Dal Rev. Don Leonardo Ricotta (Palermo) riceviamo un’opera monumentale e importante, un’efficace e accessibile divulgazione della dottrina cattolica così come elaborata dal Dottore per eccellenza, San Tommaso d’Aquino. Un’opera che rende il tomismo alla portata di tutti, per la quale ringraziamo l’alacre e generoso Autore! [RS]

122. Gli uomini sono predestinati da Dio?
A Dio spetta predestinare gli uomini. Tutto, infatti, è sottoposto alla divina provvidenza e appartiene alla provvidenza indirizzare tutte le cose al fine. E il fine a cui tutte le cose sono ordinate da Dio è duplice.
Uno che sorpassa i limiti e la capacità di ogni natura creata e tale fine è la vita eterna che consiste nella visione di Dio.
L’altro, invece, è proporzionato agli esseri creati e ogni cosa creata lo può raggiungere con le sue capacità naturali.
Ora, quando si tratta di un fine che un essere non può raggiungere con le forze naturali, è necessario che un altro ve lo porti, come la freccia è lanciata verso il bersaglio dall’arciere. Per tale motivo, l’uomo, capace della vita eterna, è, strettamente parlando, condotto e come trasferito in essa da Dio. E il disegno di questo trasferimento preesiste in Dio. D’altra parte, l’idea di una cosa da farsi, esistente nella mente del suo autore, è una certa preesistenza in lui della cosa stessa. Perciò il disegno di questo trasferimento dell’uomo verso il fine della vita eterna si chiama “predestinazione”.

123. La predestinazione alla vita eterna, cioè al paradiso, è infallibile?
Ciò che è nella mente e nella volontà di Dio è infallibile ma è pure nella volontà di Dio che tale effetto sia generato anche dall’azione libera di una causa libera, cioè dalla volontà umana e ciò non sempre avviene. Per esempio, io voglio scrivere in quanto la mia volontà lo ha certissimamente predisposto ma può accadere che la penna si rompa. Ecco, l’evento possibile della rottura della penna non è in contrasto con la mia volontà di scrivere. Per tale motivo, la volontà divina e la sua previsione delle cose non tolgono a queste la loro fallibilità e contingenza. Oppure, per esempio, un padre predestina suo figlio ad una carriera e gli dà tutti gli aiuti necessari; la volontà del padre è certa e infallibile ma, per il libero arbitrio del figlio, non è detto che tale predestinazione si produca necessariamente.

124. La predestinazione viene rivelata agli uomini durante la vita?
Non è conveniente che la predestinazione sia rivelata perché, se così accadesse, quelli che non sono predestinati sprofonderebbero nella disperazione e, al contrario, la sicurezza dei predestinati finirebbe col degenerare in negligenza.

125. La predestinazione si trova nei predestinati?
La predestinazione non si trova nei predestinati ma solo in colui che predestina perché essa è, come dicevamo, il disegno concepito dalla mente divina che mira ad indirizzare alla vita eterna.

126. Tale disegno ha cominciato ad esistere quando noi abbiamo cominciato ad esistere?
Tutto ciò che è in Dio non comincia mai ad esistere perché Dio è Atto Puro e in Lui niente può essere ma tutto è. Pertanto, il suo disegno di predestinazione su ciascuno di noi preesiste in Lui fin dall’eternità. Dio, cioè, ci ha pensati e amati ancor prima della creazione del mondo. E’ qualcosa di meraviglioso.

127. La Grazia è parte della predestinazione?
La Grazia non rientra nella definizione della predestinazione come se fosse un elemento essenziale ma è data a uno perché predestinato. Pertanto la Grazia non costituisce la predestinazione ma la suppone secondo il rapporto metafisico di causa ed effetto.

128. Come si chiama il contrario della predestinazione?
Il contrario della predestinazione si chiama riprovazione.

129. Dio riprova qualcuno?
Si, Dio riprova alcuni. Infatti, abbiamo già detto che la predestinazione è una parte della provvidenza la quale può permettere qualche deficienza nelle cose. Dunque, siccome gli uomini vengono indirizzati alla vita eterna dalla provvidenza divina, appartiene ad essa il permettere, a motivo del libero arbitrio dell’uomo, che alcuni manchino di raggiungere questo fine. Quindi, come la predestinazione riguarda coloro che raggiungono la salvezza, così la riprovazione include la volontà, da parte di Dio, di permettere la caduta nella colpa e la volontà di infliggere la pena della dannazione per questo peccato.

130. La riprovazione è causa del peccato?
Assolutamente no! La riprovazione non è causa del peccato perché il peccato deriva sempre dalla cattiva volontà dell’uomo ma è causa dell’abbandono da parte di Dio e, conseguentemente, della pena eterna. La predestinazione precede il merito, la riprovazione invece consegue alla colpa.

131. Dio vuole la salvezza di tutti gli uomini?
Dio vuole che tutti gli uomini si salvino ma lo vuole con “volontà antecedente” la quale non è una volontà assoluta ma condizionata (io voglio a patto che tu faccia questo…). Invece, con “volontà conseguente” (che è volontà assoluta) Dio vuole che alcuni si salvino e altri si dannino. Per il peccatore che ama il suo peccato e rimane in esso, la riprovazione di Dio include la Sua volontà, non permissiva ma piena, di condannare alla pena eterna il peccatore ostinato. In questo senso la riprovazione (poiché Dio preconosce negli uomini malvagi il corso della loro vita) vuole non impedire che cadano nella colpa e vi si ostinino. I livelli di scelleratezza che l’uomo raggiunge sono tali che non potrebbe essere diversamente. Se non esistesse una giustizia divina che salva o condanna, vivere bene o male, fare il bene o il male, sarebbe del tutto indifferente.

132. È corretto dire che Dio non manda nessuno all’inferno ma è l’uomo che ci va?
E’ corretto nel senso che l’uomo è sempre la causa del suo male e quindi non è Dio che manda all’inferno. Ma è sbagliato nell’altro senso, perché Dio non semplicemente permette che l’uomo cada nell’inferno ma lo vuole di volontà piena come castigo per i suoi peccati. Sta scritto infatti: “via lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno preparato per il diavolo e i suoi angeli…”.

133. Che significa “preparato”?
Dio non creò l’inferno, non si sarebbe mai sognato di farlo, se così possiamo esprimerci. L’inferno fu, invece, una conseguenza del peccato di Lucifero e degli angeli ribelli e dunque non fu creato ma preparato, come quando si è costretti ad apparecchiare la tavola per un ospite indesiderato che non si vorrebbe a casa propria. L’inferno, dunque, è la condizione che deriva dalla ribellione di Lucifero.

134. La previsione dei meriti è causa della predestinazione?
Alcuni hanno affermato che la causa della predestinazione sono i meriti futuri, intendendo dire che Dio dà la Grazia prevedendo che chi la riceve se ne servirà bene. Ma questo è irragionevole perché le opere meritorie sono un effetto della Grazia e quanto viene dalla Grazia deriva dalla predestinazione e non può essere causa di essa.
Non si può assegnare una causa alla volontà divina in quanto atto volitivo perché le cose volute da Dio esistono perché Egli le vuole e non le vuole perché esistono. Il volere di Dio è causa del loro essere e della loro bontà. La volontà di Dio è un inizio assoluto e indeducibile.

135. Qualsiasi cosa porti l’uomo alla salvezza è dunque compresa nella predestinazione?
Sì, qualsiasi cosa porti l’uomo alla salvezza è compresa nella predestinazione. Tutto trae da Dio il suo inizio e trova in Dio il suo compimento ma non senza l’adesione della nostra volontà.

136. La predestinazione è comprensibile da parte dell’uomo?
La predestinazione è assolutamente incomprensibile da parte dell’uomo. Valgano le parole di Dante: “o predestinazion, quanto remota è la radice tua da quelli aspetti che la prima cagion non veggion tota. E voi, mortali, tenetevi stretti a giudicar che noi che Dio vedemo non conosciamo ancor tutti li eletti…”. (Paradiso XX, 130-135)
E’ assolutamente incomprensibile capire perché, tra gli uomini, alcuni vengano predestinati e altri riprovati. Tutto ciò non ha altra causa che la divina volontà. Come dipende esclusivamente dalla volontà del muratore che una pietra sia collocata in una parte della parete e una seconda da un’altra parte. La predestinazione viene data da Dio per Grazia e quindi Egli è libero di dare a suo piacimento senza pregiudizio della sua giustizia. Tale mistero aiuta l’uomo ad essere umile e ad adorare l’infinita grandezza di Dio. Perciò, invece di agitarsi nel giudicare, è più saggio approfittare del tempo presente offerto da Dio perché ciascuno provveda alla propria salvezza.
Una cosa è certa! L’uomo non incorrerà mai nella condanna eterna senza la sua diretta e formale responsabilità, senza una colpa liberamente commessa e l’ostinazione in essa. Ed è altrettanto certa la parola di Gesù che dice : “chi viene a me non lo respingerò…”.

137. Il numero dei predestinati è determinato?
Si, il numero dei predestinati è determinato e fisso per Dio. Egli sa quanti si salveranno come sa esattamente quante gocce d’acqua stanno negli oceani e quanti granellini di sabbia stanno nelle spiagge.

138. Quanti sono gli uomini che si salveranno?
Su tale argomento ci sono opinioni diverse. Primo. Alcuni hanno detto che si salveranno tanti uomini quanti furono gli angeli decaduti. Questa è un’idea tradizionale nella teologia cattolica, che cioè, al posto degli angeli ribelli, Dio elesse gli uomini.
Secondo. Altri, invece, hanno detto che se ne salveranno tanti quanti sono gli angeli che perseverarono.
Terzo. Altri, ancora, hanno detto che si salveranno tanti quanti furono gli angeli creati.
Tali opinioni, però, sono quanto mai incerte. Soltanto a Dio è noto il numero degli eletti da collocare nella felicità eterna.

139. La predestinazione può essere aiutata dalle preghiere dei santi?
Su questo problema vi furono diversi errori.
Primo. Alcuni, considerando l’infallibilità della predestinazione divina, hanno affermato che le preghiere sono superflue perché, qualunque cosa si faccia, i predestinati si salvano e i riprovati si dannano. Ma questa opinione è un fatalismo ingenuo che viene condannato dalla Sacra Scrittura.
Secondo. Altri hanno sostenuto che, con la preghiera, si può mutare la divina predestinazione. Ma anche quest’altra opinione è irragionevole perché, come dicevamo, la volontà divina è un inizio assoluto e non può essere né causata né mutata da qualcos’altro.
Pertanto bisogna concludere in questo modo. Nella predestinazione ci sono da considerare due elementi: il disegno divino e il suo effetto. Quanto al disegno divino, in nessuna maniera la predestinazione può ricevere aiuto dalle preghiere dei santi perché non potrà mai avvenire che uno sia predestinato per le preghiere. Tante mamme, per esempio, pregano per avere un figlio sacerdote ancor prima della sua nascita e non vengono esaudite.
Quanto al suo effetto, poi, la predestinazione è aiutata dalle preghiere e dalle opere buone in quanto dispone gli effetti in maniera che anche l’ordine delle cause seconde sia compreso sotto di essa. Così viene predestinata la salvezza di un uomo in modo tale che, dentro l’ordine della predestinazione, viene compreso anche tutto ciò che porta l’uomo alla salvezza, sia le sue preghiere, sia le preghiere di altri e tutte le opere buone. Quindi, attraverso tali preghiere, l’effetto della predestinazione può compiersi con più efficacia. E quindi, tornando all’esempio di prima, se un figlio viene predestinato al sacerdozio e inizia il suo cammino verso l’altare, le preghiere della madre, in quanto cause seconde, contribuiranno a che tale predestinazione (che è certissima e infallibile nella mente di Dio) raggiunga il suo effetto che rimane comunque fallibile per la mutevolezza del libero arbitrio.

140. Ricevere i sacramenti è un segno di predestinazione?
Certamente! In modo particolare il Battesimo, nel quale l’uomo viene elevato alla dignità di figlio di Dio e capace della Gloria futura; ma anche l’Eucaristia, riguardo alla quale Gesù dice: “chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna…”. Ricevere i Sacramenti con le dovute disposizioni è, dunque, segno sicuro di predestinazione ma il raggiungimento del suo effetto, come dicevamo, non è certo.