[foto da dehoniane.it]


di Redazione

Nell’ultima edizione del Dizionario Teologico Interdisciplinare delle Edizioni dehoniane di Bologna, per la prima volta da che esiste la pubblicazione (dal 1977) la Vergine non ha una voce specifica ma solo rimandi e citazioni in altre voci.

Il volume viene presentato come un testo che “propone in maniera ordinata e strutturata gli elementi fondamentali della fede cristiana”: evidentemente, per i curatori, Maria non è fondamento del cristianesimo. Dalla negazione della Corredenzione alla progressiva marginalizzazione della Madre di Dio, alla riduzione quasi a figura di culto popolare fino alla privazione di ogni specifica rilevanza in quella che dovrebbe essere una pubblicazione cattolica. per il Dizionario, si può essere cristiani senza conoscere Maria.

Non ci meravigliamo: nell’ansia di costruire una sorta di “intercristianesimo”, di “cristianesimo possibile e praticabile”, Maria è pietra d’inciampo, baluardo contro l’errore e l’eresia. E magari qualcuno pensa di girare intorno alla Turris eburnea.

Sono guasti e illusioni dai quali conviene tenersi ben alla larga: rinunciare a Maria significa abdicare alla Vera Religione come da tempo ha fatto, purtroppo, la chiesa modernista. Noi raccomandiamo proprio a Maria la Chiesa, i suoi presuli, i suoi fedeli: perché, come diceva Padre Kolbe, “chi ha Maria per Madre, ha Cristo per fratello“.