Fara phoebeo celebrande plectro,
Fara, Turritae decus omne gentis
Inter heroas numerande

di Giuliano Zoroddu

Figlio del notaio Stefano, membro della nobile famiglia dei Fara, Giovanni Francesco sortì i natali a Sassari il 4 novembre 1543. Nel 1561, dotato già di una solida formazione umanistica, si immatricolava fra i legisti nell’università di Pisa dove, dopo il temporaneo spostamento a Bologna fra il 1562 e il 1566, avrebbe conseguito i gradi di doctor in utroque jure il 9 agosto 1567. Nello stesso 1567 stampa presso i Giunti di Firenze il Tractatus de essentia infantis, proximi infanti, et proximi pubertati. Nel 1568 tornò in patria e il 6 dicembre di quello stesso anno l’arcivescovo Juan Segrià lo nominava, sebbene ancora privo degli ordini sacri, Arciprete del Capitolo Turritano. La nomina fu contestata onde il Fara dovette spostarsi a Roma a difendere le sue ragioni presso i tribunali della Curia Romana. Solo nel 1578, a motivo della elezione del suo avversario Francesco Figo alla mitria di Oristano, poté entrare in possesso della carica. Durante i dieci anni ebbe modo però di frequentare varie biblioteche e archivi, in primo luogo la Biblioteca Apostolica Vaticana, e di coltivare l’amicizia con molti personaggi di Curia, fra tutti il dottissimo Miguel Thomas de Taxaquet, maestro dei decreti e correttore del Decretum di Graziano. Dell’attiva del Fara una volta rientrato in Sardegna sappiamo pochissimo. Il 1° dicembre del 1578, a nome dell’arcivescovo Alfonso de Lorca, officiava la posa della prima pietra della chiesa sassarese di Gesù-Maria (attuale Santa Caterina) dei Padri della Compagnia di Gesù, di cui fu molto amico. Due anni dopo, nel 1580, dava alle stampe a Cagliari il Liber primus de rebus Sardois con lo scopo di “richiamare alla luce la Sardegna che invecchiava nelle tenebre”. Vi avrebbero fatto seguito gli altri tre libri de rebus Sardois e i due in Sardiniae chorografiam sulla geografia sarda, mai dati alle stampe dall’autore, il perduto De Sanctis Sardiniae e il Tractatus de primatu oggetto della tesi di laurea magistrale e degli studi di chi scrive. Tutte le opere sia storiche, sia geografiche, sia giuridiche, testimoniano della straordinaria cultura dell’umanista sassarese nonché della sua propensione alla esplorazione, e giustificano le lodi che gli fecero coloro che lo conobbero e coloro che lo studiarono e studiano, definendolo “Erodoto Sardo” e paragonandolo a Enea Silvio Piccolomini e a Leonardo da Vinci. Lo stesso Filippo II apprezzava le qualità del canonico turritano e nel 1589 lo propose a Sisto V per la Chiesa di Bosa. La nomina arrivò, forse a causa degli attriti fra Roma e la Spagna, solo nel 1591. Fara ricevette la consacrazione episcopale nel Duomo di Sassari il 21 aprile dello stesso anno durante un’affollatissima cerimonia. Prese possesso della diocesi il 28 seguente e dopo due giorni dava inizio alla visita pastorale. Conclusa questa, dal 10 al 12 giugno celebrò il Sinodo, di cui fece subito pubblicare le Constitutiones, ispirate alla più rigida osservanza dei decreti del Concilio di Trento e del Sinodo Provinciale Turritano del 1585 cui lo stesso Fara aveva preso parte in qualità di rappresentate del vescovo di Bosa. Non depose la sua sollecitudine pastorale nemmeno durante l’estate che trascorse a Sassari e che dedicò alla stesura della relazione ad limina da inviare a Gregorio XIV. Il testo porta la data del 28 agosto 1591 e tratteggia il programma del vescovo Fara per il governo della sua Chiesa, ben fondato nel diritto come nella viva e vivificante pratica religiosa. Fara non poté tuttavia attuarlo: il 15 novembre 1591, dopo sette giorni di febbre, scendeva nella tomba. I suoi funerali furono solennemente celebrati da un altro illustre sassarese, Antonio Canopolo, allora arcivescovo di Oristano. Così, all’età di appena quarantotto anni si spegneva uno degli astri più fulgidi che illuminarono la Sardegna, un astro che, secondo i contemporanei, aveva buone possibilità di brillare non solo nell’Isola ma nella stessa Roma e in seno all’Apostolico Senato.

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Monsignor Beniamino Socche 
Don Juan de Ribera
Giuseppe II di Costantinopoli
Monsignor Florentino Asensio Barroso
Monsignori Pierre-Louis de La Rochefoucauld-Bayers, François-Joseph de La Rochefoucauld-Maumont e Jean-Marie du Lau d’Alleman
Monsignor Giuseppe Melas
Monsignor Alessandro Domenico Varesini
San Giosafat Vescovo e Martire
Monsignor Salvator Angelo Maria Demartis O.Carm.
Mons. Francesco Zunnui Casula
Mons. Tommaso Michele Salzano O.P.
Monsignor John Mc Evilly
Fray Ezequiél Moreno y Díaz
Monsignor Josep Caixal i Estradé
Monsignor Pál Tomori
Monsignor Gerardo de Proença de Sigaud
Monsignor Pietro Doimo Maupas
Monsignor Fra’ Bonfiglio Mura
Mons. Emanuele Marongiu Nurra
Monsignor Charles-Amable De la Tour d’Auvergne Lauraguais
Monsignor Pierre Gervais Marie Carrier
Monsignor Diego Marongio Delrio
Monsignor Charles Emile Freppel