Il 24 novembre scorso Bergoglio ha volto il suo sguardo verso la lontana Cina, lamentando la persecuzione degli uigiri, la minoranza musulmana della regione dello Xinijang. Non una parola sulla persecuzione dei cattolici. Questi al contrario, in forza del famigerato accordo, vengono gettati interamente fra le grinfie del Partito Comunista, il quale non lascia di far guerra alla Chiesa come testimonia il seguente articolo.

Il territorio autonomo dello Xinjiang (Cina nord-occidentale) è spesso in prima pagina sui media occidentali a causa dell’oppressione degli uiguri musulmani. Ma anche i cattolici subiscono tutto il peso della persecuzione comunista, come ci ha ricordato ancora una volta un evento recente.

Yining è una città di oltre trecentomila abitanti situata ai margini della provincia dello Xinjiang, al confine con il Kazakistan, sulla strada per l’antica Via della Seta.
Pechino è tremila chilometri più a est, ma non si creda che la presa comunista lì sia più debole: come ovunque in Cina, i cristiani vi sono perseguitati.
Yining i cattolici hanno circa duemila fedeli: sono i discendenti dei cinesi esiliati dalla dinastia Manchu Qing (XVII-XX secolo), o durante la Rivoluzione Culturale.
Il piccolo gruppo aveva ottenuto il permesso di costruire una chiesa nel 1993, quando sotto il “regno” di Deng Xiaoping (1978-1997), si avvertiva una leggera distensione religiosa.
A quel tempo, il governo locale scelse di vendere ai cattolici un terreno abbastanza lontano dal centro della città in modo che la chiesa non fosse troppo visibile.
Ma, nel tempo, la crescita urbana è diventata tale che la Chiesa del Sacro Cuore è arrivata ad attirare l’attenzione delle autorità comuniste e degli speculatori immobiliari, che spesso sono la stessa cosa.
Nel 2018, la filiale locale di SARA – Ufficio Affari Religiosi – ha rimosso quattro bassorilievi che adornavano la facciata del luogo di culto, due statue raffiguranti gli apostoli San Pietro e San Paolo, la croce che ornava il timpano, il campanile, e le due cupole, in nome della sinizzazione della Chiesa intrapresa dal nuovo Signore di Pechino, Xi Jinping.
Tutto accelera all’inizio del 2021, l’Anno del Bue sarà fatale per la Chiesa del Sacro Cuore: così, il 19 febbraio, i fedeli di Yining sono stati convocati per compiere un’importante operazione di pulizia dell’edificio, in vista della demolizione.
Ironia della sorte, i mandarini comunisti che lavorano alla demolizione sono gli stessi che, nel 2000, avevano assistito alla benedizione della chiesa costruita con il loro permesso…e che dovrebbero intascare i grandi profitti dalla rivendita dei terreni. Come buoni fedeli del Grande Timoniere, hanno una mano sul libretto rosso, l’altra sul portafoglio.
I fedeli di Yining sono ora senza chiesa, come in altre due parrocchie dello Xinjiang – Hami e Kuitun – che hanno subito la stessa sorte negli ultimi anni, testimoni lontani e dimenticati di una persecuzione silenziosa.

Fonte : fsspx.news
Immagine : Chiesa di Yining, ora demolita, prima e dopo la trasformazione nel 2018