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A Bari il giorno di San Nicola è festa grande. All’alba del 6 dicembre ci si reca a Messa per ricevere la benedizione per chiudere l’anno in corso e per affrontare quello che verrà. A onorare San Nicola sono soprattutto le “vacandine”, cioè le zitelle, che, dopo aver compiuto tre volte il giro intorno alla colonna bizantina nella Basilica dedicata al Santo (la stessa in cui sono custodite le sue reliquie), esprimono tre desideri sperando che San Nicola le aiuti a trovare marito. Del resto, se San Nicola, alias Santa Claus, porta i regali ai bambini, non vedo perché non dovrebbe portare i mariti alle fanciulle sole…

L’anno scorso, quando vi avevo la minestra di farro di San Nicola, vi avevo raccontato, infatti, che questo santo è il protettore delle ragazze da marito. Questo patronato è dovuto ad un miracolo compiuto dal santo: quando venne a conoscenza che un uomo ricco caduto in disgrazia voleva avviare le figlie alla prostituzione perché non poteva permettersi di farle sposare in maniera decorosa, prese del denaro e, di notte, lo gettò nella casa dell’uomo, in modo che le figlie avessero la dote per il matrimonio.

In passato si toccava la colonna miracolosa della Basilica di Bari ma questa tradizione, che affonda le sue radici in tempi lontani, negli ultimi anni ha rischiato di essere sradicata. Dal 2007, infatti, per volere dei padri domenicani, la colonna è stata circondata da una gabbia di ferro, per evitare che venisse rovinata. Inoltre, una teca non permette nemmeno di toccarla ma le donne baresi in cerca di marito hanno escogitato un trucco: scrivono dei bigliettini a San Nicola e li infilano dall’alto, così che almeno questi tocchino la colonna.

La tradizione continua dopo la Messa, quando è d’obbligo riscaldarsi bevendo cioccolata calda e mangiando il cibo venduto per le strade della città, come le scagliozze (dette anche “sgagliozze” o “sgagliozzi”), dei deliziosi pezzi di polenta fritta, che sono un vero e proprio street food.

La ricetta è tratta dal libro “Santa pietanza” di Lydia Capasso e Giovanna Esposito.

DOSI: 4 persone

DIFFICOLTA’: Bassa

PREPARAZIONE: 15 minuti

RIPOSO: 1 h

COTTURA: 1 h

COSTO: Basso

INGREDIENTI:

  • 1 l di acqua
  • 250 g di farina di mais (io ho usato la fioretto)
  • Sale q.b.
  • Olio EVO q.b. per friggere

PREPARAZIONE:

Per preparare le scagliozze, per prima cosa portate a ebollizione l’acqua e salatela, dopodiché versatevi a pioggia la farina, un po’ alla volta, mescolando con un cucchiaio di legno per evitare che si formino grumi. Alla ripresa dell’ebollizione, abbassate il fuoco e lasciatela cuocere, mescolando spesso, fino a quando otterrete una polenta densa. Se usate una farina istantanea, ci vorranno meno di 10 minuti, altrimenti dovrete prolungare la cottura per circa 50 minuti.

Poi versatela su un tagliere o in una teglia oleata e livellata bene, fino a darle uno spessore di circa 1 cm. Quindi, lasciatela raffreddare completamente.

Poi tagliatela in quadrati o rettangoli e friggeteli in olio bollente, girandoli a metà cottura, fino a quando diventeranno dorati. Ci vorranno circa 5 minuti.
Infine, eliminate l’unto in eccesso con della carta assorbente e salate le scagliozze prima di mangiarle calde.

Alla prossima ricetta e buon onomastico ai Nicola!