Dal Rev. Don Leonardo Ricotta (Palermo) riceviamo un’opera monumentale e importante, un’efficace e accessibile divulgazione della dottrina cattolica così come elaborata dal Dottore per eccellenza, San Tommaso d’Aquino. Un’opera che rende il tomismo alla portata di tutti, per la quale ringraziamo l’alacre e generoso Autore! [RS]

141. Che cosa è il libero arbitrio?
Il libero arbitrio è una capacità dell’anima razionale mediante la quale l’uomo può volere il bene o il male distinguendo l’uno dall’altro.

142. È un abito naturale?
Per abito naturale possiamo intendere due cose. Primo. Ciò a cui tendiamo naturalmente, per esempio, tutti tendiamo naturalmente a cercare la felicità e a fuggire il dolore.
Secondo. Quella seconda natura chiamata “abitudine”, che deriva dalla moltiplicazione degli atti e che può essere virtuosa o viziosa a seconda che gli atti sono buoni o cattivi.
Da quanto detto, è evidente che il libero arbitrio non è un abito poiché quest’ultimo inclina sempre verso una sola cosa; esso è, invece, come dicevamo, una potenza, cioè una capacità di scegliere il bene o il male, questo o quello. Il libero arbitrio procede esattamente da una indifferenza radicale.

143. L’uomo possiede il libero arbitrio?
Bisogna affermare, senza alcun dubbio, che l’uomo ha la libera elezione dei suoi atti e possiede il libero arbitrio. Senza di questo, non ci sarebbe né merito né demerito, né premio né castigo e sarebbe del tutto indifferente l’essere vissuti bene o male. Essendo libero, l’uomo è causa di se stesso e muove se stesso verso il suo fine. Egli giudica sul da farsi in base alla sua ragione in quanto co-nosce la natura del fine e di ciò che è per il fine e il rapporto e l’ordine dell’uno all’altro: per esempio, faccio questo per arrivare a quello. E quindi non è causa di se stesso solo nel muoversi ma anche nel giudicare per agire o non agire.

144. L’uomo è il prodotto del suo ambiente?
Assolutamente no! Se così fosse, i figli dovrebbero essere uguali ai padri e invece non è così; anzi da un padre operoso viene fuori un figlio negligente e viceversa. Anche i fratelli gemelli, che hanno lo stesso patrimonio genetico, lo stesso aspetto fisico e crescono nello stesso ambiente, poi, nella vita, fanno scelte diametralmente opposte. Pertanto, l’uomo riceve l’influsso dell’ambiente in cui vive e cresce, viene inclinato ad una cosa piuttosto che ad un’altra ma non è mai il prodotto del suo ambiente e anche l’accettazione della formazione che riceve e degli influssi che subisce è, essa stessa, un atto del suo libero arbitrio.

145. Fin dove si estende il potere del libero arbitrio?
Nell’attività dell’uomo bisogna distinguere la scelta delle opere (che è sempre in potere dell’uomo) e l’esecuzione delle opere stesse (questa non è sempre in potere dell’uomo). Ma, sotto il governo della divina provvidenza, il proposito dell’uomo talvolta è portato a compimento e talvolta no.

146. L’uomo, prima del peccato originale, aveva il libero arbitrio?
Sì, l’uomo, prima del peccato originale, aveva il libero arbitrio e infatti lo usò peccando.

147. Il peccato originale che cosa ha aggiunto nel libero arbitrio?
Il peccato originale ha aggiunto, nel libero arbitrio, la vicinanza immediata del male mentre, prima del peccato, il male era una semplice possibilità. Prima del peccato originale il male era possibile; dopo, invece, è probabile.

148. Il libero arbitrio si identifica con la volontà?
Sì, il libero arbitrio si identifica con la volontà. La volontà indica l’immediata ricerca di qualcosa e quindi si dice che la volontà ha per oggetto il fine. Invece, il libero arbitrio è desiderare questo e non quello in vista di quell’altra cosa che è, appunto, il fine e quindi la scelta ha per oggetto le cose che portano al fine.
Pertanto libero arbitrio e volontà sono quasi due fasi diverse che tuttavia procedono dalla stessa potenza dell’anima perché non è possibile che tendere al fine e scegliere ciò che è per il fine appartengano a potenze distinte.

149. L’uomo può ricevere la Grazia attraverso il libero arbitrio?
L’uomo, per mezzo del libero arbitrio, non può acquisire la Grazia che rende le sue opere meritorie. Ma può, tuttavia, prepararsi a ricevere la Grazia che non gli sarà negata da Dio se farà quanto sta in lui. E quindi, non è del tutto al di fuori del potere del libero arbitrio compiere opere meritorie anche se a ciò non basta il potere del libero arbitrio. Chi non ha la Grazia può scegliere il bene ma non meritoriamente anche se tale scelta lo prepara al merito.

150. Quando l’uomo è schiavo del peccato, viene meno il suo libero arbitrio?
La schiavitù del peccato non significa costrizione assoluta ma inclinazione, in quanto il peccato precedente induce al peccato seguente. La volontà viene indebolita ma l’uomo rimane sempre libero.

151. Negli animali c’è il libero arbitrio?
L’affezione verso gli animali, che Dio creò come aiuto all’uomo, porta qualche volta ad affermare cose irragionevoli, come quando si dice, per esempio, che a quel determinato animale “manca la parola, è intelligente, capisce tutto…”. Ma è chiaro che, in nessun modo, gli animali sono dotati di libero arbitrio. Essi posseggono un istinto naturale relativamente alla loro specie e partecipano a una certa prudenza naturale ma sono mossi necessariamente dalle caratteristiche della loro natura e sono determinati a una sola cosa come, per esempio, la gazzella fugge alla vista del leone mentre il cane, per l’insorgente passione dell’ira, necessariamente abbaia e insegue per assalire. Al contrario, l’uomo non è mosso necessariamente da un istinto della natura e le sue scelte non provengono dalla natura. E’ chiaro, quindi, che l’uomo è dotato di libero arbitrio mentre gli animali non lo sono.

152. Come mai gli animali ricordano i benefici o i castighi?
Gli animali apprendono qualcosa da ricercare o qualcos’altro come ostile da fuggire e quindi, dopo il castigo, per timore sono indotti ad obbedire al cenno dell’istruttore. Ma ciò non avviene per la libertà dell’arbitrio, piuttosto per una certa estimazione naturale.

153. Il libero arbitrio si trova in Dio?
Il libero arbitrio deve trovarsi necessariamente in Dio. Infatti, la sua volontà vuole tutte le cose che esistono, liberamente e per amore. E’ evidente che Egli non vuole necessariamente, cioè non è costretto da niente e da nessuno, neanche da se stesso.
Bisogna però precisare che il libero arbitrio si trova in Dio in modo diverso rispetto a come si trova nelle creature intelligenti che sono gli angeli e gli uomini. Infatti, la natura divina è increata ed è il suo stesso essere sussistente e la sua bontà per cui, in Lui, non vi può essere difetto né quanto all’essere né quanto alla bontà. Invece, la natura umana e la natura angelica sono nature create, cioè hanno tratto inizio dal nulla per cui sono capaci di difetto. Per tale motivo, il libero arbitrio di Dio in nessun modo si può piegare al male mentre il libero arbitrio dell’uomo e dell’angelo, per la sua condizione naturale, si può piegare al male.

154. Se Dio non può scegliere il male, che senso ha affermare che in Lui c’è il libero arbitrio?
Il poter scegliere il male non è essenziale al libero arbitrio ma è conseguenza del libero arbitrio se questo si trova in una natura creata capace di difetto, quale è, appunto, quella umana o angelica.

155. Il libero arbitrio in Dio si rapporta agli opposti?
La volontà divina si rapporta agli opposti non nel senso che Dio vuole una cosa e poi non la vuole, il che ripugnerebbe alla sua immutabilità; e neppure nel senso che Dio possa volere il bene o il male, il che porrebbe in Lui una certa defettibilità. La volontà divina, invece, si rapporta agli opposti nel senso che può volere questa cosa o non volerla. E quindi, per esempio, Dio può volere una cosa che noi vogliamo e concederla con sdegno per la nostra condanna oppure non volerla e, conseguentemente, non concederla per la nostra salvezza.

156. Che differenza c’è tra il libero arbitrio degli uomini e quello degli angeli?
Il libero arbitrio degli angeli, data la potenza del loro intelletto, quando si volge a qualcosa, lo fa con totalità e non può più tornare indietro come accade, per esempio, a un uomo che si getta nel vuoto. Il libero arbitrio degli uomini, invece, per la sua debolezza, non aderisce mai totalmente a ciò che ha scelto e quindi può tornare indietro. Ecco perché l’uomo, finchè è in questa vita, può volgersi dal bene al male o dal male al bene.
Ne consegue che, prima della scelta, il libero arbitrio degli angeli e quello degli uomini sono identici; dopo la scelta no, perché l’angelo non può più tornare indietro, l’uomo si. Ecco perché per gli angeli ribellatisi a Dio non c’è stata redenzione; la loro natura, infatti, non è capace di redenzione. Anche per l’uomo, però, dopo la morte, il libero arbitrio non sarà più capace di mutamento e rimarrà definitivamente e per tutta l’eternità in ciò che ha scelto.

157. Può esistere una creatura il cui libero arbitrio sia naturalmente stabilizzato nel bene?
Non esiste né può esistere alcuna creatura il cui libero arbitrio sia naturalmente stabilizzato nel bene in modo da non potere scegliere il male in base alle sue sole forze naturali. Infatti, avere una bontà indefettibile è una proprietà esclusiva della natura divina. Al contrario, sia l’uomo che l’angelo hanno una bontà defettibile, il che è provato dal fatto che peccarono.

158. Il libero arbitrio della creatura può essere stabilizzato nel bene dal dono della Grazia?
Sì, il libero arbitrio della creatura può essere stabilizzato nel bene dal dono della Grazia come all’aria, che naturalmente è oscura, compete però di potere essere illuminata dalla luce. Infatti, le anime che sono in Paradiso non possono più peccare, altrimenti non sarebbero sicure della loro beatitudine e, conseguentemente, neppure beate. Ma questo consolidamento definitivo ed eterno non proviene in esse dalla natura, ma è un dono di Grazia e così il libero arbitrio dei beati non è più pieghevole al male. Essi, vedendo l’essenza divina, conoscono che Dio stesso è il fine da amarsi in sommo grado. Conoscono anche tutte le realtà che uniscono a Lui e la ragione ultima di tutte le altre cose. Davanti a Dio trovano risposta chiarissima tutti i perché della vita e questa conoscenza è così intensa e beatificante che niente di contrario può insorgere nell’anima del beato e anche nel suo corpo dopo la resurrezione. La carità perfetta li lega totalmente a Dio per cui, in nessun modo, può verificarsi il peccato.

159. La Beata Vergine, durante la sua vita terrena, fu stabilizzata nel bene dalla Grazia?
La Beata Vergine Maria, essendo stata preservata dal peccato originale, già durante la sua vita terrena fu stabilizzata nel bene sia per la sua natura incorrotta sia per il dono di Grazia che in Lei fu straordinario.

160. Il potere peccare, che deriva dal libero arbitrio, accresce il merito di chi non pecca?
Il potere peccare non accresce il merito di chi non pecca ma contribuisce alla manifestazione del merito in quanto mostra che l’opera buona è volontaria.

161. Chi, in questa vita, è già santo viene stabilizzato nel bene dalla Grazia?
Chi è già santo in questa vita, per il dono della Grazia, è così inclinato al bene da non potersi facilmente allontanare da questo ma non è così ritratto dal male da non potere assolutamente peccare se non è custodito dalla divina provvidenza. Non è possibile, infatti, che uno venga reso del tutto impeccabile, eccetto la Beata Vergine Maria, come già dicevamo.

162. Il libero arbitrio di una creatura può essere ostinato nel male?
Compete alla miseria dei dannati che essi siano così induriti nel male da non potere più volgersi al bene. Pertanto, quanti non vollero rettamente mentre potevano non potranno più volere rettamente.
Tuttavia, finchè siamo in questa vita, non dobbiamo mai disperare nè di noi stessi né di nessun altro. Anzi, accade talvolta che coloro che sembrano essere ormai perduti si volgano a Dio e Dio si volge a loro. La volontà dell’uomo, anche se stabilizzata nel male, in questa vita non è mai tale da non avere moti verso il bene. Questi moti verso il bene vengono mossi dall’amore divino che viene, a sua volta, mosso dalle nostre preghiere. Ecco perché dobbiamo pregare sempre per la conversione dei peccatori.

163. Che rapporto c’è tra il libero arbitrio e l’anima umana?
La natura corporale è determinata a una sola cosa e quindi, per esempio, l’occhio è determinato solo all’operazione visiva o l’orecchio a quella uditiva.
La natura spirituale, invece, è indeterminata e capace di tutto. L’anima umana è, in un certo qual modo, tutte le cose perché, scegliendo qualcosa, aderisce a ciò che ha scelto e così, per esempio, l’uomo che ruba diventa ladro oppure, se aderisce al bene, diventa santo. L’uomo è ciò che sceglie e, attraverso il libero arbitrio, l’anima diventa ciò che ha scelto.