Foto di klimkin da Pixabay

Quando lo scorso luglio si tenne (a Bibbiano) la manifestazione in memoria dei fatti emersi l’anno precedente, una delle testimonianze più commoventi fu quella di un padre che espose le prove delle violenze sessuali operate dalla sua ex compagna sul loro (comune) figlio. I presenti, impietriti, ascoltarono in un doloroso silenzio i gravi, ripetuti e, a tratti, ostentati abusi di questa “madre” sul bambino che aveva partorito: la narrazione di questo adulto disarmato lasciò a tutti un profondo senso di impotenza.

Ora a lanciare l’allarme non è un uomo da una piazza, ma una delle associazioni antipedofilia più note: la Meter Onlus, guidata da don Di Noto. Proponiamo un breve estratto di una sua recente intervista su Libero:

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Sale la percentuale di adulti, uomini e donne, che cercano materiale pedopornografico sui siti web: qual è la motivazione alla diffusione di questa pratica?
«La perversione. Il cyber pedofilo è un individuo (maschio e femmina) perverso anche nella realtà, cerca e trova nella rete la possibilità di soddisfare le sue fantasie sessuali senza contravvenire alle regole morali che la società in cui vive gli impone. Inoltre riesce a soddisfare in maniera virtuale (e anche reale, quando concretizza l’incontro dopo l’adescamento) l’abuso. Tutto ciò contribuisce a una maggiore devianza. Ci sono tanti tipi di pedofili e di pedopornografia, per ogni tipo di “soddisfazione”: dai neonati ai prepuberi (massimo 13 anni). L’ultima denuncia di Meter è stata quella su 38 bambini fatti violentare da cani. Il fatto è stato documentato e denunciato alle varie Polizie di mezzo mondo».

Secondo i dati del vostro annuale report, è in aumento il numero dei casi di pedofilia tra le donne. Da figura materna ad aguzzina: cosa sta succedendo?
«Le donne non solo sono in aumento: sono passate da un ruolo di copertura dei loro compagni di vita (sapevano e non denunciavano) a pedofile attive. Non è più una rarità trovare foto e video di donne che abusano di bambini. In alcuni casi ci sono anche forme di crudeltà sessuale inaudita. Il male non conosce o distingue il genere sessuale. Quando tutto si riduce ad oggetto di godimento per la propria personale perversione, tutto diventa possibile».

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“L’ideologia e la “lobby pedofila” insistono molto sul fatto che la pedofilia non sia perversione, né una patologia psichiatrica o un disturbo: dicono, e sono migliaia i portali e i siti pro pedofilia, che il pedofilo nasce pedofilo, che la pedofilia è un orientamento sessuale come un altro, che i bambini possono esprimere un consenso anche sessuale, che esistono i pedofili virtuosi, che voglio il bene dei bambini. Tutti concetti che le lobby pedofile sostengono e promuovono. E tutto alla luce del giorno, senza che nessuno o quasi, culturalmente e anche scientificamente, si contrapponga. La preoccupazione è che tutto, tra non molto, si normalizzi. Ribalto la domanda: denunciare di neonati abusati sessualmente, questo fatto criminoso, è accettabile? Come mai nessuna reazione sociale, politica, culturale? Tutto tace. E questo fa molta paura”.

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Sul tema del tracollo dell’istituzione famigliare rimandiamo, tra l’altro, a: