodo eccelsa come quella di Madre di Dio. Dio la tiene nascosta a Lei stessa e le tiene velati i suoi disegni sopra di Lei; anzi la tiene nascosta dentro sé medesimo, nel segreto del suo seno, ossia nel segreto della sua sapienza e delle sue disposizioni, segreto che è come un velo sotto il quale Egli nasconde a Lei medesima la dignità singolare cui la vuole elevare.

Nell’anima di Maria Dio infonde una semplicità divina in conformità con la sua condotta sopra di Lei, per cui Ella viene tratta, come fuori del suo proprio spirito, nello spirito di Dio il quale in mezzo alla luce la priva di ogni vista di ciò ch’Ella è in sé stessa. Maria perciò non vede che Dio la innalza su un trono onde incoronarla Regina dell’universo e Madre di Colui che l’ha creata. […]

Col vostro ammirabile esempio ci insegnate a contentarci, con una perfetta
semplicità, di non vedere, nelle vie di Dio più elevate, ciò che Dio non ci manifesta ed a corrispondere con una perfetta fedeltà ai suoi disegni sopra di noi, senza pur comprenderli. Una tale semplicità è quella che vediamo ed ammiriamo in Voi; siete talmente nelle mani di Dio ed abbandonata alla sua azione, che non avete altro pensiero fuorché quello che Dio vi dà; non fate altro uso della vostra mente se non quello al quale Dio vi applica, perché Dio è lo spirito del vostro spirito e l’oracolo dell’anima vostra. Voi non avete né pensiero, né movimento, né parola che non venga dalla sua azione; non vivete nel vostro spirito, ma nello spirito di Dio di cui siete ripiena; non avete pensieri vostri, ma unicamente il pensiero di Dio che vi regge.

da “Le grandezze di Maria”, del Card. Pietro de Bérulle, trad. del sac. Maurilio Andreoletti, 2a ed., Vita & Pensiero, Milano, 1943.