Questa nuova puntata della rubrica radiospadista dedicata alla poesia cristiana, attinge oggi alla pagine del Breviario, offrendo ai Lettori l’inno del mattutino della festa dei sacri Chiodi e della sacra Lancia. Il volgarizzamento in italiano è opera del poeta romano Giuseppe Giacchino Belli (1791-1863).

Salvete, Clavi et Lancea,
Squalore nuper obsita,
Quae mersa Christi corpori
Almo rubetis sanguine.

Vos ad scelus iudaica
Elegerat perfidia;
Sed in ministra gratiae
Vos vertit e caelo Deus.

Nam quot sacratis artubus
Sculpsistis olim vulnera,
E tot reclusis fontibus
Dona effluunt caelestia.

Clavis forato et Lancea,
Iesu, tibi sit gloria,
Cum Patre et almo Spiritu
Nunc et per omne saeculum.



Vi salutiam d’un cantico,
O Lancia, o Chiodi santi,
Che, non più vili e squallidi
Come già foste avanti,
Illustra adesso e imporpora
Il sangue del Signor.

Voi fellonia giudaica
A sceleranza elesse,
E a ministrar Dio posevi
Le grazie a noi promesse :
Si grande vi fu merito
Quel sangue redentor.

Da quante piaghe orribili
Apriste al corpo sacro,
Da tante Iddio dischiuseci
Un salutar lavacro:
Da tante scaturigini
Sgorga il divin favor.

A te, Gesù, sia gloria,
Da Lancia e Chiodi offeso ;
E al Padre e all’almo Spirito
Insiem con te sia reso
Ora e per tutti i secoli
Universale onor.

Testi raccolti da Giuliano Zoroddu

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Immagine : Arazzo della Crocifissione, 1644-1656, Collezione Barberini, Jordan Schnitzer Museum of Art, University of Oregon – Eugene, Oregon, USA / commons.wikimedia.org