Chiacchierata col Guelfo Rosa.

RS: Bel caos, eh?

GR: Naaa. Nulla di così stupefacente, ma alla stampa e ai vaticanisti basta poco per esaltarsi.

RS: Insomma, qualcosa sta succedendo…

GR: Dai ragazzi, scopriamo oggi che esiste il peccato? Su…

RS: Dopo anni di “chiesa povera per i poveri”…

GR: Suvvia, era uno slogan ridicolo, penoso, ritrito. Certo, oggi di materia per imbrattare la carta i vari “esperti di cose vaticane” ne hanno. Se i cosiddetti vaticanisti avessero in campo di Cattolicesimo la metà delle cognizioni che hanno per le beghe da portinaia da condominio “San Pietro” avremmo decine di neodottori della Chiesa. Invece sanno più di palazzi che di Fede, coll’esito che si parla di buchi di serratura e non di ciò che conta. Comunque, la gente vuole il gossip? Parliamo di gossip.

RS: Al contrario, vorremmo qualche elemento di chiarezza in questo caos. Parliamo di ciò che è emerso. Un “conto personale” di Bergoglio da decine di milioni che parrebbe (condizionale d’obbligo) essere stato colpito da alcuni soggetti, un minutante e un monsignore. Che è?

GR: Parliamo del “Fondo Discrezionale” di Ubs creato nel 2015 appunto “per le spese discrezionali del Santo Padre e dallo stesso autorizzate”. La definzione “Fondo Discrezionale” è più precisa di “conto personale”, come hanno semplificato diversi giornali. Visto così mi sembra una sorta di salvadanaio pontificio per dazioni, elemosine e altro. In ogni caso questo fatto desta alcune domande.

RS: Poniamole.

GR: Per le domande torniamo alla “chiesa povera per i poveri”. Ad esempio: 1. A prescindere da tutto, nel clima di pauperismo un tanto al chilo che viviamo, perché tenere un fondo discrezionale (di quelle dimensioni) facente capo al Papa?; 2. Non si poteva chiudere e usare – vista la grancassa pseudofrancescana – un conto intestato a uno qualsisasi degli organi cui fa riferimento la gestione vaticana?; 3. Dopo anni di nenie sulla riforma della Curia, sulla pulizia da fare e sulla trasparenza, siamo così riformati, puliti e trasparenti che volano (tutto da verificare) 20 milioni di sterline dal fondo di Bergoglio? E mi immagino la sua faccia quando glielo hanno detto.

RS: Domande legittime.

GR: La riforma della Curia è andata male, e con essa è fallita una delle cause finali-mediatiche di questo regno bergogliano. Quanto alla demagogia: hai voglia a trasferirti a Santa Marta per dar segni di frugalità se poi hai un fondo discrezionale da multinazionale. Si obietterà che è per benifecienza o cose affini. Sicuramente sarà così. E allora, ripeto, si intesti a un’istituzione: non per evitare chissà quali pericoli (Bergoglio ha molti difetti ma non ce lo vedo a ravanare nei conti) ma per un fatto di pura coerenza. Nella “chiesa povera per i poveri” non basta essere poveri, bisogna pure sembrare poveri. In tutto, anche nelle intestazioni.


Per approfondire il tema del disastro conciliare e la crisi nella Chiesa:

Sed gladium. Dottrina e Sacra Scrittura contro l’ecumenismo

Il liberalismo è peccato – Questioni che scottano

Il tridente antimodernista. I tre testi Pontifici che condannano tutti gli errori oggi trionfanti

Cosa Vostra. Dalla Pro Deo alla “mafia di San Gallo”. Gli “affari riservati” della “chiesa della misericordia”.