in quella memoranda quaresima, presso S. Carlo del Castellazzo, nella quale il Servo di Dio [i.e. san Paolo della Coce] scrisse le Regole del suo Istituto, un dì orando innanzi il divin Sacramento, gli andò ad un tratto il pensiero a quegl’infelici, i quali negando la presenza reale di Gesù Cristo nella SS.ma Eucaristia, non si cibano mai del pane di eterna vita, né si ricreano mai con le sante dolcezze di quel mistero di amore. Tutte allora gli si affacciarono alla mente quelle regioni, ove le tenebre dell’eresia offuscato v’aveano il divin lume della cattolica fede, e tutte vi fecero assai profonda e dolorosa impressione; ma l’Inghilterra, quell’isola, un giorno terra di santi , ne colpì più vivamente lo spirito, e cominciando per le altre a pregare, senti nell’animo un forte e superno impulso d’implorare distintamente da Gesù Crocifisso la grazia che all’antica fede la riconducesse. Il quale spirito di singolare preghiera gl’investi per tal modo il cuore, e si glie lo strinse a quella nobile e bella Nazione, che fino a tanto che visse sempre ve ne rimase scolpita l’amata e dolente immagine, ed il ritorno di lei al grembo materno della Romana Chiesa divenne da quel momento uno de’ più caldi e costanti suoi voti. E quasi la veemenza del desiderio non potesse dentro più contenere, spesso il Servo di Cristo mettendo dal profondo del cuore infocati sospiri: «Ah l’Inghilterra, l’Inghilterra» esclamava bagnato di lagrime; e a’ suoi figliuoli rivolto: «Preghiamo, soggiungea con grandissimo affetto, preghiamo per l’Inghilterra: ah! io non posso fare a meno di pregare per lei, poiché appena mi metto in orazione, subito mi si presenta alla mente questo povero Regno , e sono ormai cinquanta e più anni che prego per la sua conversione». E sovente con tenera ansietà diceva fra la speranza e il timore: «Che cosa voglia fare Iddio di questo Regno io non lo so; gli vorrà forse usare misericordia? Vorrà un giorno per sua pietà ricondurlo alla fede? Basta, noi preghiamo e lasciamo fare a Dio ». Una volta poi giacendo egli malato nel suo povero letticciuolo, dal fratello infermiere che recavagli il cibo fu trovato siccome estatico, e poi che scosso da lui per ben tre volte finalmente fu in se tornato : «Oh dove mi trovava io adesso! disse, con un accento pieno ad un tempo di mestizia e di amore, io mi trovava con lo spirito in Inghilterra, e considerando i grandi suoi martiri, oh! come pregava Iddio per quel Regno». E questa continua ed ardente preghiera, che lo Spirito Santo faceva sorgere dall’infiammato cuore di Paolo, ed ascendeva come fumo d’incenso odoroso al trono augusto dell’altissima Maestà di Dio, gli ottenne finalmente di essere consolato nelle accese sue brame.
Un giorno adunque mentre celebrava Paolo il divin Sacrifizio, e spargendo un fiume di lagrime porgea ferventissime suppliche per la diletta Inghilterra, da Gesù Crocifisso, squarciatogli dinanzi agli occhi della mente il velo del futuro, gli su mostrata l’Inghilterra dei tempi avvenire. La vide il Santo, e lo spirito di lui esultò nel Signore; ma qual’ egli la vide? annebbiata tuttora dalla caligine degli errori, o fulgida e bella per luce indefettibile di verità? La vide egli cattolica? Non possiamo affermarlo, perché non ce ne giunse certa notizia; ci sembra tuttavia assolutamente probabile, e ci gode l’animo nel sentirne intimo e fermissimo convincimento. Ma ciò che sappiamo con sicurezza si è, che in quella terra, ove ancora caldo fumava il sangue de’ martiri, in quella terra, per la quale aveva egli tanto pianto e pregato, vide Paolo i suoi cari figliuoli, e finita la Messa: «Oh! che ho veduto, esclamava , io ho veduto i miei Religiosi in Inghilterra» : e versava lagrime di consolazione ed esultava per santa allegrezza.
La qual profezia del Servo di Cristo 65 anni dopo la morte di lui cominciò ad avverarsi, quando il P. Domenico della Madre di Dio*, uomo di profonda dottrina, e avuto da’ cattolici non solo, ma da’ protestanti ancora in gran concetto di santo; che pregò 27 anni continui per la conversione dell’Inghilterra, e a cui la stessa Regina del cielo preconizzò che sarebbe egli andato in quell’isola a farvi grande acquisto di anime e fondarvi il proprio Istituto, il 17 di febbrajo 1842, giorno in cui la Chiesa cattolica faceva singolar menzione della Passione SS.ma del Signore, per vie mirabili e fra gravissimi patimenti eresse in Aston-Hall presso alla città di Stone un primo Ritiro ai Figliuoli di Paolo. Fecondo Iddio con i potenti influssi della sua grazia quella pianta novella, che in breve tempo cresciuta, e sparsi largamente i benefici suoi rami, sotto la pacifica sua ombra protegge i Predicatori del Crocifisso, i quali aperte in altre città nuove case, fra le quali vanta il primato quella nella gran Londra, ed innalzate eziandio nell’Irlanda e nella Scozia altre sacre dimore, oggidì han potuto costituire in quelle regioni un’intiera provincia; e con l’esempio della vita, con il decoro e la maestà delle sacre funzioni, con la parola della Croce riconducono in gran numero all’ovile di Cristo i traviati fratelli. Deh! possa la Passione ed il Sangue di Gesù Crocifisso, ne’ cui soli meriti l’infelice protestante ostenta di riporre una cieca illimitata fiducia, essere il santo vincolo, con il quale il Figliuolo di Dio, a riguardo ancora de’ meriti e delle preghiere di Paolo, ricongiunga la sospirata Inghilterra con indissolubili nodi alla divina sua Sposa.

(P. Paolo Giuseppe dell’Immacolata Concezione, Vita di S. Paolo della Croce, fondatore della Congregazione de’ Chierici Scalzi della SS. Croce e Passione di N. S. Gesù Cristo, Tipografia Salviucci, Roma, 1867, pp. 215-218)

* Domenico della Madre di Dio, al secolo Domenico Bàrberi (Viterbo, 22 giugno 1792 – Reading, 27 agosto 1849) fu colui che ricevette il futuro cardinale J.H. Newman, fino ad allora ministro anglicano nella Chiesa Cattolica.

Ignazio Iacometti, San Paolo della Croce, 1876, Basilica di san Pietro in Vaticano
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