Vi sono certezze? Poche, su entrambi i fronti. La strada di Trump è spianata? No. Quella di Biden è semplice? Nemmeno. Proprio per questo alcune presunte verità dogmatiche dispensate dai media suonano quantomeno sospette, a prescindere da come finirà.

Snoccioliano alcuni dati di fatto, non troppo noti:

  1. Ieri Trump ha nominato – con effetto immediato – un nuovo segretario (ministro) alla Difesa. Un’operazione almeno inusuale per chi dovrebbe pensare di lasciare la Casa Bianca. Christopher C. Miller (Director of the National Counterterrorism Center) sostituirà Mark Esper. Miller, scrive Trump, will be Acting Secretary of Defense, effective immediately.
  2. La responsabile di tutta la logistica della Casa Bianca (una fedelissima di Trump) nega al Transition Team di Biden tutti gli accessi che normalmente sono di routine, indispensabili programmare il passaggio delle consegne, annota il ben informato Federico Rampini. Uno dei pochi giornalisti mainstream che, al netto di idee progressiste, pare mantenere in questa fase una certa lucidità di giudizio.
  3. Il procuratore generale degli Stati Uniti William Barr ha dato la sua autorizzazione al Dipartimento di giustizia per indagare su “accuse rilevanti ” di frode elettorale. Questa notizia ha si è vista circolare anche sui principali quotidiani online.
  4. Ancora ieri Putin e Xi, ovvero i capi delle due grandi potenze Russia e Cina, non si erano congratulati con Biden.
  5. Alcuni siti di informazione non attribuiscono a Biden i 270 grandi elettori necessari all’elezione. L’immagine in evidenza è di Real Clear Politics.

Situazione in evoluzione.

AGGIORNAMENTO: Segretario di Stato USA M. Pompeo: transizione verso secondo Governo Trump


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