di Piergiorgio Seveso

Nato da una famiglia contadina della diocesi di Kildare e Leighlin, sesto di sedici figli, si trasferì a Roma dove studiò all’università Urbaniana di Propaganda Fide. Discusse la sua tesi di laurea alla presenza di papa Leone XII Sermattei della Genga.
Diacono nel febbraio 1829, fu ordinato sacerdote nell’aprile dello stesso anno. Docente di ebraico e Sacra Scrittura a Propaganda Fide, declinò la nomina episcopale nel 1834.
SI prodigò durante la grande carestia irlandese nel 1845 per alleviare le sofferenze delle popolazioni locali.
Presente a Roma durante la rivoluzione romana del 1849, fu nominato rettore dell’Urbaniana in quei pericolosi frangenti.
Per volontà di Pio IX Vescovo di Armagh nel 1850, divenne Arcivescovo di Dublino il 3 maggio 1852.
Fondatore dell’Università di Dublino, chiamò il giovane Newman ad esserne rettore nel 1854.
Creato cardinale nel concistoro del 22 giugno 1866, fu il primo Principe della Chiesa irlandese.
Partecipò attivamente al concilio Vaticano mentre arrivò tardi al conclave del 1878 quando Leone XIII era già stato eletto.
Morì il 24 ottobre 1878.


Da un discorso tenuto il 17 maggio 1870 al Concilio Vaticano

“[…]Ho udito qualcuno lamentarsi che il pontefice violi la libertà delle chiese orientali. Ma in cosa consiste questa violazione?
In infelici circostanze avvenne (in più occasioni) che popoli, soldati, marinai, artigiani, operai, contadini, poveri e ricchi abbiano usurpato la potestà di nominare patriarchi e arcivescovi e vescovi e che spesso l’elezioni fossero fatte precipuamente da costoro.
Per questo motivo soprattutto, la chiesa in Oriente è caduta in rovina: non vi è nessuna possibilità possa essere restaurata se il Sommo pontefice non rivendica i diritti della Chiesa e non prende su di sè la potestà di nominare […] patriarchi, arcivescovi e vescovi. Tanto è remoto il fatto che il Pontefice possa avere violato i diritti della Chiesa che Egli vuol ancor più rivendicare la libertà della Chiesa.
In tempi passati, sopratutto nell’ultimo periodo del secolo scorso [XVIII n.d.t.] in Germania, abbiamo letto che alcuni grandi arcivescovi e elettori imperiali conspirassero insieme per diminuire le prerogative del Sommo Pontefice.
Cosa fecero quasi tutti lo sanno, cosa scrisse Febronio tutti lo conoscono. Ebbene, cos’hanno ottenuto?
Questi arcivescovi e vescovi sono stati annichiliti dalle rivoluzioni che sono sopraggiunte e mentre tentavano di abbattere il potere pontificio, hanno perso tutto quello che avevano o quasi.
E ai Greci, cosa è accaduto? Leggerò un breve estratto su questo da una lettera del grande Pontefice Gregorio IX, scritta a Germano, arcivescovo costantinpolitano: “Prevedendo il Signore che la Chiesa sarebbe stata oppressa dai tiranni e dilaniata dagli eretici e divisa dagli scismatici, disse: “Rogavi pro te, Petre, ut non deficiat fides tua: et tu aliquando conversus, confirma fratres tuos”.
Da ciò si desume chiaramente che ogni questione di Fede debba essere riferita alla sede di Pietro. Ma, e lo diciamo con dolore, per usare le parole della tua lettera, presuntuosamente, non per mano di soldati ma per pessimi sentimenti di ecclesiastici, la tunica talare e inconsutile del vero Giuseppe, è stata spezzata. Vediamo chi l’ha strappata. Da quando la Chiesa greca si è staccata dalla Sede Romana ha perso il privilegio della libertà ecclesiastica. Da libera che era, è diventata ancella della potestà secolare, in modo tale che, per un giusto giudizio di Dio, chi non volle riconoscere un divino primato in Pietro, subisca ora contro la sua volontà un dominio secolare”.[…]
Ai Sommi Pontefici, successori di Pietro, è stata data una suprema potestà su tutti, pecore e agnelli ,e che sia stata data su tutta la Chiesa è di solare evidenza, ma è altrettanto chiaro che una potestà di questo tipo non sia mai stata data ai vescovi.
Gli apostoli, sin quando vissero, avevano una certa qual straordinaria potestà per poter portare al mondo l’Evangelo. Ma con la loro morte questa potestà straordinaria cessò e la potestà dei vescovi fu riportata nei confini delle loro diocesi.[…]”

Figure già trattate sul sito (sono escluse le innumerevoli figure trattate sulla pagina Facebook)
Cardinale Gaetano de Lai
Cardinale Bernardo Dovizi detto il “Bibbiena”
Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster O.S.B.
Cardinale Ercole Gonzaga
Cardinale Domenico Serafini OSB
Cardinale Clemente Micara
Cardinale Ranuccio Farnese
Cardinale Francesco Sforza di Santafiora
Cardinale Ernesto Ruffini
Cardinale Gil Albornoz
Cardinale Miguel Paya y Ricò
Cardinale Edward Manning
Cardinale Vives y Tuto
Cardinale Carlo Oppizzoni
Cardinale Giulio Maria della Somaglia
Cardinali Antonio Marzato e Carlo Odescalchi
Cardinali Luigi di Guisa e Robert de Lenoncourt
Cardinale Galeotto Franciotti della Rovere
Cardinale Bartolomeo d’Avanzo
Cardinale Agostino Rivarola
Cardinale Costantino Patrizi Naro
Cardinale Benjamin de Arriba y Castro
Cardinale Isidoro di Kiev
Cardinale Fabrizio Ruffo
Cardinale Bertrando del Poggetto
Cardinale Alojzije Viktor Stepinac
Cardinale Ludovico Scarampi Mezzarota
Cardinale Bessarione di Nicea
Cardinale Mariano Rampolla del Tindaro
Cardinale Giuliano Cesarini
Cardinale Tommaso de Vio detto il Cajetano
Cardinale Philippe d’Alencon de Valois
Cardinale Josif Slipyj
Cardinale Pietro Bembo
Cardinale Juan de Torquemada 
Cardinale Nicholas Wiseman 
Cardinale Alfredo Ottaviani
Cardinale Gabriele de’ Gabrielli
Cardinale Francisco Jimenez de Cisneros
Cardinale Ferdinando d’Asburgo 
Cardinale Adeodato Piazza 
Cardinale Alexis-Henri-Marie Lépicier
Cardinale Matthäus Schiner
Cardinale Pedro Gonzales de Mendoza
Cardinale Enrico Dante
Cardinale Umberto di Silva Candida
Beato Niccolò Albergati
Cardinal Erardo della Marca
San Giovanni Fisher
San Carlo Borromeo
Cardinale Giovanni I Colonna
Cardinale Giovanni II Colonna
Cardinale Jerzy Radziwiłł
Cardinale Pietro Ottoboni
Cardinale Giuseppe Gaspare Mezzofanti
Cardinale Michele Bonelli
Cardinale Francesco Alidosi
Cardinale Sforza Pallavicino
Cardinale Georges d’Armagnac
Cardinale Stanislao Osio
San Raimondo Nonnato
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Cardinale Giovan Francesco Albani
Cardinale Agostino Fabroni