Per il martedì di Settuagesima la devozione del Messale Romano ci fa contemplare l’Orazione e l’Agonia di Gesù nell’Orto del Getsemani. Come ci fa riflettere sant’Alfonso furono i nostri peccati a far grondare sudor di sangue al Redentore, offriamo al suo Cuore il seguente atto di riparazione per i nostri peccati.

O Cuore dilacerato e mansueto del mio Signore, accetta, ti prego, in cambio delle tre ore che Tu passasti immerso nella tempesta del mare della desolazione, quest’ora di preghiere, e questa giornata consacrata al tuo sovranamente Cuore disacerbato. Accetta questo santo Sacrificio e questa santa Comunione in riparazione di tutte le amarezze che Tu provasti per me nell’orto prevedendo i miei peccati. Accetta tutti i dolori, le contrarietà e gli atti anche indifferenti di questo giorno, non solo, ma di tutta la mia vita. O Cuore amante del Padre mio, del Fratello mio, dello Sposo mio, Cuore desolato e pur paziente, a quale eccesso ti sospinge l’amore che mi porti? E che devi Tu farne dell’amore mio? Signore, nell’amarezza dell’anima mia anche io ti risponderò: – Ho dolore di averti tanto amareggiato, voglio amarti più che non ho fatto sinora; quando ti conoscerò? Quando ti cercherò senza contraddizione? Quando ti ubbidirò senza incostanza? Quando ti dirò con sincerità in ogni occorrenza: Sia fatta la tua e non la mia volontà? Ponimi ancor più dentro questo cuore divino, acciocché meglio ti comprenda e ti ami. Cuore infiammato di altissima carità, accendi il freddo mio cuore dell’amore tuo; affinché degnamente ti riceva e con te dimori oggi e sempre, nel tempo e nella eternità. E così sia.

E rivolgiamoci anche alla Santa Vergine perchè ci aiuti ad uniformare la nostra volontà a quella di Dio, come Gesù ne diede esempio nella sua agonia nell’orto

Preghiera al Cuore di Maria per imprimere la virtù dell’uniformità

O benedetta Madre di Dio e sempre vergine immacolata Maria, quanto acerba fu la croce del tuo cuore in quella tristissima notte, in cui Gesù, abbandonato dai suoi amici e Discepoli, versava in mortale agonia! Tu non potesti chiudere gli occhi al sonno, ma in continue lacrime e sospiri numeravi le lunghe ore degli affanni dell’amatissimo tuo Figliuolo. O mansuetissima Madre, Tu lo vedesti questo tuo Diletto, prima di dare inizio alla ferale Passione, pallido, ma generoso, venire a te e darti l’ultimo addio, e domandarti la benedizione. Tu lo guardasti trafitto nell’anima, e nei suoi sguardi dolenti comprendesti la volontà dell’Eterno Padre, che condannava a morte il tuo Figliuolo, il suo proprio Figliuolo, per riscattare quest’anima mia, e condannava te pure ad essere crocifissa col cuore sul Calvario. Il mare delle angosce si riversò tutto in quel momento nel tuo tenero Cuore già spezzato dalla acutezza del coltello di Simeone. O notte aspra e dolorosa al Cuore della Madre mia! Quale animo cristiano potrà pensare quanto lugubri furono le mattutine preghiere che Tu levasti a Dio, e quante afflitte parole espresse il tuo ardentissimo cuore? O Gesù Figlio mio, Tu dicevi, Figliuol mio, dolcissimo Gesù, chi mi ti ha tolto? Chi ha separato la Madre tua da così caro pegno? Perché non ti vedo, luce degli occhi miei? Chi mi concederà, Gesù Figlio mio, che io patisca per te, e muoia per te?. Perché non si strugge l’anima mia a tanto amore, a tanto dolore? O Madre pietosa e addolorata più di tutte le madri, Tu pieghi il capo al volere divino, e con perfetta uniformità sorbisci questo calice di amarezze; ed io ti voglio seguire, e compatisco al tuo pianto, all’amara separazione dal tuo Figlio. Tu rivedrai, sì, un’altra volta il tuo Diletto, ma sul Golgota, sul monte del dolore, pendente da una croce, moribondo senza conforto. Per queste tue angosce, per la tua perfetta uniformità al volere divino, mutami questo cuore, brucialo del tuo amore e rendilo conforme al tuo, e tutto uniforme ai santi voleri di Dio. Così sia.

da Bartolo Longo, I Quindici Sabati del Santissimo Rosario, Pompei, 1950 (77a edizione).
Testo raccolto da Giuliano Zoroddu


🔴 Le cause della tristezza di Gesù rivelate a S. Camilla Battista Varano

🔴 [MEDITAZIONI ALFONSIANE] Gesù fa orazione nell’orto e suda sangue


Immagine : Francesco Trevisani, L’Agonia di Gesù nel Giardino del Getsemani, 1740, Kelvingrove Art Gallery and Museum, Glasgow / wikimedia.org