Due cose ormai sono certe: 1. un taglia e cuci nell’intervista (anche piuttosto spinto) è stato fatto e 2. ad ora la Sala stampa vaticana ha taciuto e addirittura il regista del documentario è stato premiato nei Giardini Vaticani.

Ma arriva una novità.

Lo scoop è de Il Fatto Quotidiano e se fosse confermato (prudenza d’obbligo) sarebbe una bomba. Scrive Francesco Antonio Grana, grassettature nostre:

In una mail della direzione editoriale del Dicastero per la comunicazione, che ilfattoquotidiano.it è in grado di pubblicare integralmente e in esclusiva, è contenuto l’ordine di censurare tutto ciò che riguarda il documentario nel quale Bergoglio pronuncia la sua rivoluzionaria apertura. A firmarla è Massimiliano Menichetti, responsabile della testata Radio Vaticana – Vatican News e del Centro Editoriale Multimediale, ma è evidente che riporta le indicazioni dei vertici del dicastero della Santa Sede che si occupa dei media: “Buono giorno a tutti, in riferimento al clamore suscitato dal film ‘Francesco’ del regista russo Evgeny Afineevsky, per ora non usciamo con NESSUNA notizia, né radio, né web. Nulla anche sul film o la premiazione di oggi in Vaticano. È attivo un confronto per fronteggiare la crisi mediatica in atto. Non è esclusa una comunicazione di Sala Stampa. Per favore segnalatemi se potete, a metà giornata e alla fine, eventuali reazioni di ascoltatori e follower. Non è necessario girarmi i commenti, bastano due righe di sintesi. Grazie, Massimiliano Menichetti”

Non solo, come in parte anticipato questa mattina su Il Messaggero da Franca Giansoldati inizierebbe (anche qui necessario l’uso di condizionali) a chiarirsi pure il mistero delle dichiarazioni prima scomparse e poi riapparse in questo nuovo documentario. Aggiunge infatti Grana:

Nell’intervista alla quale fa riferimento padre Spadaro, pubblicata il 28 maggio 2019, non c’è traccia delle affermazioni di Bergoglio sulle unioni civili. Le inquadrature dell’intervista rilasciata alla tv messicana e del documentario realizzato dal regista russo sono le stesse e anche molte delle affermazioni sugli omosessuali coincidono, avvalorando così la tesi di Spadaro, ovvero che si tratti di un’unica registrazione risalente al 2019. Ma evidentemente sono stati effettuati dei tagli.

Il quadro, forse, inizia a chiarirsi.


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