Le Edizioni Radio Spada hanno appena edito il Libro d’oro di Maria Santissima contenente Il trattato della vera devozione alla Santa Vergine di san Luigi Maria Grignon de Montfort, Le Glorie di Maria di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, una Nota su Maria Corredentrice e le principali devozioni mariane per salvare noi stessi e il nostro prossimo. Ricorrendo oggi la festa del Monfort abbiamo pertanto ritenuto conveniente e giusto e salutare condividere con i Lettori un saggio relativo alla sua mariologia, tratto dall’elogio che ne fece Pio XII il giorno seguente la canonizzazione (20 luglio 1947).

La grande sorgente di tutto il suo ministero apostolico, il suo grande segreto per attirare le anime e donarle a Gesù, è la devozione a Maria. Su di lei fonda tutta la sua azione: in lei c’è tutta la sua fiducia, e non poteva trovare un’arma più efficace ai suoi tempi. All’austerità gioiosa, al cupo terrore, all’orgogliosa depressione del giansenismo, oppone l’amore filiale, fiducioso, ardente, espansivo ed efficace del devoto servo di Maria, verso Colei che è rifugio dei peccatori, Madre della divina Grazia, la nostra vita, la nostra dolcezza, la nostra speranza. E la nostra avvocata; l’avvocata che, posta tra Dio e il peccatore, è tutta occupata a invocare la clemenza del giudice per flettere la sua giustizia, per toccare il cuore del colpevole, per vincere la sua ostinazione.
Nella sua convinzione e nella sua esperienza di questo ruolo di Maria, il missionario dichiarava con la sua pittoresca semplicità che “mai un peccatore gli avesse resistito, una volta che gli avesse messo la mano al colletto col rosario”.
Ma deve ancora essere una devozione sincera e leale. E l’autore del “Trattato sulla vera devozione alla Beata Vergine” la distingue in tratti specifici da una falsa devozione più o meno superstiziosa, che autorizza in virtù di di alcune pratiche esterne o di sentimenti superficiali, di vivere nel peccato contando su una grazia miracolosa dell’ultima ora.
La vera devozione, quella della tradizione, quella della Chiesa, che, diremmo, del buon senso cristiano e cattolico, tende essenzialmente all’unione con Gesù, sotto la guida di Maria. La forma e la pratica di questa devozione possono variare a seconda del tempo, del luogo e delle inclinazioni personali. Nei limiti della sana e sicura dottrina, dell’ortodossia e della dignità del culto, la Chiesa lascia ai suoi figli un giusto margine di libertà. È anche consapevole che la vera e perfetta devozione alla Beata Vergine non è così strettamente legata a queste modalità e che nessuna di esse può rivendicare un monopolio.
Ed è per questo che, cari figli e figlie, desideriamo ardentemente che, al di là delle varie manifestazioni di pietà verso la Madre di Dio, Madre degli uomini, attingiate tutti, dal tesoro degli scritti e degli esempi del nostro santo, questo che ha costituito la base della sua devozione mariana: la sua ferma convinzione della potentissima intercessione di Maria, il suo deciso desiderio di imitare il più possibile le virtù della Vergine delle vergini, il veemente ardore del suo amore per lei e per Gesù.

(Pio XII, Ai pellegrini convenuti a Roma per la canonizzazione di San Ludovico Maria Grignion de Montfort, 21 luglio 1947)
Fonte: vatican.va
Traduzione dal francese a cura di Radio Spada

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