di Piergiorgio Seveso


Figlio della piccola nobiltà pistoiese, fu giovane dall’ingegno prodigioso, vicino alla famiglia Rospigliosi entrò nel collegio Romano dei gesuiti (cui fu fedele tutta la vita) nel 1668. Nel 1671 tenne l’orazione di Pentecoste di fronte a papa Clemente X Altieri.

Laureatosi in teologia e jus canonicum a Pisa, entrò in contatto col granduca Cosimo III che avrebbe voluto tenerlo presso la corte medicea. Il giovine Fabroni preferì invece rientrare in Roma dove iniziò una folgorante carriera curiale, frutto sopratutto del suo ingegno e delle sue attitudini.

Molto benvoluto da Papa Innocenzo XII Pignatelli di Spinazzola, ebbe numerosi incarichi e ancor di più con papa Clemente XI Albani, grande amico di una vita del Fabroni che lo creò cardinale il 17 maggio 1706.

Difese i riti cinesi voluti dalla Compagnia di Gesù e fu acuto e zelante inquisitore del giansenismo già deflagrante. Si occupò del processo all’olandese monsignor Pietro Codde che portò alla fine alla destituzione di questo, sostituito dal suo avversario giurato il De Cock.

Aggirando il Santo Uffizio, considerato debole nella lotta al giansenismo, il Fabroni riuscì a far condannare per eresia il Codde nel 1705. Difese invece a spada tratta il Fenelon, amico di gesuiti e zelanti, cercando di non farlo condannare o di attutirne la condanna. Se ne staccò invece per il suo spiccato episcopalismo dal momento che il Fabroni era un sostenitore inflessibile dell’Infallibilità pontificia.

Arrestato il Quesnel, caporione giansenista, a Bruxelles nel 1703 gli fece sequestrare il carteggio epistolare per potere avere nuovi materiali sulle connivenze gianseniste.

Fu deus ex machina della bolla di Papa Clemente Vineam Domini del 15 luglio 1705. Per la condanna delle proposizioni del Quesnel fece un intenso lavoro di commissione durato per due anni e coronato dalla Bolla pontificia Unigenitus Dei Filius del 10 settembre 1713, di cui fu anche redattore materiale.

Le ostilità del clero giansenista e moderato in Francia incepparono l’azione della Bolla ma l’atteggiamento del Fabroni fu sempre di spietata e motivata intransigenza papalina. Sempre lui fu uno degli estensori della Bolla Pastoralis officii del 28 agosto 1718 che scomunicava i vescovi filogiansenisti appellanti e fece bandire il cardinale francese Noalles dal futuro conclave.

Morto Clemente XI, la stella del Fabroni si oscurò progressivamente. Fu a capo degli zelanti nel conclave del 1721, cercando di opporsi fino all’ultimo all’elezione di Innocenzo XIII Conti considerato troppo moderato, ma il suo candidato il cardinale Fabrizio Paolucci fu colpito dal veto imperiale. La stessa situazione si ripresentò nel conclave del 1724 dove Fabroni fu ancora capo degli zelanti e cercò di imporre l’elezione del cardinale Annibale Albani, nipote di Clemente XI, ma senza successo per i veti delle potenze.

Eletto Benedetto XIII Orsini, non condividendone le scelte di governo, si ritirò progressivamente a Pistoia ma morì a Roma il 19 settembre 1727, lasciando una ricchissima biblioteca. Non ebbe mai la consacrazione episcopale, rimanendo cardinale prete per vent’anni.


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Cardinale Gaetano de Lai
Cardinale Bernardo Dovizi detto il “Bibbiena”
Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster O.S.B.
Cardinale Ercole Gonzaga
Cardinale Domenico Serafini OSB
Cardinale Clemente Micara
Cardinale Ranuccio Farnese
Cardinale Francesco Sforza di Santafiora
Cardinale Ernesto Ruffini
Cardinale Gil Albornoz
Cardinale Miguel Paya y Ricò
Cardinale Edward Manning
Cardinale Vives y Tuto
Cardinale Carlo Oppizzoni
Cardinale Giulio Maria della Somaglia
Cardinali Antonio Marzato e Carlo Odescalchi
Cardinali Luigi di Guisa e Robert de Lenoncourt
Cardinale Galeotto Franciotti della Rovere
Cardinale Bartolomeo d’Avanzo
Cardinale Agostino Rivarola
Cardinale Costantino Patrizi Naro
Cardinale Benjamin de Arriba y Castro
Cardinale Isidoro di Kiev
Cardinale Fabrizio Ruffo
Cardinale Bertrando del Poggetto
Cardinale Alojzije Viktor Stepinac
Cardinale Ludovico Scarampi Mezzarota
Cardinale Bessarione di Nicea
Cardinale Mariano Rampolla del Tindaro
Cardinale Giuliano Cesarini
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Cardinale Philippe d’Alencon de Valois
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Cardinale Pietro Bembo
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Cardinale Alfredo Ottaviani
Cardinale Gabriele de’ Gabrielli
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