Le polpette di San Paolo apostolo sono un piatto tipico di Aversa, in provincia di Caserta, preparato per la festa del patrono, il 25 gennaio, giorno della sua conversione. Aversa è considerata un territorio “paolino”, perché secondo la tradizione, durante il viaggio a piedi verso Roma, il Santo passò attraverso l’attuale territorio aversano, predicando la parola del Signore. Infatti, quando i normanni arrivarono nell’Agro, trovarono un villaggio chiamato “Sancte Paulum at Averze”.

Ad Aversa, il santo patrono viene festeggiato con una solenne festa religiosa. Al mattino ha luogo la processione, che parte dalla cattedrale di San Paolo per snodarsi per le vie della città e, dopo il rito religioso, si pranza tradizionalmente con le lasagne e le polpette di San Paolo, chiamate anche “palle ‘e San Paulo”, cioè, “palle di San Paolo”. Si tratta di un’antica ricetta che si tramanda ancora oggi e che si prepara con carne, pane e, a piacere, uvetta e pinoli.

L’usanza vuole che, il 25 gennaio, in ogni casa aversana si friggano queste deliziose polpette. Si dice che le polpette preparate in questo giorno risultino più tonde. Ora, sarà che io le ho fatte in anticipo, ma sono venute un po’ spigolose… Comunque, non si conosce il motivo per cui sia nata l’usanza di preparare queste polpette. Qualcuno ipotizza che la loro forma possa rimandare alla sfericità dell’elsa della spada con la quale viene raffigurato il Santo. Altri, invece, pensano ai globi come dei simboli ricorrenti nella cristianità. Lo stesso globo crucigero (“globus cruciger”), la sfera sulla cui cima è apposta una croce, è un simbolo usato soprattutto nel Medioevo da imperatori e re sulle monete. Esso caratterizza il potere regale o imperiale come un potere cristiano, che riconosce, cioè, la supremazia di Cristo (la croce) sul mondo e sui poteri terreni (la sfera).

San Paolo viene considerato dalla Chiesa l’apostolo per eccellenza. Nemico accanito di Cristo, Paolo di Tarso, persecutore dei cristiani, fu folgorato sulla via di Damasco e si lanciò alla conquista del mondo pagano. “Tutte le nazioni- dice S. Ambrogio- dovevano imparare da lui che Gesù è il Figlio di Dio e il Salvatore del mondo”. Al ricordo di San Paolo la liturgia aggiunge sempre quello di San Pietro e viceversa. Infatti, io ho scoperto solo nei giorni scorsi, grazie ad un post su Instagram di Miria di dueamicheincucina.it, dal quale è tratta la ricetta, che il 25 gennaio ricorre la conversione di San Paolo: io avevo sempre associato questo santo al 29 giugno, giorno in cui si festeggia insieme con San Pietro. Entrambi martirizzati a Roma, l’apostolo dei giudei e quello delle genti sono le due colonne che sostengono la Chiesa.

DOSI: 15 polpette circa

DIFFICOLTA’: Bassa

PREPARAZIONE: 20 minuti

RIPOSO: 30 min.

COTTURA: 15 minuti

COSTO: Medio

INGREDIENTI:

  • 300 g di carne macinata mista
  • 250 g di pane raffermo (io ho usato anche la crosta ma potete usare solo la mollica)
  • 1 uovo grande
  • 50 g di pecorino grattugiato
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 1 cucchiaio di uvetta
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • Sale q.b.
  • Pepe nero q.b.
  • 1 pizzico di zucchero
  • Olio q.b. (per friggere)

PREPARAZIONE:

Per preparare le polpette di San Paolo apostolo, per prima cosa mettete l’uvetta in un bicchiere di acqua tiepida per farla ammorbidire.

Poi mettete il pane in una ciotola coprendolo con dell’acqua. Quindi, lasciatelo ammollare, dopodiché strizzatelo bene, sbriciolandolo con le mani, e trasferitelo in una ciotola più grande.

A questo punto, unite la carne, l’uovo, i pinoli, l’uvetta scolata e strizzata, il pecorino ed il prezzemolo tritato. Ora condite con il sale, il pepe e lo zucchero.

Impastate bene e formate delle polpette tonde.

Poi fate scaldare dell’abbondante olio in una padella capiente e fate friggere le polpette, rigirandole di tanto in tanto, fino a quando saranno dorate. Ci vorranno circa 15 minuti.

Infine, scolatele con una schiumarola, fate asciugare l’unto in eccesso su della carta assorbente e servitele calde.

Alla prossima ricetta.