di Guardia Svizzera

“Uno così non solo non è degno di definirsi cristiano, ma è anche indegno di essere definito uomo”, con queste parole inclusive, pacifiche e tolleranti, il noto ecclesiologo, politologo, geografo ed apologeta Lorenzo Tosa si riferisce in un post a Monsignor Viganò.

Dopo questa doverosa introduzione, non può che sorgere spontanea la domanda: “Ma chi è Tosa?”

Lorenzo Tosa è l’ex portavoce del movimento cinque stelle Liguria, il quale fulminato sulla via di Damasco (preferite Casaleggio?), apostata dalla compagine politica per approdare a Più Europa, con cui cerca, senza successo, di guadagnarsi una poltroncina a Strasburgo.

Rinomato e stimato geografo, il 22 luglio 2020 ci ha rivelato l’esistenza di spiagge afghane, salvo poi ritrattare maldestramente e goffamente.

Qualche giorno fa, svestiti i panni del geografo, ha indossato le vesti dell’ecclesiologo, esprimendo considerazioni su pre e post Concilio, eresie, oscurantismi.

Tuttavia, la parte più tragicomica arriva nel finale dove consegue anche la laurea in antropologia comparata, affermando ”Uno così non solo non è degno di definirsi cristiano, ma è anche indegno di essere definito uomo”. Tale affermazione che non può non lasciarci stupiti e sgomenti; non è forse lui il profeta dell’umanità?

Si suggerisce al plurititolato opinionista, prima di esprimere considerazioni ecclesiologiche, un ripasso delle nozioni di base del catechismo; un abbandono delle sue erronee, ridicole e fallaci convinzioni e considerazioni in tema di gender aborto et similia; un riavvicinamento alla pratica sacramentale (la Messa di sempre).