Andiamo con ordine:

  1. Siamo ospiti. Sì, sui social siamo ospiti di chi lo possiede. Lo sapevamo fin dal primo giorno e oggi chi si stupisce di ciò che sta accadendo, con rispetto parlando, cade dal pero. E cade dal pero doppiamente perché A) non ha capito che le varie aziende che gestiscono queste reti sono entità private animate spesso e volentieri da persone con ideologie discutibili, B) che l’idea moderna di libertà è una falsa, contraffatta, idea di libertà. Invocare la fantomatica “libertà di espressione” su questi network è sintomo di una mancata comprensione della realtà. Si può evidenziare la contraddizione che manifesta chi “censura” gli utenti difendendo contemporaneamente principi opposti a quelli della cosiddetta “censura”, ma non gli si può impedire (se non entro limiti angusti) di farlo.
  2. Fatto sta che nelle ultime ore un numero imprecisato di profili sono stati cancellati dalle varie piattaforme. Nella rete dei cinguettii in una giornata sono evaporate nel nulla decine di persone che seguivano il nostro profilo.
  3. Ormai da anni Radio Spada tenta di seguire la via di una diversificazione delle reti social, in particolare invitiamo i nostri utenti a iscriversi (con una procedura semplice, immediata e totalmente gratuita) a Telegram: https://t.me/Radiospada. Qui gli altri: Gloria.tv: https://gloria.tv/Radio%20Spada; Instagram: https://instagram.com/radiospada; Twitter: https://twitter.com/RadioSpada; YouTube: https://youtube.com/user/radiospada; Facebook: https://facebook.com/radiospadasocial; VK: https://vk.com/radiospada. Si tratta di una soluzione definitiva? No, ovvio.
  4. Recentemente Рin via del tutto sperimetale РRS ̬ sbarcata anche su Parler: https://parler.com/profile/RadioSpada
  5. Come noto, la nostra associazione ha speso molte energie sulla parte “social” e un atto censorio non sarebbe da sottovalutare in termini di impatto. D’altro canto Radio Spada ha sempre creduto molto nella “vita fuori da internet” pubblicando su carta decine di titoli librari, realizzando manifestazioni ed eventi pubblici, tenendo vivi i rapporti con i propri soci.
  6. Perché questo? Perché siamo coscienti che la “vita online” abbia tanti vantaggi (ampiezza, velocità, viralità) ma tanti, tantissimi, svantaggi: caos opinionisitico, contenuti pesati più sull’impatto immediato che sul valore, e – soprattutto – una deformazione della realtà arrivata al punto di condurre a credere che per fare la buona battaglia basti mettere un like o fare una condivisione.
  7. Percorrendo queste linee guida continueremo a fare del nostro meglio. Entro la fine della settimana entrante vi daremo nuovi aggiornamenti.

Mettetevi l’anima in guerra.


Foto in evidenza di Tracy Le Blanc da Pexels