Niccolò Cusano (Kues, 1401 – Todi, 11 agosto 1464) fu una delle menti più attive del suo tempo, spaziando in tutti i campi del sapere. Già membr o della corte papale dal tempo di Martino V, fu collaboratore di vari Cardinali e dello stesso Eugenio IV al tempo del Concilio di Basilea e nel contesto della Unione dei Greci. Niccolò V nel 1448 lo fece Cardinale Prete di San Pietro in Vincoli e due anni dopo gli conferì il vescovado di Bressanone. Di seguito, estratto dal Discorso di sant’Alfonso sull’Immacolata Concezione, la sua posizione a favore di questo singolare privilegio mariano, a suo tempo ancora discusso.

Roma, San Pietro in Vincoli, Tomba del Cardinale Cusano
[foto da wikimedia.org]

Questo va a lode di Dio e di Maria Vergine e Madre: che ella, cioè, in cui doveva incarnarsi la Vita, non fu in nessun momento sotto la potestà dell’autore della morte. Non ebbe bisogno di un liberatore che la assolvesse dalla sentenza, che per la voluttà della carne era stata scagliata contro Adamo e i suoi posteri, cui mai soggiacque: la misericordia venne a soccorrere in anticipo colei che era stata eletta Madre di misericordia. Chi è concepito e nasce libero non ha bisogno di colui che lo liberi dalla servitù in cui non fu mai. La Vergine santa ebbe infatti un pre-liberatore, gli altri un liberatore e post-liberatore. Cristo infatti in tal modo è il liberatore di tutti: della Vergine liberatore e pre-liberatore; degli altri invero liberatore e post-liberatore. Ella sola dopo il peccato di Adamo fu creata non bisognosa, ma piena della giustizia originale, come e molto di più di Eva: come Cristo, secondo la natura umana, fu creato nella totale pienezza di giustizia molto di più che Adamo. Solo ella come elettissima Madre di Dio non poté cadere all’inizio della sua esistenza sotto la schiavitù del Maligno, poiché nella creazione dell’anima razionale nel corpo e nella separazione dal corpo non fu mai in potere del Maligno. Solo la Vergine gloriosissima dunque non soggiacque mai al peccato originale … Maria non è stata cancellata dal libro della morte del principe della morte per il fatto che mai vi fu iscritta; fu isciritta ancor prima di essere concepita, per eterna definizione, nel libro della vita.

(NICOLAUS CUSANUS, Cardinalis, Excitationes ex Sermonibus R.P. Nicolai de Cusa, lib. 8, Ex Sermone: Sicut lilium inter spinas, Opera,1514, fol. 153)