di Giuliano Zoroddu

Sassarese, dell’illustre casato dei Manca, nipote del piissimo Don Gavino Manca de Cedrelles (1562-1620) che riportò alla luce le venerabili spoglie dei Martiri Turritani, Andrea si addottorò in leggi e abbracciò lo stato ecclesiastico. Dopo un periodo di pratica forense presso la Curia Romana, tornò in patria, richiamatovi dallo zio, don Gavino Manconi (+ 1634), vescovo d’Ales e Terralba, che gli affidava la cura parrocchiale di San Gavino Monreale. Quindi rientrò nella città natia come difensore dei rei e censore nelle cause di fede presso il Santo Tribunale dell’Inquisizione. Pio quanto dotto, Filippo IV lo nominò cappellano di corte e nel 1633 lo presentò ad Urbano VIII per il vescovado d’Ampurias e Civita. Governò questa chiesa per undici anni con una particolare premura, che non trasse nocumento dal fatto che il prelato risiedesse ordinariamente a Sassari. Va ricordata, relativamente a questi anni, la sua collaborazione alla stesura degli statuti dell’Università Turritana. Alla morte di don Giacomo (o Diego) Passamar (1563-1644), ottenne la mitria arcivescovile di Sassari. Dette prova del suo valore di uomo e di sacerdote durante la peste del 1652*. “Grassante Sassari pestifera lue omnia omnibus factus” (Mons. Diego Marongio Delrio), con mirabile abnegazione e carità, soccorse spiritualmente e corporalmente i suoi figli e concittadini, fino al punto che, “vittima del suo zelo apostolico” (P. Martini) s’infettò egli stesso. Tanto crudele era il contagio che per la morte di amici e servitori (più d’un terzo della popolazione soccombette), morì solo, senz’altra assistenza se non quella di sua sorella che a fatica riuscì a trovare chi gli desse cristiana sepoltura. La sua memoria rimane in benedizione.


* Durante questa pestilenza che flagellò il Regno di Sardegna, rendendo vedove oltre a quella di Sassari, le Chiese di Alghero, Bosa e Cagliari, fu formulato da quest’ultima città il Voto a Sant’Efisio che si scioglie solennemente ogni primo maggio e rinnovato a Sassari il Voto all’Assunta di Santa Maria di Betlem, accompagnato dalla spettacolare Discesa dei Candelieri (Faradda di li candareri in sassarese), dal 2013 Patrimonio UNESCO.


Bibliografia di riferimento: P. TOLA, Dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna, Torino, 1838, Vol. II, p. 210; P. MARTINI, Storia ecclesiastica di Sardegna, Cagliari, 1840, Vol. II p. 433. Constitutiones et decreta edita et promulgata in synodo diaecesana Turritana quam Ill.mus et Rev.mus Dominnus D. Didacus Marongio Delrio … habuiti in oratorio Ven. Seminarii Tridentini diebus 1, 2, 3 et 4 Septembris Anni 1877, Saceri, MDCCCLXXVII, p. 242. Vedi anche D. FILIA, La Sardegna Cristiana, Vol. II, Cagliari, 1913 (Nuova edizione Sassari, 1995); F. MANCONI, Castigo de Dios: la grande peste barocca nella Sardegna di Filippo IV, Roma, 1994; R. TURTAS, Storia della Chiesa in Sardegna, Roma, 1999; P. DESOLE, Origine e vicende della Diocesi di Sassari nella presenza pastorale dei suoi Vescovi, Sassari, 2000.


Figure già trattate sul sito (sono escluse le innumerevoli figure trattate sulla pagina Facebook)
Monsignor Beniamino Socche 
Don Juan de Ribera
Giuseppe II di Costantinopoli
Monsignor Florentino Asensio Barroso
Monsignori Pierre-Louis de La Rochefoucauld-Bayers, François-Joseph de La Rochefoucauld-Maumont e Jean-Marie du Lau d’Alleman
Monsignor Giuseppe Melas
Monsignor Alessandro Domenico Varesini
San Giosafat Vescovo e Martire
Monsignor Salvator Angelo Maria Demartis O.Carm.
Mons. Francesco Zunnui Casula
Mons. Tommaso Michele Salzano O.P.
Monsignor John Mc Evilly