Nello Musumeci e Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo
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Ha fatto discutere la politica l’ordinanza del Governatore della Regione Sicilia, Nello Musumeci, a riguardo dei centri per migranti. Ma il dibattito ha scavalcato gli steccati dei partiti ed è arrivato nel campo della Chiesa. Noi non intendiamo qui trattare dell’ordinanza in sé: vogliamo solamente rilevare la prontezza, la forza, con cui a Palermo, ad Agrigento e a Siracusa le autorità ecclesiastiche (moderniste s’intende), superiori e inferiori, abbiano formulato la loro secca condanna.
Dopo mesi a dire di sì al governo anche di fronte alla violazione del luogo sacro, all’interruzione di funzioni; dopo aver partorito protocolli ridicoli per riprendere il culto (se la messa nuova si può definire culto della Chiesa), ecco prorompere dal petto di prelati e gregari una vibrante protesta contro il governatore che se la prende coi migranti.
“L’Ordinanza sceglie la via dell’ennesima negazione del diritto umano alla mobilità, la via mistificante di una nuova cosciente discriminazione” dicono gli uffici Caritas e Migrante della Archidiocesi di Palermo, retta da Corrado Lorefice (quello che ama fare due giri di bicicletta sul presbiterio), versando calde lagrime su quel Sud del mondo che oltre ad essere sfruttato dal Nord del Mondo ne è stato pure infettato di covid.
“Non è soffiando sul fuoco della paura e della rabbia sociale che faremo passi avanti per superare il momento complesso che stiamo attraversando. La disumanizzazione, che ci rende non solo più poveri ma anche più infelici, inizia già dalle parole manipolate, dagli annunci gridati solo per arrivare alla pancia delle persone. Chi gioca sulla pelle dei poveri si assume la responsabilità etica di minare la coesione sociale e come credenti non possiamo stare a guardare. I fenomeni, seppur complessi vanno governati da una classe politica coesa che dia rassicurazioni. I migranti sono persone che hanno il diritto/dovere ad una quarantena in sicurezza e serenità così come tutti i cittadini” scrive sul suo profilo Facebook l’Arcivescovo eletto Alessandro Damiano, scelto da Bergoglio come coadiutore del Metropolita d’Argigento Francesco Montenegro, grande fautore dell’accoglienza.
Infine il culmine dell’intransigenza: “Scrivo ai miei Parrocchiani, a quanti tra questi oggi gioiscono per l’ordinanza di Musumeci … A voi dico: non venite a Messa, state perdendo tempo!”. Queste le parole dirette da un parroco del Siracusano, don Lorenzo Russo.
Che dire? Seguite l’invito di questo sacerdote: non andate alle messe della chiesa conciliare. Se non vi hanno finora portato a questa decisione le ragioni di ordine dottrinale (quanto alla negazione del dogma cattolico), vi ci porti la visione di questi rappresentanti di Cristo, ormai araldi delle più disparate ideologie, tutto fuorché cattoliche.