Il Pordenone, Disputa dell’Immacolata Concezione, 1528 ca, Chiesa e Convento della Santissima Annunziata, Cortemaggiore, Emilia-Romagna
I Santi Padri e Dottori della Chiesa Latina Ambrogio, Girolamo, Gregorio Magno e Agostino, disputano ai piedi dell’Immacolata.
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«Sant’Ambrogio nella sua esposizione sul salmo 118, commendando il verso settimo la chiama Virgo per gratiam ab omni integra labe peccati. Certo qui il santo Dottore non fa distinzione alcuna tra peccati attuali e il peccato originale, dunque secondo l’opinione di lui Maria fu immune anche da questo altrimenti non potrebbe dirsi integra da ogni macchia di colpa»
(Luigi Speroni, Sulla immacolata concezione della SS. Vergine Maria, Milano, 1854, p. 36).


«Sant’Ambrogio, contemporaneo di s. Agostino e di lui padre nella fede, quantunque straniero alla controversia pelagiana, ha reso omaggio alla perfetta e perpetua santità di Maria nella sua commentazione sui salmi. Questo santo dottore ci rappresenta la natura umana quale una persona che si rivolge al Verbo eterno e gli dice: “Venite dunque e cercate la vostra pecora (la natura umana) non più per opera dei vostri servi (i profeti) non più opera di mercenari (dei ministri infedeli) ma da voi stesso. Prendetemi nella carne che è caduta in Adamo. Ricevetemi non già da Sara, ma da Maria affinché la sia una vergine incorrotta, una vergine lontana, per la grazia, da ogni macchia del peccato”. In questa bella prosopopea la natura supplica il Verbo di riammetterla nel primo stato con adottarla per mezzo della sua incarnazione col riceverla nella carne nata non da Sara ma da Maria, affinché la Vergine Maria sia, grazia all’unione con Dio, una vergine incorrotta e senza alcuna macchia di peccato. Tale è il senso naturale che da sé si presenta ed a cui bisogna necessariamente arrestarci. Se si abbandona questo senso naturale si viene a cadere in interpretazioni violente, impossibili. La natura umana domanda al Verbo due qualità: la verginità perfetta senza e la santità perfetta, senza macchia […] O Verbo eterno la vostra umanità non sarà una vergine incorrotta, non sarà salva da ogni macchia del peccato, eccetto che la prendiate da Maria. Il che indica molto chiaro che Maria è stata dotata di una verginità perpetua e di una perfetta santità, poiché ella provvede come sua madre queste due qualità al Verbo incarnato. Il vero senso delle parole di s Ambrogio è dunque questo: O Verbo eterno rivestitevi di me, prendete me non da Sara, stata già macchiata dal peccato, ma da Maria, affinché questa Vergine incomparabile conservi intatta la sua verginità e conservi sempre la santità di cui fu ornata fin dal momento di sua creazione».
(Mons. Jean Baptiste Malou Vescovo di Bruges, L’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria considerata come dogma di fede, Torino, 1957, pp. 197-198)


«Riconosciamo ora altri documenti di s. Ambrogio. Nell omilia de Cain ed Abel, trattando dei patriarchi e dei profeti dell’antico testamento scrisse così: “De hoc grege sancto immaculata illa fuit et intacta ovis idest sancta Maria quae nobis contra naturam purpureum illum agnum idest Christum generavit” [Di questo gregge santo solo la santa Maria fu pecorella immacolata e intatta, ella che contro le leggi della natura generò quell’agnello purpureo che è Cristo]. Nel libro de institutione virginum al cap 5 si leggono queste parole: “Non de terra sed de coelo vas sibi hoc per quod descenderat Christus elegit et sacravit templum pudoris” [Non se lo scelse terrestre, ma celeste questo vaso per cui sarebbe disceso Cristo e consacrò il tempio della verginità]. […] Nel lib. 2 de virg., ser. 9, il s. Arcivescovo di Milano parlò così: “virgo erat non solum corpore sed etiam mente quae nullo doli ambitu sincerum adulteraret affectum“. Dunque non contrasse mai peccato, mentre non perdé né adulterò il sincero suo affetto. Nel libro primo de virginibus scrisse di nuovo il santo: “Maria non fuit a casu elevata sed a casu praeservata. Quid quaeso nobilius quid melius quid Dei matre sanctius?” [Maria non fu sollevata dalla caduta, ma fu preservata dalla caduta. Cosa, vi chiedo, è più nobile, migliore e più santo della Madre di Dio?] . Ora come meglio il santo potea spiegarsi?».
(P. Carlo Baglioni della Congregazione dell’Oratorio, Dilucidazione cronologica della Immacolata concezione di Maria santissima, Firenze, 1852, p. 153)