Il 23 gennaio si festeggia il castissimo sposalizio di Maria Santissima con san Giuseppe. Per solennizzare con frutto spirituale questa devota commemorazione offriamo ai lettori una meditazione del R. P. Francesco Costero SJ (1885) e una preghiera tratta dalla Filotea del canonico Riva.

Meditazione

Considera che il Signore elesse di nascere da una Vergine, affine di segnalare la eccellenza della verginità, ch’Egli stesso onorò col massimo impegno e propose e persuase come sicurissima virtù a quanti la volessero praticare. Volle tuttavia per diverse ragioni che fosse coniugata la vergine madre sua.
1. Perchè non si desse luogo a calunnie per parte de’ giudei.
2. Perchè alla pudicizia di Lei non mancasse un custode, né un testimonio della sua verginità.
3. Affinché l’Infante divino fosse educato colle fatiche ed industrie di Giuseppe, e sottratto a vari pericoli
4. Affinché si celasse al demonio il virgineo parto di Maria.
5. Affinché la Madre di Dio conseguisse i ‘meriti ed i premi del triplice stato verginale, coniugale e vedovile. Poiché, come insegna S. Epifanio (1), S. Giuseppe mori non molto dopo l’anno 12° della età di Gesù Cristo.
Considera per quale ragione la Madre di Dio fu disposata ad un fabbro falegname. Certamente poiché di Lei dovea nascere il gran Fabbro, che colla sua parola trasse dal nulla e perfezionò il cielo e la terra. Tu guardati bene dal pensare, come fecero gli eretici, che per questo matrimonio siasi menomato per alcun modo il pregio della castissima verginità di Maria; ma fatto ammiratore dell’angelica purezza di Lei, studiati d’imitarla per quanto il Signore si degnerà di fartene grazia.
Considera come giustamente si ritiene, che celebrate secondo il costume le Nozze, gli Sposi santissimi ne andassero a Nazareth, dove Giuseppe tenea domicilio, ed ivi scambievolmente si prestassero i più casti servizi. Poiché Giuseppe, uomo semplice, giusto e prudente, stupito per la santità della sua Sposa, dalla quale aveva imparato quanto sia nobile virtù la verginità, avea preso a venerare Maria come Signora. La Vergine invece, memore della virtù dell’obbedienza, ai cenni dello Sposo Giuseppe si prestava prontissima. Era grande la concordia degli animi, e gran tesoro di santità nascondevasi in questa casetta.
Considera che questa casa della Madre di Dio per singolar privilegio era cosi guardata dagli Angeli deputati alla custodia della Vergine, che non fu per alcun modo possibile l’accostarvisi al nemico dell’uman genere. Quivi però nessun contrasto, nessuna discordia, nessuna tentazione diabolica; ma carità, gaudio e pace nello Spirito Santo. (2) Qui conviene por mente alla S. Scrittura dove é parola della custodia di questa SS, Vergine. «Ecco, che attorno al letto di Salomone stanno sessanta guerrieri de’ più forti d’ Israele: tutti hanno la spada, e sono spertissimi nella guerra: ognuno ha al suo fianco la spada pei notturni timori»(3). Che è quello che tu vedrai nella Sunamitide, (cioè nella Vergine Maria, la quale ospitò Gesù il vero Eliseo) (4), se non cori militari (5), (cioè la moltitudine de. gli angeli, di mezzo ai quali essa incedeva formidabile a’ demoni, terribile come esercito messo in ordine di battaglia?) (6). Poiché se a difendere il santo Profeta Eliseo dagli insulti dei nemici gli stavan d’attorno schierati gli angeli (7), quanti pensi tu non ne avrà disposto il Figlio di Dio a tutela ed onore della sua Madre, perchè difendessero e servissero questa Vergine eccelsa, o l’accompagnassero dovunque corteggiandola siccome loro Regina? Tu dunque presta ossequio a questa tua Signora; ne difendi l’onore contro la stoltezza degli eretici; t’industria di celebrarne le lodi per tutti. Poichè siccome S. Giuseppe quanto ebbe di gloria tutto lo consegui per mezzo di questa Vergine, cosi tienti certo che da Dio ti sarà compensato con abbondanza tutto quello che avrai fatto per onorarne la Madre.

(1) Haeres, 78.
(2) Iustitia, pax et gaudium in Spiritu Sancto. (Rom. IV, 17).
(3) En lectulum Salomonis sexaginta fortes ambiunt ex fortissimis Israel: omnes tenentes gladios, et ad bella doctissimi: uuniuscuisque ensis super femur suum propter timores nocturnos. (Cant. III, 7, 8).
(4) IV Reg. IV, 8.
(5) Quid videbis in Sunamitide, nisi choros castrorum ? (Cant, VII, 1).

Preghiera

I. Vergine fedelissima, che, consacrata al Signore fino dai vostri più teneri anni, vi uniste in matrimonio col castissimo sposo Giuseppe, solo per secondare i consigli dei vostri maggiori e le ispirazioni del cielo, e per avere nel vostro consorte un custode della vostra verginità, impetrate a noi tutti la grazia di non bramare mai altro, e di non aver altro in mira che la santificazione dell’anima nostra, e l’adempi. mento perfetto della volontà del Signore.
Ave.

II. Vero modello dei Confessori, che costantemente vivendo nella più ammirabile concordia col vostro sposo Giuseppe, gli foste sempre esemplare delle più belle virtù, e vi adoperaste con ogni impegno per sempre più arricchire di meriti l’anima sua, ottenete a noi tutti la grazia di tener sempre col nostro prossimo una condotta si edificante da assicurare la sua salute nell’atto stesso che attendiamo ad operare la nostra.
Ave.

III. Vero specchio di Giustizia, che innalzata sopra tutte le creature colla incarnazione del Verbo nel vostro seno avvenuta, foste sempre sottomessa a tutti i voleri del vostro sposo Giuseppe, ottenete a noi tutti la grazia di non invanirci giammai per qualunque dono più singolare, e di mettere sempre la nostra gloria nell’adempimento fedele di tutti i doveri del nostro stato.
Ave.

IV. Vera Regina dei martiri, che, unitamente al castissimo vostro sposo Giuseppe, soffriste sempre colla più eroica rassegnazione gli incomodi della povertà, le umiliazioni dell’altrui disprezzo, i travagli della fuga e dell’esiglio, non che tutti gli altri patimenti a cui vi trovaste esposta siccome madre del Redentore del mondo, ottenete a noi tutti la grazia di soffrir sempre pazientemente tutte le traversie della vita, onde assicurarsi quel premio che Dio promette a tutti coloro che piangono e soffrono per la giustizia.
Ave.

V. Vera torre di Davide, che assistendo col vostro divin Figlio alle agonie ed alla morte del santissimo vostro sposo Giuseppe lo difendeste da tutti gli assalti dell’infernale nemico e gli faceste gustare per anticipazione i gaudj stessi del Paradiso, impetrandogli colla perfezione del santo amore la sicurezza dell’eterna beatitudine, impetrate a noi tutti la grazia di perseverare cosi fedelmente nel divino servizio da meritare alla nostra morte la consolantissima visita del vostro Figlio, e l’amorosa vostra assistenza, insieme a quella del vostro sposo e nostro protettore S. Giuseppe. 
Ave, Gloria.

ORAZIONE.
Omnipotens sempiterne Deus, cui beatissimum confessorem tuum Joseph sacratissimæ Virginis Mariæ sponsum mirabili providentia destinasti præsta, quæsumus: ut nos quoque famuli tui, amborum meritis et intercessione suffulti post divinæ gratiæ sponsalia in terris, beatissimo gloriæ connubio, collocemur in cælis. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

Immagine : Raffaello Sanzio, Sposalizio della Vergine, 1504, Pinacoteca di Brera, Milano / wikipedia.org