>>> L’Idolatria finanziaria <<<

Una nuova recensione di Piergiorgio Seveso

Non è un segreto per nessuno che abbia una conoscenza non stereotipata della storia europea (e quindi mondiale) che la Res Publica Christiana, quel prodigioso edificio politico religioso e culturale che si installò sulle macerie dell’Impero romano, sia stato poi eroso, segretamente ed inesorabilmente minato da un potere parzialmente occulto e parzialmente visibile, gestito, governato, manovrato, innervato da chi era naturaliter escluso da codesto edificio, da chi ne era juste et recte ai margini, da chi non aveva contribuito per nulla a fondarlo, da coloro i quali erano stati sconfitti sul Golgota (e allora si credeva anche storicamente e non solo agli occhi di Dio). Tra i mezzi che questo potere usò per raggiungere i suoi fini, v’era indubbiamente quello finanziario e monetario.

Ne parlavo brevemente ma con passione il 15 maggio 2014 in un simpatico convegno su “L’Europa futura” all’Università Cattolica del Sacro Cuore in Milano: lo potete ascoltare qui.

Non sorprenderà quindi che le edizioni Radio Spada abbiano dato alle stampe questo ponderoso ma godibilissimo saggio di storia economia e filosofia politica a cura dell’ottimo Luigi Copertino, già segnalatosi in passato come fustigatore della barbarie liberista ed entomologo del pensiero “neoconservatore” in Italia (che tanta strage di cuori e menti ha prodotto nel piccolo mondo a vario titolo tradizionalista nelle nostre terre).

Era logico, auspicabile, dovuto che la Spada delle ERS andasse a colpire l’attuale deriva usurocratica del “meno Stato e più mercato” ma non evidentemente con le consuete pose declamatorie e gladiatorie da bar di sfaccendati, nè con i consueti ma poco approfonditi stilemi sloganistici, importati dalle ideologie novecentesche, né tantomeno con astrusi neologismi di alcune ospitate televisive contemporanee,

La piccola Summa di Luigi Copertino va a colmare questa lacuna, lo fa con passione, con ricchezza di dati storici, con dovizia di documenti che vanno soprattutto ad analizzare l’inesorabile descensus ad inferos degli stati europei dopo il 1992 e la sua crisi monetaria. Lo fa anche attestando ai maestri e agli ispiratori di questo saggio un doveroso tributo di ammirazione e stima. Tra questi segnaliamo un capitolo dedicato al “magistero” di Ezra Pound: evidentemente il tentativo di delegittimazione di questo pensatore fecondo ma non cattolico, conato generatosi nella Suburra di un certo integrismo italiano, non è andato a buon fine.

A tutti i lettori che ancora non l’hanno acquistato, il nostro sincero suggerimento di farlo proprio, ricordando che un libro di Radio Spada non passa (MAI) inosservato.

Buona lettura!

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