Descrivendo il magnifico apparato che si allestiva in Vaticano per il Corpus Domini il dottissimo e preziosissimo Gaetano Moroni scrive:
“L’apparato più grandioso e nobile essendo quello del portico vaticano e del vestibolo, o galleria, appresso la statua di Costantino, merita che qui se ne faccia speciale menzione ed anco perchè è differente dall’antico. Oltre i diversi ornamenti di damaschi rossi con trine e frangie d’oro ed altri drappi, la menzionata galleria si abbellisce di alcuni arazzi che si custodiscono nella floreria apostolica, fra quali quelli della fabbrica di Doblen e già appartenuti ai re di Francia che Napoleone dopo essere stato coronato, nel 1805, imperatore donò a Pio VII. Sono otto rappresentanti egual numero di fatti scritturali. Inoltre vi si adopera la copia della Provvidenza giustizia e carità eseguite presso l arazzo di Raffaello che forma coltre o dossello al trono del Papa ne’ concistori pubblici e nella funzione della lavanda ed altre” [1].
Questo arazzo della Provvidenza che governa il mondo, con alla sua destra la Giustizia e alla sua sinistra la Carità, il cui disegno fu attribuito dalla tradizione a Raffaello Sanzio, fu lavorato tra il 1523 e il 1534 per Clemente VII dal fiammingo Pieter Van Aelst, arazziere privato di Filippo I d’Asburgo detto “il Bello”.
Quest’opera magnifica, in una copia del tardo XVIII secolo, fu utilizzata durante le cerimonie pontificie, solitamente per i Concistori pubblici, fino alle cupe riforme montiniane.


Alcune foto dell’arazzo

Particolare del Vessillo di Santa Romana Chiesa

[Fonte delle immagini : sacrissolemniis e Ceremonia y rúbrica de la Iglesia española]


Tanta bellezza prepara l’anima alla contemplazione dell’ammirabile mistero della Divina Provvidenza, quale ci viene insegnato da Pio IX nel seguente discorso discorso:

Ho detto varie volte che l’arazzo è come un simbolo della divina Provvidenza. E infatti la divina Provvidenza ha come due parti: dall’una i suoi disegni sembrano oscuri e confusi perchè non visibili a mente umana; dall’altra poi tutto è ordinato e bello e spesso Iddio lo mostra anche quaggiù col farci ammirare adempito quello che era un secreto della mente sua. Non diversamente gli arazzi, da una parte la confusione delle fila nulla presenta di bello, ma dall’altra dimostra le sue figure graziose e ammirabili … Dirò ancora che l’oscurità e confusione del di dietro della tela ci ritrae il tempo presente, ma il davanti ci raffigura il tempo avvenire in cui respireremo come speriamo ordine, tranquillità e pace. E cosi vedremo anche in questo avverato il doppio disegno della divina Provvidenza” [2]


Alcune foto dell’arazzo durante alcune cerimonie pontificie

Concistoro pubblico del 1935

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Concistoro pubblico del 1946

[Fonte delle immagini: vaticannews.va eikomutoprzeszkadzalo.pl]


[1] Gaetano Moroni, Le cappelle pontificie, cardinalizie, e prelatizie, Venezia, 1851, p. 285.
[2] Discorsi del Sommo Pontefice Pio IX pronunziati in Vaticano Ai Fedeli di Roma e dell’Orbe, dal principio della Sua prigionia fino al presente per la prima volta raccolti e pubblicati dal p. don Pasquale De Franciscis dei Pii Operaj, Roma, 1875, Vol. 3, pp. 470-471.

Testi e immagini raccolti da Giuliano Zoroddu