Questa pratica devota di esposizione e adorazione del Santissimo Sacramento per quaranta ore (consecutive o meno), per il tempo di tre giorni, vuole ricordare il tempo trascorso dal Cristo morto nel sepolcro. Sorta verso il XIV secolo, questa pratica fu diffusa durante il secolo XV dai Barnabiti, dai Cappuccini e dai Gesuiti e praticata soprattutto durante il periodo di Carnevale.  Nel 1537 Papa Paolo III concesse le prime indulgenze. San Carlo Borromeo nel 1565 diede a questa pia pratica popolare la prima organizzazione stabile. Il Papa Clemente VIII colla Bolla Graves et diuturnae del 25 novembre 1592 volle che in Roma fosse perpetua, passando coll’ordine da lui stabilito dall’una all’altra chiesa, incominciando nella I Domenica d’Avvento nella Cappella del Palazzo Apostolico, e accordò ai fedeli accorrenti alcune Indulgenze che furono poi confermate da Paolo V il 10 maggio 1606. Clemente XI nella Istruzione del 21 gennaio 1705 che da lui prese nome di Instructio Clementina, ne stabili dettagliatamente le norme liturgiche obbligatorie per Roma e lodevolmente praticabili in tutto il mondo. Pio VII poi col rescritto 10 maggio 1807, dichiaro privilegiati tutti gli altari di quelle chiese ove si fa la lodata Esposizione, ma solo nei giorni in cui essa ha luogo.

A norma di questa istruzione di Clemente VIII il Santissimo viene esposto nell’ostensorio all’adorazione dei fedeli verso il mezzogiorno del giorno che si computa per primo e così sta fino al mezzogiorno del terzo giorno, senza alcuna interruzione, nemmeno per la notte. Per l’esposizione fatta in questo modo si concede: un’indulgenza di quindici anni; un’indulgenza plenaria una volta al giorno, per ogni singolo giorno di esposizione, con l’aggiunta della confessione sacramentale e della sacra comunione; l’altare privilegiato durante l’esposizione. Questo modo è come segue: il Santissimo Sacramento.

Dove invero, a giudizio dell’Ordinario del luogo, l’esposizione solenne non si può fare secondo l’Istruzione Clementina, si faccia in un modo che si può dire ad instar. Il Santissimo Sacramento viene esposto nell’ostensorio per la pubblica dei fedeli a qualsiasi ora del mattino o verso mezzogiorno e, perdurante a parte la notte l’esposizione questo stesso giorno e quello dopo, nel giorno terzo, a mezzogiorno o a sera, si ritira. Per l’esposizione così fatta son concesse le stesse indulgenze di cui sopra.

Il Rituale Romanum prescrive per le Quarantore particolari litanie ed orazioni: Litaniae, prece set orationes quae dici debent in expositione XL Horarum in Alma Urbe.
I fedeli tuttavia possono usare anche di altre preghiere a Gesù Sacramentato, per fare con frutto il loro momento di adorazione.

Ecco fin dove è giunta la carità vostra eccessiva, o Gesù mio amantissimo. Voi delle vostre Carni e del preziosissimo vostro Sangue mi avete apprestata una mensa divina per donarmi tutto voi stesso. Chi mai vi spinse a tali trasporti
di amore? Non altri certamente, che il vostro amorosissimo Cuore. O Cuore adorabile del mio Gesù, fornace ardentissima del divino amore, ricevete nella vostra Piaga sacratissima l ’anima mia, affinché in questa scuola di carità io impari a riamare quel Dio, che mi diè prove sì ammirabili dell’amor suo; e così sia.

Indulgenza di cinquanta giorni.
Indulgenza plenaria alle solite condizioni, recita ogni giorno per un mese intero (Secr. Mem., 9 febr. 1818; S. Paen. Ap., 15 iul. 1932).

VISITA AL SANTISSIMO SACRAMENTO
di Sant’Alfonso Maria de Liguori

Signor mio Gesù Cristo, che per l’amore che portate agli uomini ve ne state notte e giorno in questo Sacramento tutto pieno di pietà e d’amore, aspettando, chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a visitarvi; io vi credo presente nel Sacramento dell’altare; vi adoro dall’abisso del mio niente, e vi ringrazio di quante grazie mi avete fatte, specialmente di avermi donato voi stesso in questo Sacramento, d’avermi data per avvocata la vostra santissima Madre Maria e d’avermi chiamato a visitarvi in questa chiesa. Io saluto oggi il vostro amantissimo cuore, ed intendo salutarlo per tre fini: prima in ringraziamento di questo gran dono. Secondo per compensarvi tutte le ingiurie che avete ricevute da tutti i vostri nemici in questo Sacramento. Terzo intendo con questa visita adorarvi in tutt’i luoghi della terra, dove voi sacramentato ve ne state meno riverito e più abbandonato. Gesù mio, io v’amo con tutto il cuore. Mi pento d’avere per lo passato tante volte disgustata la vostra bontà infinita. Propongo colla grazia vostra di più non offendervi per l’avvenire; ed al presente miserabile qual sono io mi consacro tutto a voi, vi dono e rinunzio tutta la mia volontà, gli affetti, i desideri e tutte le cose mie. Da oggi avanti fate voi di me e delle mie cose tutto quello che vi piace. Solo vi cerco e voglio il vostro santo amore, la perseveranza finale e l’adempimento perfetto della vostra volontà. Vi raccomando le anime del purgatorio, specialmente le più divote del SS. Sacramento e di Maria santissima. Vi raccomando ancora tutti i poveri peccatori. Unisco infine, Salvatore mio caro, tutti gli affetti miei cogli affetti del vostro amorosissimo Cuore e così uniti gli offerisco al vostro Eterno Padre e lo prego in nome vostro che per vostro amore gli accetti e gli esaudisca.

Ai fedeli che reciteranno questa orazione davanti al Santissimo Sacramento si concede: un’indulgenza di cinque anni; un’indulgenza plenaria se piamente l’avranno recitata quotidianamente per un mese intero, e, confessati e comunicati, pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice (Pius IX, Rescr. Manu Propr., 7 Septembris 1854; S. Paen. Ap., 25 febr. 1933).

fonte immagine scuolaecclesiamater.org