Pier Leone Ghezzi, Miracolo di san Filippo Neri a Vincenzo Maria Orsini futuro Benedetto XIII, prima metà sec. XVIII, chiesa di san Filippo, Matelica
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Che san Filippo Neri fosse caro, in vita come dopo, a Pontefici e Cardinali l’abbiamo già raccontato nell’articolo I Papi e i Cardinali di San Filippo Neri. Tra i Sommi Pontefici che gli furono più devoti, spicca il domenicano Benedetto XIII (1649-1730), il quale sperimentò di persona la grande potenza presso Dio di Pippo buono.


La devozione del futuro Benedetto XIII a san Filippo Neri aveva avuto momenti forti in occasione dei due terremoti ricordati: in particolare quello del 1688, quando la protezione del santo lo salvò da grave pericolo di morte: il cardinale si trovava nell’appartamento superiore del palazzo discorrendo con un gentiluomo, quando, nel crollo del fabbricato, entrambi furono travolti dalle macerie e il gentiluomo fu estratto cadavere, mentre l’arcivescovo non ne ebbe che qualche contusione: era stato protetto dalla caduta di pietre e calcinacci da un armadio vuoto che si era aperto cadendo e lo aveva riparato come una capanna.

Una stampa di San Filippo Neri, che nell’armadio era custodita – raffigurazione della visione della Madonna nell’atto di sostenere il tetto della chiesa di Santa Maria in Vallicella di Roma – fu trovata sotto il capo del cardinale.

Lo racconta il cardinale stesso in un testo autografo, edito a Napoli nel 1688: «I miei familiari mi dicono, che Io sia stato sotto le rovine per lo spazio di un’ora, o di un’ora e mezza, ma à me per nuova grazia non parve d’esservi dimorato che per lo spazio d’un quarto d’ora; venne intanto il Padre Lettore Buonaccorti del mio ordine, chiamandomi sopra quei mucchi di sassi ed Io l’udii subbito, ed egli sentì la mia voce, benché non distinguesse le mie parole, ed insieme col signor canonico Paolo Farella cominciarono a disseppelirmi, ed appresso sopraggiunsero due altri, coll’aiuto de’ quali mi cavarono de’ sassi … Diseppellito che fui, il detto Signor Canonico mi trovò sotto il capo l’accennata immagine del mio santo avvocato».


FONTE : Ceremonia y rúbrica de la Iglesia española