Per vari motivi di ordine teologico solitamente i Padri dell’Ordine di san Domenico (per quasi tutta la sua vita lo stesso san Tommaso) impugnarono la credenza dell’immacolato concepimento della Madre di Dio. Ma non tutti …

«E qui ci piace ricordare la pietà di due illustri domenicani, benché vivuti alquanto più tardi [i.e. più tardi rispetto a Sisto IV]: il primo de’ quali in ragion di tempo è Domenico Soto, maestro in sacra teologia dell’Università di Salamanca, e predicatore di Carlo V, il quale ne’ suoi commentarii all’epistola di S. Paolo a’ Romani, sopra quelle parole In quo omnes peccaverunt, scrive cosi: «Tolga Iddio ch’io faccia qui menzione della sacratissima Vergine Maria: la Vergine benedetta è eccettuata da questa universal sentenza di Paolo; ed è si comune il sentimento de’ popoli e de’ buoni Dottori intorno a questa eccezione, che chi non può persuadersene non dee però in pubblico disputare in contrario, ciò non potendo farsi senza odio ed invidia». Il secondo in ordine d’età, ma primo di merito, è l’ Apostolo dell’America S. Luigi Bertrando, il quale in un sermone predicato in Valenza di Spagna nel dì festivo della Concezione cosi ne parla: «Oggi la Chiesa nostra madre festeggia con molteplice applauso la Concezione della Vergine Sacratissima, quando la santissima anima di lei uscita dalle mani dell’Onnipotente era infusa nel corpo: poiché in questa infusione, quando l’anima entrò in possessione del corpo , non fu macolata di alcuna immondizia di peccato originale; e però giustissimamente facciamo festa della Concezione di Maria: la quale nel suo Concepimento fu adorna di singolari prerogative e di cumulatissimi privilegi, il primo de’ quali è il beneficio massimo della grazia, per cui fu preservata dalla macchia d’origine».

(La Civiltà Cattolica, anno sesto, volume nono, Roma, 1855, pp. 48-49)


Francesco Rosa, Immacolata Concezione, XVII sec, Musée des Beaux-Arts de Brest
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«Perocché o si vuole giudicare il pensiero di una Società dagli scrittori che l illustrarono e noi troveremo nell’ordine Domenicano un molto maggior numero avere scritto per sostenere la pia sentenza che non per impugnarla e fra i sostenitori incontreremo i più celebri come un Ambrogio Caterino, un Giovanni da san Tommaso, un Serafino da Porretta, un Natale Alessandro. O si vuol giudicare da quelli che più illustri per santità e per meriti parteciparono con maggior pienezza lo spirito dell’Ordine e noi ravviseremo nel gran Padre Domenico fondatore della Religione un fautore della pia sentenza e dopo lui gli eredi del suo spirito: san Vicenzo Ferreri, san Lodovico Bertrando, san Pio V e Benedetto XIII».

(Giovanni Finazzi, Dell’immacolato concepimento di Maria e della sua dogmatica definizione, Roma, 1857, pp. 89-90)