Dal Rev. Don Leonardo Ricotta (Palermo) riceviamo un’opera monumentale e importante, un’efficace e accessibile divulgazione della dottrina cattolica così come elaborata dal Dottore per eccellenza, San Tommaso d’Aquino. Un’opera che rende il tomismo alla portata di tutti, per la quale ringraziamo l’alacre e generoso Autore! [RS]

INTRODUZIONE

La parola “dottrina” è stata, negli ultimi tempi, capovolta nel suo significato: da fondamento sicuro della fede, via certa di salvezza per ogni uomo, si è trasformata in una brutta parola che indica arroccamento, chiusura, impedimento alla salvezza. La parola “dottrina” non è più sinonimo di verità ma fardello, un insieme di regole che opprimono l’uomo anzichè liberarlo; e a questa falsa concezione contribuiscono anche vescovi, sacerdoti e teologi vari.
Nella migliore delle ipotesi la “dottrina” è vista come un ideale bello ma lontano, impossibile per l’uomo moderno che ha già tante cose a cui pensare. E così, anche nella Chiesa, ci volgiamo alle favole, cioè a una verità ridotta alla nostra misura: giustizia sociale, diritti umani, accoglienza, rispetto per l’altro, un cristianesimo che si trasforma in generico umanesimo dai buoni sentimenti.
È un restringimento di orizzonte spaventoso, una morte spirituale per asfissia. È vero, siamo pieni di peccati ma più siamo coscienti della nostra miseria più desideriamo di esserne liberati. Il nostro cuore desidera l’infinito e solo Gesù è la risposta a questo desiderio. Egli ci rivela chi siamo, da dove veniamo e ciò verso cui andiamo; e la “dottrina” è esattamente il contenuto di questa rivelazione.
Presentare la “dottrina” è dare dignità all’uomo, elevarlo alla grandezza a cui Dio lo chiama, una risposta adeguata al desiderio di infinito che ognuno di noi ha. Insegnare e imparare la “dottrina” significa impostare bene, fin dall’inizio, la questione della nostra vita, l’inizio di un cammino di salvezza e santità verso l’infinito, fecondati da una pioggia spirituale che proviene da Dio stesso.
Sono queste le motivazioni che mi hanno indotto a realizzare queste pagine; la constatazione del deserto spirituale in cui vivono i cristiani di oggi, anche quelli che frequentano le chiese e magari fanno anche i corsi di teologia.
Al fine di rendere tutto maggiormente fruibile, ho scelto la formula catechistica antica: domanda e risposta. Domanda secca e risposta secondo la regola delle “tre c”: chiara, concisa e completa. Ci insegna, infatti, il grande filosofo Aristotele che, quando si provoca un dubbio, bisogna risolverlo subito, come la ferita del corpo subito deve essere risanata.
Il Giudice Divino voglia ricordarsi di questa mia piccola fatica quando, come imputato, sarò dinnanzi a Lui.

Don Leonardo Ricotta
1 ottobre 2017

Prima del peccato originale la mente umana veniva fecondata dalla fonte stessa della Verità che è Dio. Dopo il peccato, invece, ha bisogno della dottrina come pioggia che discende dal cielo.

San Tommaso D’Aquino

1. Che cosa è la dottrina sacra?
La dottrina sacra è l’organizzazione delle verità immutabili ed eterne che ci sono state rivelate da nostro Signore Gesù Cristo il quale, dinnanzi a Ponzio Pilato, disse : “per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla verità. Chi è dalla verità, ascolta la mia voce…”. La dottrina sacra è scienza della fede, desume i suoi principi dalla Rivelazione alla quale aderisce per fede soprannaturale. Appartiene, dunque, alla dottrina sacra l’esplorazione di tutte le verità che accompagnano la fede o la precedono o la seguono. La dottrina sacra è la massima vita dell’intelligenza, conoscenza più piena dell’oggetto della fede, la contemplazione più alta dei misteri divini, l’inizio in terra di quella che sarà la visione beatifica.

2. Su che cosa è fondata la dottrina sacra?
La dottrina sacra, come abbiamo appena detto, è fondata sulla Rivelazione di Dio per mezzo del suo Figlio incarnato che disse : “ tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi…”.

3. Quali sono le sue fonti?
Le fonti della dottrina sacra sono quattro.
Primo. La Sacra Scrittura che è divinamente ispirata.
Secondo. La Tradizione Apostolica che è vivente nella Chiesa.
Terzo. Le definizioni della Chiesa stessa che dichiara il senso e il contenuto della Sacra Scrittura e della Tradizione Apostolica.
Quarto. La ragione illuminata dalla fede.

4. Nella dottrina sacra ci sono cose che possono essere cambiate?
Nulla può essere mutato perché le parole di Dio non mutano. Infatti Gesù dice : “il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno…”. Il complesso dottrinale del cattolicesimo è unità armonica. Ogni proposizione, anche quella che può sembrare più insignificante, ha ripercussioni in tutto il suo ordine. Chi sta dentro non può muoversi, senza che sia costretto ad abbracciare tutte le parti di questo complesso armonico. La fede cattolica non è a pezzetti: o tutta o niente.

5. Può esistere un progresso nella dottrina sacra?
La questione può essere approfondita da tre punti di vista.
Primo. Dalla parte di Dio c’è sempre un dono di conoscenza che cresce secondo la misura di Dio che è infinita. Per questo Gesù dice : “lo Spirito Santo vi guiderà alla verità tutta intera…”. Secondo. Dalla parte della cosa, invece, non può esserci progresso perché ciò che è, è sempre e oggi non lo è più di ieri. La verità in sé non è uno yogurt con data di scadenza; l’acqua sempre bagna e il vento sempre asciuga; queste verità non potranno mai essere cambiate.
Terzo. Dalla parte dell’uomo, invece, può esserci un aumento di conoscenza. Chi vuole approfondire la dottrina sacra è libero di farlo ma dentro la dottrina stessa, aggiungendo qualcosa dall’interno come il ragno che tira fuori da sé la ragnatela, qualcosa però che abbia rispondenza perfetta con tutto l’insieme. Come la costruzione di una cattedrale gotica: ciascun artista vi aggiunge una guglia ma che dia più armonia al tutto e non lo sfiguri o lo deformi. In questo modo avanza il pensiero quando cammina nella luce della verità. La verità di ciò che è, non di ciò che piace secondo le mode del momento. “Moderno, nuovo, aggiornato ai tempi…” sono concetti di suggestione irresistibile che però allontanano dall’eternità e ci consegnano alla esaltazione effimera del momento che muore nell’onda del tempo.
La dottrina sacra è la verità immutabile da consegnare agli uomini di tutti i tempi e non può essere sostituita da percorsi psicologici inventati dalla fantasia umana in cui al centro non sta più Dio ma l’uomo. Mettere la dottrina sacra al centro dell’azione pastorale non significa essere “dottori della legge” oppure “farisei”, come alcuni oggi stoltamente pensano e non si-gnifica neanche tornare indietro o essere “ nemici del Concilio…” ma significa piuttosto proteggere spiritualità e verità da ogni forma di relativismo teologico e morale.
Vera teologia non è una montagna di parole e concetti fumosi ma il “semplice intuito della verità” quando, con poche e brevi parole, se ne insinuano molte e grandi. Ecco, la dottrina sacra è proprio questo : una insinuazione verso il mistero di Dio.

6. La dottrina sacra in che rapporto sta con la filosofia?
Per la salvezza dell’uomo era necessario che, oltre alle discipline filosofiche, ci fosse un’altra dottrina procedente dalla divina Rivelazione perché Dio è un fine che supera le capacità della ragione e la salvezza dell’uomo è riposta unicamente in Lui. Tuttavia, anche attraverso le cose e la ragione, l’uomo può elevarsi ad una certa idea di Dio, sia pure confusa e generica. Perciò esiste una teologia che fà parte della dottrina sacra ed esiste anche una teologia che rientra nelle discipline filosofiche, chiamata “Teodicea”. Queste due teologie stanno insieme, come la fede e la ragione, che insieme, ognuna nel suo ambito, aiutano l’uomo ad elevarsi nella conoscenza e nell’amore di Dio. La dottrina sacra, dunque, può servirsi della filosofia per meglio chiarire i suoi insegnamenti ma ciò non avviene per una sua intrinseca debolezza o insufficienza ma unicamente a motivo della debolezza del nostro intelletto il quale, attraverso il ra-gionamento della filosofia, viene condotto più facilmente, come per mano, alla conoscenza delle cose soprannaturali. Infatti, la mente umana non è come la mente divina e neppure come la mente degli angeli, totalmente intuitiva e di tale vigore da comprendere ed esaurire, con un unico atto di visione, la totalità del contenuto di un oggetto.
La nostra mente è, invece, discorsiva, procede lentamente da una cosa all’altra per divisione o composizione, per analisi e sintesi, unificando man mano i vari atti, parziali ma intimamente connessi, verso la visione completa.

7. La dottrina sacra è una scienza?
Si, la dottrina sacra è una scienza. C’è un doppio genere di scienze.
Primo. Alcune di esse procedono da principi conosciuti con certezza dalla nostra ragione come, per esempio, l’aritmetica o la geometria.
Secondo. Altre, invece, procedono da principi conosciuti alla luce di una scienza superiore come, per esempio, l’ingegneria si basa sui principi della fisica. In tale maniera la dottrina sacra è una scienza: infatti essa poggia su principi conosciuti da una scienza superiore che è la scienza di Dio. Quindi, come l’ingegneria ammette i principi che le vengono forniti dalla fisica, così la dottrina sacra accetta i principi rivelati da Dio.

8. La dottrina sacra è una scienza unica?
La dottrina sacra è una scienza unica, una e semplice pur abbracciando tutte le cose e tutti gli oggetti delle varie scienze filosofiche. Essa però, pur essendo unica, sistema e dispone gerarchicamente gli stessi principi rivelati mettendone in luce le relazioni intime con il principio supremo.
Questo lavoro è fatto anch’esso per mezzo del ragionamento ed è, spesso, deduzione teologica poiché il nesso tra i vari articoli di fede non è sempre oggetto di esplicita rivelazione ma è arguito o dedotto dalla ragione illuminata dalla fede.

9. È una scienza speculativa o pratica?
La dottrina sacra è insieme speculativa e pratica perché si occupa dei misteri divini ma anche degli atti umani dei quali tratta solo in quanto, per essi, l’uomo si ordina a Dio. In quanto scienza speculativa essa si identifica con la dogmatica. In quanto scienza pratica si identifica con la morale.

10. La dottrina sacra è superiore alle altre scienze?
Si, la dottrina sacra sorpassa tutte le altre scienze sia speculative che pratiche per due motivi. Primo. La dottrina sacra è superiore alle altre scienze perché, mentre le altre scienze derivano le loro certezze dal lume naturale della ragione umana che può errare, la dottrina sacra la trae dal lume della scienza di Dio che non può ingannarsi.
Secondo. La dottrina sacra è superiore alle altre scienze per la dignità della materia perché essa si occupa di cose che, per la loro sublimità, trascendono la ragione; le altre, invece, trattano di cose accessibili alla ragione.
In quanto scienza pratica, poi, è evidente la sua superiorità in quanto il fine di questa scienza è l’eterna beatitudine.

11. La dottrina sacra è sapienza?
Tra tutte le sapienze umane, la dottrina sacra è sapienza in sommo grado. Infatti sapiente è l’uomo che indirizza tutti i suoi atti al debito fine. Colui che considera, dunque, la causa suprema dell’universo, che è Dio, è il sapiente per eccellenza perché vera sapienza è la conoscenza delle cose divine. La dottrina sacra si occupa di Dio in quanto causa suprema di tutto l’universo e non si limita a quel che si può conoscere per via filosofica ma si estende anche a quello che Dio ha detto di se stesso.

12. Qual è l’oggetto di questa scienza?
Nella dottrina sacra tutto viene trattato sotto il punto di vista di Dio o perché è Dio stesso o perché dice ordine a Lui. Pertanto Dio è l’oggetto della dottrina sacra.

13. La dottrina sacra ammette il contraddittorio?
La dottrina sacra non ha bisogno di dimostrare i propri principi che sono gli articoli della fede ma da essi procede verso la dimostrazione di altre cose. Argomentare per autorità è proprio della dottrina sacra per il fatto che essa deriva i suoi principi dalla Rivelazione.
Tuttavia la dottrina sacra accetta il contraddittorio e usa anche il ragionamento non per dimostrare i dogmi (sarebbe assurdo) ma per chiarire alcuni punti del suo insegnamento e mostrare come essi concordano pienamente con la ragione e la verità filosofica.
La Grazia, infatti, non distrugge la natura ma la perfeziona. La ragione deve servire alla fede e la fede, a sua volta, illumina la ragione.

14. Possono esistere due verità, una secondo la ragione e una secondo la fede?
La teoria della doppia verità fu teorizzata da alcuni maestri del medioevo ma essa è totalmente assurda perché la verità non può che essere una; gli aspetti, le prospettive, i punti di osservazione possono variare ma pur sempre dentro l’unica verità.

15. Nella dottrina sacra sono ammesse le similitudini?
E’ conveniente che la Sacra Scrittura ci presenti le cose divine sotto la figura di cose corporali. Anche nostro Signore parlava al popolo in parabole. E ciò perché Dio provvede a tutti gli esseri in modo conforme alla loro natura. Ora, è naturale all’uomo elevarsi alla realtà spirituale attraverso le cose sensibili perché ogni nostra conoscenza ha inizio dai sensi. Attraverso le similitudini, inoltre, anche le persone più semplici possono comprendere.
Il raggio della divina Rivelazione non viene distrutto da questo abbassamento ma rimane intatto nella sua verità ed è meglio occultato agli indegni.

16. Che cosa dobbiamo rispondere a coloro i quali considerano la dottrina sacra una teoria astratta?
Il salmista così prega: “manda la tua verità e la tua luce, siano esse a guidarmi, mi portino al tuo monte santo e alle tue dimore…”. Per questo la Chiesa si è sempre posta dinnanzi all’umanità come madre e maestra, appunto perché insegna la verità divina trascendente e soprannaturale compiendo la missione di istruire gli ignoranti, consigliare i dubbiosi e ammonire i peccatori. La prassi pastorale non può mai essere separata dalla verità dottrinale, come il corpo, per esempio, non può essere separato dall’anima o l’albero dalle sue radici. Di conseguenza un cambiamento sostanziale nella pastorale provoca un cambiamento nella dottrina, con conseguenze disastrose. La pratica del bene e la conoscenza della verità debbono arricchirsi a vicenda; la bontà ha bisogno della verità come il male ha bisogno dell’errore. Invece, nella nuova pastorale la verità viene gradualmente sostituita dai buoni sentimenti, dai progetti pastorali e dalle animazioni. Si applica così il principio modernista secondo cui la verità è
l’adeguamento del pensiero alla vita. La nuova pastorale compie una manovra spericolata di by-pass e, con astuzia diabolica, dice in buona sostanza: “per carità… la dottrina non si tocca, semplicemente ci adeguiamo alla situazione…”. Si dice anche con enfasi “la verità non è una dottrina astratta…” ma tutto ciò è totalmente assurdo! Come dire ad un ingegnere, il quale progetta la costruzione di un edificio, che i principi della fisica e tutto ciò che ha studiato sono teorie astratte.