da fsspx.news
Titolo originale : L’Assunzione di Maria in anima e corpo

Tiziano, Assunta dei Frari, 1516-18, Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, Venezia
[foto da wikimedia.org]

Il dogma dell’Assunzione al Cielo di Maria anima e corpo ci dà un’importante indicazione del senso della nostra vita nel nostro ritorno a Dio.

Il materialismo glorifica il corpo nel suo stato presente e promette la sua felicità qui e ora, a condizione che questa nozione di eternità venga rimossa o addirittura negata. Invece, la Rivelazione divina ci mostra i corpi con i loro caratteri transitori e corruttibili, ma anche la meta della vita, cioè “la risurrezione della carne e la vita eterna”.

La redenzione del corpo

Nel mondo materialista di oggi, la vita del corpo è diventata la più importante e non possiamo pretendere di sfuggire a questa oppressione dei beni materiali perché siamo i figli del nostro secolo. Infatti, anche se non deifichiamo il nostro corpo, abbiamo già preso l’abitudine di cercare troppo spesso la nostra felicità nell’appagamento dei nostri desideri e desideri del nostro corpo, al fine di raggiungere una cosiddetta realizzazione e pace del cuore. Il dolore, la malattia e la morte mostrano che queste promesse del mondo materialista sono un’illusione crudele. Eppure l’uomo desidera naturalmente la redenzione del corpo.
A questo desiderio risponde il dogma dell’Assunzione di Maria al Cielo, che ci fa contemplare il suo corpo glorificato in una bellezza celeste e imperitura. Tale glorificazione è promessa anche al nostro corpo, se solo seguiamo lo stesso percorso che ha fatto. Il corpo dell’Immacolata è stato interamente guidato dalla vita della sua anima, motivo per cui anche esso è glorificato con questa anima. Se il mondo permette al corpo di impantanarsi nella menzogna del naturalismo, conducendo così l’uomo alla disperazione e alla rovina, il Figlio di Maria invece è in grado di comprendere il suo corpo nella sua imperitura predestinazione.

Il corpo glorificato

La realizzazione di questo desiderio non dipende solo da una solenne promessa, è già una realtà nel corpo glorificato della Beata Vergine.
Questa bellezza indistruttibile del corpo di Maria in gloria ci dà un vero apprezzamento per il posto che il nostro corpo ha nella nostra vita quotidiana e ci spinge a prendere i mezzi per condividere questa bellezza. Quando sarò convinto di questa realtà soprannaturale, di conseguenza, ne impregnerò tutti gli aspetti della vita, ordinerò la mia vita a queste realtà, rifiuterò al mio corpo le chimere del mondo presente e lavorerò per dominare le mie passioni danneggiate dal peccato originale, per elevarmi al mio vero destino.
Questo corpo si pone quindi al servizio della vita spirituale e realizza ciò per cui è stato creato: il tempio dello Spirito Santo. Il risultato è una visione molto positiva ma sempre soprannaturale della vita fisica che riempie l’uomo di eterna freschezza e giovinezza spirituale, di cui si parla all’inizio di ogni Santa Messa: “Salirò all’altare di Dio, al Dio che rallegra la mia giovinezza – ad Deum, qui laetificat juventutem meam” (Sal 42).
Quando arrivano gli anni della vecchiaia e l’uomo soffre sempre di più di infermità e deformità nel suo corpo, questo dogma si presenta davanti a lui come una luminosa speranza e un desiderio da realizzare presto: il luogo che il Signore ha preparato per noi in cielo non è qualcosa di astratto, ma sta davanti a noi attraverso l’eterno splendore dell’Immacolata, che è elevata al cielo. Già vediamo in esso l’adempimento della parola del Signore: “Padre, quelli che mi hai dato, voglio che, dove sono io, siano lì con me, affinché vedano la gloria che tu mi hai dato” (Giovanni 17:24).