Dal Rev. Don Leonardo Ricotta (Palermo) riceviamo un’opera monumentale e importante, un’efficace e accessibile divulgazione della dottrina cattolica così come elaborata dal Dottore per eccellenza, San Tommaso d’Aquino. Un’opera che rende il tomismo alla portata di tutti, per la quale ringraziamo l’alacre e generoso Autore! [RS]

43. Dio è uno solo?
Dio è uno solo ma in tre persone uguali e distinte che sono la Santissima Trinità.

44. Come si chiamano le tre persone della Santissima Trinità?
Le tre persone della Santissima Trinità si chiamano: Padre, Figlio e Spirito Santo.

45. Ogni persona della Santissima Trinità è Dio?
Si, ogni persona della Santissima Trinità è Dio e tutte e tre sono un solo Dio.

46. Perché il Padre è la prima persona della Santissima Trinità?
Il Padre è la prima persona della Santissima Trinità perché non procede da altre persone e da Lui, invece, procedono le altre due: il Figlio come Verbo, cioè come Pensiero e lo Spirito Santo come Volontà, cioè come Amore.

47. Perché il Figlio è la seconda persona della Santissima Trinità?
Il Figlio è la seconda persona della Santissima Trinità perché generato dal Padre, ed è, insieme col Padre, principio dello Spirito Santo.

48. Perché lo Spirito Santo è la terza persona della Santissima Trinità?
Lo Spirito Santo è la terza persona della Santissima Trinità perché procede dal Padre e dal Figlio. Alcuni greci, nei secoli passati, stoltamente affermarono che lo Spirito Santo procede solo dal Padre esattamente come il Figlio ma questo è contro la fede cattolica; ed è anche contro la ragione e l’evidenza delle cose. Infatti, come nella realtà naturale da noi conosciuta l’amore procede da due esseri che si amano reciprocamente e quindi, per esempio, il figlio è l’amore dei genitori e procede da entrambi, così in Dio. Mentre il Figlio procede solo dal Padre come Verbo, lo Spirito Santo procede da entrambi come Amore. Quindi dal solo Padre procede uno solo, cioè il Figlio e dal Padre e dal Figlio, in quanto formano una sola cosa, procede lo Spirito Santo.

49. Le tre persone divine sono dunque tre dèi?
Le tre persone divine non sono tre dei ma un Dio solo poiché hanno la stessa natura divina; per esempio, come tre fiammiferi accesi insieme sono tre, distinti l’uno dal-l’altro, ma formano una sola fiamma.

50. Il Padre fu prima del Figlio e dello Spirito Santo?
No, il Padre non fu prima del Figlio e dello Spirito Santo perché le tre persone divine, avendo in comune l’unica natura divina che è eterna, sono ugualmente eterne.

51. Che significa “ tre persone realmente distinte”?
Tre persone realmente distinte significa che, in Dio, una persona non è l’altra pur es-sendo tutte e tre un Dio solo.

52. Le tre persone divine sono, dunque, uguali o ce n’è una maggiore?
Le tre persone divine, essendo un solo Dio, sono uguali in tutto e hanno ugualmente comune ogni perfezione e ogni operazione; sebbene certe perfezioni e le opere corri-spondenti si attribuiscano più all’una persona che all’altra, come la creazione al Padre, la redenzione al Figlio e la santificazione allo Spirito Santo. Nelle tre divine persone c’è una sola volontà, una sola operazione, un solo amore, una sola perfezione.

53. Delle tre persone della Santissima Trinità quale si è incarnata e si è fatta uomo?
Delle tre persone della Santissima Trinità si è incarnata e fatta uomo la seconda, cioè il Figlio.

54. Come si chiama il Figlio di Dio fatto uomo?
Il Figlio di Dio fatto uomo si chiama Gesù Cristo.

55. Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo?
Si, Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo, cioè in Lui c’è la natura divina e la natura umana misteriosamente unite nella persona del Verbo.

56. Perché si dice “tre persone”?
La persona significa quanto di più nobile c’è in tutto l’universo, cioè il sussistente capace di conoscere e amare. Per questo, dovendosi attribuire a Dio tutto ciò che im-porta perfezione, è conveniente che gli si attribuisca il nome di persona.

57. Perché si dice “un solo Dio”?
Presso di noi le singole persone costituiscono tanti uomini senza formare un solo uomo. In Dio, invece, ogni persona è Dio in una sola natura, in modo che le tre persone, sia singolarmente sia tutte e tre, formano un solo Dio. In altri termini, nell’ordine creato la natura individuale si moltiplica con le persone. In Dio, invece, essa conserva la propria assoluta unità in seno alla Trinità delle persone realmente distinte.

58. Che significa il nome “Trinità”?
Il nome Trinità in Dio significa, appunto, un determinato numero di persone. Secondo la sua etimologia suona come “ Trium unitas…” cioè unità di tre e per questo non pos-siamo dire che il Padre è la Trinità perché da solo non è tre persone e così il Figlio e lo Spirito Santo singolarmente considerati.

59. È possibile avere qualche idea sul mistero della Santissima Trinità?
E’ impossibile giungere alla conoscenza della Trinità delle persone divine con la sola ragione naturale. L’uomo, infatti, con la sua ragione, attraverso le creature può solo elevarsi ad una certa consapevolezza che Dio esiste. Ma tale consapevolezza riguarda l’unità di Dio, non la pluralità delle persone. Per tale motivo, la Trinità si può conoscere solo attraverso i testi della Scrittura, per coloro che la riconoscono e si può difendere la non assurdità di quello che la fede insegna. Che la ragione naturale nulla possa, è dimostrato anche dal fatto che nessuna religione, al di fuori del Cristianesimo, ha mai concepito l’idea di un solo Dio in tre persone uguali e distinte. Parimenti, nessun filosofo pagano è mai riuscito ad elevarsi a tale mistero; né Anassagora per il quale Dio è Intelletto, cioè una personalità infinita, eterna e separata; né Eraclito che concepisce Dio come ragione eterna immanente in tutte le cose; né lo stesso Platone con la sua evanescente idea del bene e neppure il grande Aristotele il cui Atto Puro, da lui concepito in modo quasi meccanicistico, è così lontano dal Padre celeste che esalta la sua Gloria nel farci felici. Il mistero della Santissima Trinità è, dunque, irraggiungibile alla sapienza di questo mondo.
Tuttavia, con umiltà e senza presunzione, l’animo umano deve cercare di elevarsi verso questi misteri celesti e la ricerca non è inutile perché, sforzandosi di capire qualcosa della verità, più facilmente si evita l’errore. Attraverso tale investigazione meriteremo di comprendere tale mistero nella patria celeste allorché vedremo Dio nella sua essenza.

60. Unità e Trinità sono soltanto concetti della nostra mente?
No, l’unità della natura e la molteplicità delle persone non sono soltanto concetti della nostra mente ma si trovano realmente in Dio.

61. C’è qualcosa in noi che fa riferimento al mistero trinitario?
Le operazioni, negli angeli e negli uomini, sono due: conoscenza e amore. In ciascuna di esse, nel momento in cui si realizzano, si ritrova qualcosa che procede. La conoscenza si realizza quando, nella mente del conoscente, viene concepito qualcosa che si chiama verbo o pensiero e così conosciamo quando il pensiero di qualcosa si è stabilizzato nella mente. Similmente, l’amore si realizza quando, attraverso la volontà, si procede verso il bene amato poichè l’amore è il movimento della volontà verso il bene voluto.
Ora, in noi il pensiero e l’amore non si identificano con il nostro io perchè si realizzano in atti che possono essere o non essere. Nel nostro intelletto il pensiero o verbo da noi concepito non è a noi naturalmente unito ma sussiste soltanto nell’atto della nostra co-noscenza; e questo vale anche per l’amore.
Invece in Dio, poichè la conoscenza e l’amore si identificano con il suo essere perfet-tissimo, è necessario che sussistano nella natura divina non come atti che possono verificarsi oppure no ma come persone. E quindi è necessario che in Dio ci sia una sola persona che non procede e due persone che procedono delle quali una procede come Verbo (il Figlio) e l’altra come Amore (lo Spirito Santo) .

62. Conoscere e amare si attuano, dunque, in modo diverso in Dio e in noi?
Si, conoscere e amare si attuano in modo diverso in Dio e in noi. Noi riceviamo la conoscenza dalle cose esterne mentre, con il nostro amore, tendiamo verso le cose esterne. E quindi, nella conoscenza c’è un movimento che va dalla cosa all’anima mentre nell’amore c’è il movimento opposto che va dall’anima alla cosa.
Invece Dio non riceve la conoscenza dalle cose perchè è Lui a causarle; nè, con il suo amore, tende verso qualcosa di esterno ma ordina tutto a se stesso.
Pertanto, sia in noi che in Dio, nelle operazioni del conoscere e dell’amare, c’è una specie di circolo: l’amore ritorna verso ciò da cui ebbe inizio la conoscenza. Mentre però in noi il circolo si chiude con qualcosa di esterno, cioè l’amore si quieta nella cosa che fu prima conosciuta per l’intelletto e poi voluta nell’amore, in Dio il circolo si chiude in se stesso. Egli, infatti, conoscendo eternamente se stesso, concepisce il proprio Verbo (che è il Figlio) e da questo Verbo si muove verso l’amore infinito di se stesso (che è lo Spirito Santo) . E così in Dio si ha il numero di tre persone.

63. Che cosa sono le processioni nelle tre divine persone?
Il nome “processione ” indica, nelle cose umane, un movimento per cui qualcosa passa ordinatamente da un luogo ad un altro. Da questo primo significato ne è derivato un altro quando una cosa deriva da un’altra come il raggio procede dal sole o il manufatto dall’artigiano o il calore dal fuoco.
Ora, esiste un doppio genere di processioni.
Primo. Alcune passano in qualcosa di esterno come il calore procede dal fuoco e que-sta processione non perfeziona colui che agisce ma perfeziona la sua opera; infatti il fuoco non acquista nulla per il fatto di riscaldare mentre la cosa riscaldata acquista il calore.
Secondo. Altre processioni, invece, non passano in qualcosa di esterno ma rimangono in colui che agisce come conoscere e amare. Sono queste le processioni del Verbo e dell’Amore, cioè del Figlio e dello Spirito Santo.

64. Quante processioni ci sono in Dio?
Come dicevamo in Dio ci sono due processioni. Quella del Figlio che procede dal Padre e quella dello Spirito Santo che procede da entrambi. Tali processioni sono realmente distinte l’una dall’altra. La seconda processione, cioè quella dello Spirito Santo, esige necessariamente la processione precedente che è quella del Figlio come l’amore esige necessariamente la conoscenza e da questa procede. Le processioni sono differenti a motivo della diversità delle proprietà personali benché, nelle persone che procedono, ci sia un’unica natura comune.
C’è poi una terza processione, quella verso l’esterno, che si attua nella creazione dell’universo ma questa processione non aggiunge nulla alla perfezione divina perché Dio non crea per necessità di natura ma liberamente e per amore.

65. Se Dio non fosse Trinità potrebbe essere ugualmente amore?
E’ evidente che l’amore con cui uno ama solamente se stesso non è vero amore e quindi, in Dio, non potrebbe sussistere l’amore se fosse soltanto una sola persona e tale amore non potrebbe neanche essere perfetto se ci fossero due persone soltanto perché alla perfezione dell’amore si richiede che l’amante voglia che ciò che è da lui amato sia a sua volta amato da colui che egli ama. Perché l’amore sia completo, cioè, è necessario che ci sia una realtà terza come nel caso, per esempio, degli sposi che, amandosi, desiderano amare qualcosa di terzo che li unisce, cioè un figlio. Pertanto, essendoci in Dio la massima perfezione, si esige che, in Lui, ci sia il numero di tre persone.
Ecco perché, nella religione dei musulmani, non c’è spazio per l’amore. L’idea che essi hanno di Dio è quella di un Dio solo, un’unica persona che, come tale, non sarà mai capace di amare perché nessuno può amare se è solo ed è proprio dall’idea che essi hanno di Dio che scaturisce la violenza e l’odio che sono intrinseci alla loro re-ligione. C’è, dunque, una differenza sostanziale tra la religione cristiana e quella mu-sulmana: nella religione cristiana la religione è buona mentre possono esistere cristiani cattivi. Nella religione musulmana, invece, possono esserci uomini buoni ma la loro religione è intrinsecamente cattiva perché falsa.