Sintesi della 648° conferenza di formazione militante a cura della Comunità Antagonista Padana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in Milano, non tenuta in seguito alla chiusura dell’Ateneo a causa dell’epidemia di Coronavirus, preparata tra la festa di Santi Filippo e Giaicmo (1 maggio 2021) e l’Invenzione della Santa Croce (3 maggio 2021 ). La conferenza numero 647 è stata la tavola rotonda sull’Europa pandemica del 25 aprile 2021, relatore Silvio Andreucci (testo raccolto a cura di Piergiorgio Seveso)

Introduco la conferenza con una premessa essenziale, di notevole importanza al fine di comprendere e bene definire quello che deve essere il corretto atteggiamento del cattolico​ integrale nei confronti dell’ ebraismo; distinguere nettamente due impostazioni che in nessun caso devono interagire: l’ antisemitismo biologico (  atteggiamento infondato, fumoso, astratto) e l’ antigiudaismo teologico, l’ autentica e corretta posizione che il cattolico integrale deve assumere.

Qual’è questa premessa?  La Cabala (1) originariamente non ha nessuna valenza negativa, per cui occorre discernere tra l’ antica e originaria Cabala ebraica pura e una seconda Cabala spuria, inficiata da menzogne e superstizioni, opera principalmente di una setta giudaica, i Farisei.

Non si può ridurre la catechesi del popolo ebraico alla sola Legge scritta di Mosè che risale al 1280 a.C. Ben prima della legislazione​ scritta, esisteva una Tradizione primordiale orale, del cui insegnamento si occupavano settanta dottori, a loro volta sottoposti alla Suprema Autorità di Mosè e dei suoi successori, i cosiddetti Sommi Sacerdoti​.

La Tradizione primordiale ebraica pura non corrotta, espressione della ” Sinagoga verace”, constava del Talmud e della Cabala stessa; il primo costituiva il corpo di precetti morali cui il giudeo doveva attenersi ( teologia morale) mentre la seconda conteneva la parte catechetica sull’ essenza e gli attributi divini ( teologia dommatica).

Mosè stesso dovette conoscerla alla perfezione e attingervi per elaborare successivamente la legislazione scritta. La Cabala verace ( rimase incorrotta sino al Giovedì Santo) ha un sapore cristiano e, a testimonianza di molti rabbini che poi si sarebbero convertiti alla religione di Nostro Signore Gesù, contiene passi che annunciano la Trinità e l’ Incarnazione. Drach, un rabbino convertitosi al cristianesimo, attesta che vi fosse una CABALA VERA, con un carattere francamente cristiano, nella misura in cui annunciava Cristo seconda Persona della​ Trinità e Redentore Crocifisso; accanto a questa, una cabala, spuria, mendace, piena di superstizioni, permeata di esoterismo (2) e che preponeva la medicina e la magia alle cose divine.Tanto la Cabala​ verace è ispirata da Dio, quanto quella spuria è ispirata da Satana (fu opera di rabbini pervertiti, farisei e sadducei).

Sull’ esistenza di due Cabale nell’antichità convenne anche Gougenot de Mousseaux, esimio cultore della teologia ebraica; la Tradizione orale che serviva come “anima del corpo della lettera”, antecedente i libri di Mosè, dividentesi nella pubblica Tradizione Talmudica  e nella ” misteriosa” e ” sublime” Cabala non va confusa  con la Cabala” moderna”, ” falsa”, opera di rabbini che​ ispirati dal demonio hanno falsificato la prima Cabala che costituiva la più antica Tradizione religiosa del mondo. Gougenot de Mousseaux ravvisa anche un nesso tra la seconda Cabala mendace e la nascita delle società segrete, ché anzi essa stessa” le racchiudetebbe tutte nel proprio seno”(3)

La Cabala spuria e mendace contiene non solo superstizioni magiche, alchimiche, idolatrie che hanno allontanato il popolo dalle cose divine per concentrarlo su quelle inferiori e mondane…essa contiene in nuce anche il principio gnostico per cui all’ origine non vi è più Dio Trascendente creatore dell’ universo; bensì l’ aberrazione di un Assoluto indeterminato, in cui sono insiti, secondo un’ impostazione manichea, i principi del bene e del male, un ” divino” in fieri avente come termine ultimo di realizzazione l’ uomo.

Scrive in merito don Curzio Nitoglia:”due sono gli errori fondamentali su cui si fonda la Cabala spuria e pervertita; Dio ha un’ esistenza indeterminata tra l’ essere e il non-essere, tra il bene e il male; Dio si realizza soltanto​ nell’ universo e nell’ uomo, i quali essendo un’ emanazione necessaria di Dio, lo completano e lo perfezionano.

Percio’ l’ uomo è divino (4). Questa perversione della Cabala originaria, se facciamo bene attenzione, possiamo comprendere che contiene, oltre al principio gnostico, un motivo protoghibellino: Caifa e i sommi Sacerdoti la Vigilia della Passione di Nostro Signore Gesù furono accecati, nella misura in cui rifiutarono un Messia Sofferente, non prestarono attenzione al Regno dei Cieli, esclusivamente pretendevano un Messia glorioso e conquistatore…. visione chiaramente ghibellina e immanentista; per quanto ” in pubblico” Caifa e i sommi Sacerdoti che lo avevano preceduto continuassero a richiamarsi formalmente all’autorità di Mosè, nell’ insegnamento privato lasciavano che si propagasse liberamente l’errore del “Messia conquistatore”. Infatti Gesù ci invita a diffidare del “lievito dei Farisei e dei Sadducei ( Matteo,XVI,6).

Accenno ora anche al processo di corruzione e falsificazione che ha interessato il Talmud; esso consta della “Mischna”( si pronuncia “Misna”) che è un testo messo per iscritto intorno al 190 d.c e la “Gemara’” , che a sua volta si divide in ” Gemara’ di Gerusalemme” e ” Gemara’ di Babilonia”(5).

La “Mischna” costituisce una sorta di ripetizione​ della dottrina che Jahvè​ ha trasmesso oralmente a Mosè ( una sorta di Seconda Legge). La ” Gemara” invece può sostanzialmente intendersi come un commento e supplemento della Mischna. Perché era necessaria la catechesi del popolo ebraico attraverso la “Mischna,”‘ o Seconda​ Legge orale? Non bastava forse l’ insegnamento della Legge scritta, dettata a Mosè sul monte Sinai, che parte dal Genesi e giunge al Deuteronomio?

Il popolo non poteva in realtà fare affidamento sulla “pura legge scritta”, perché vi era il rischio di interpretazioni devianti; questa Seconda Legge orale era dunque necessaria per stabilire oggettivamente il significato della Bibbia, in modo che tutti vi si attennessero.

Perché Rabbi Giuda aveva deciso di mettere per iscritto la “Mischna”? Perché in seguito alla persecuzione patita sotto il regno dell’ imperatore Adriano, culminata nell’ esilio dalla Giudea (130 d.c) si era determinata​ una situazione di ignoranza dei testi​ sacri, considerato anche il fatto che vi era stato uno sterminio dei Dottori della Legge ad opera dei Romani. A tal guisa, Rabbi Giuda mise per iscritto tutta la tradizione orale in una raccolta che prese il nome di “Mischna”. Egli però non aveva fatto attenzione a discernere tra le tradizioni genuina mosaica e le manomissioni​ introdotte dai Farisei, esplicitamente anticristiane.

Nel 190 d.c. la redazione della ” Mischna” poteva dirsi completa. Gli autori della Gemara’ compiranno danni molto maggiori di Rabbi Giuda. Dopo la sua morte, ormai il cristianesimo era la religione ufficiale dell’ Impero Romano e, al tempo stesso, si inasprì ‘ opera di persecuzione dei giudei nei confronti dei cristiani sia di natura fisica che ideologica; infatti​, i giudei non si limitarono a perpetrare uccisioni di cristiani, ma proseguirono nell’opera di falsificazione delle tradizioni genuine della Sinagoga ebraica (6).

La “Gemara’ di Gerusalemme” fu portata con ogni probabilità a compimento nel 279 d.c in Giudea ad opera di Rabbi Yohanan, figlio di Elieser; ha sempre determinato scarso interesse presso i giudei, soprattutto​ per il fatto che era stata scritta con uno stile ermetico, non facilmente accessibile al volgo, soprattutto per coloro che vivevano fuori dalla Giudea.

La “Gemara di Babilonia” fu portata a compimento da Rabbi Aschi e da Rabbi Abiha, per ovviare all’ insuccesso della ” Gemara di Gerusalemme”, nei primi anni del VI secolo d.c.

Essa introdusse una vera e propria babele in diversi passaggi della Sacra Scrittura, infarcendola di vuote allegorie e superstizioni e peggio, di inenarrabili insulti contro il cristianesimo. Eppure il Talmud falsificato e corrotto (la tradizione mosaica autentica non ha nulla a che vedere con le falsificazioni farisaiche e Mosè stesso è ” il primo anello della catena della Tradizione Talmudica orale”) costituisce il codice di diritto civile e canonico cui deve attenersi il comportamento dei giudei contemporanei (7).

L’influsso profondo della Cabala​ spuria e dello gnosticismo giudaico sul cristianesimo sin dai primi secoli dell’ era cristiana è ben documentato da padre Julius Meinvielle nell’ opera” Influsso dello gnosticismo ebraico in ambiente cristiano”, per quanto l’autore tenga a precisare che non tutta la filosofia ebraica è gnostica e che anzi il panteismo monistico insegnato dalla Cabala pervertita dai rabbini è completamente estraneo allo spirito e alla lettera dell’ A.T che insegna​ il carattere personale e Trascendente di Jahvè.

Nondimeno, una volta che il cristianesimo ha subito l’ influsso profondo della gnosi, esso si è tradotto in un’ eresia di natura cabalistica (8). Generalmente, lo gnosticismo cristiano professa un panteismo monistico, secondo cui ogni ente, materiale o spirituale, emana da una Sostanza primordiale divina coestesa all’ universo, definita ” Pleroma” dagli gnostici e” En sof “dai filosofi cabalisti (9).

Dottrina chiaramente respinta dal magistero cattolico, tanto dalla filosofia patristica che dalla Scolastica; secondo il cui insegnamento, Dio è l’ “ipsum esse subsistens”, distinto e Trascendente rispetto all’ universo che possiede l’Essere solo in maniera partecipata. 

Nello gnosticismo cristiano inoltre il monismo panteistico coesiste con il dualismo manicheo, aberrante dottrina con successo confutata da Sant’Agostino; il manicheismo fa coesistere nella sostanza divina e derivare da essa tanto il “principio​ buono” che quello malvagio, tanto il Regno del Bene o Spirito che il Regno del Male o Materia.

I Padri della cChiesa e la tomista” philosophia perennis” insegnano invece, conformemente alla Fede e alla ragione naturale che in Dio non può sussistere alcun principio malvagio e che il ” male” non può essere ipostatizzato e sosstanzializzato, essendo esso semplicemente una privazione del bene.

La tesi di Meinvielle è che lo gnosticismo non sia rimasto purtroppo circoscritto al primi secoli dell’ età cristiana, ma si sia propagandato nei secoli successivi; una forma di pensiero che, diffondendosi in maniera proteiforme, ha raggiunto​ anche la filosofia contemporanea, secondo impostazioni differenti, che tutte rinviano nondimeno al fondamentale pressuposto cabalistico: l’ evoluzione dell’ En Sof, principio indeterminato al punto da confondersi con il Nulla, ha come termine di compimento l’ universo e l’ uomo, che si autodivinizzano, sottraggono a Dio i caratteri che gli sono propri: l’ onnipotenza, la necessità e l’ eternità.

Sempre secondo la tesi del teologo cattolico integrale argentino, il panteismo deve necessariamente cedere all’ ateismo, proprio in conseguenza dell’ acquisita autodivinizzazione dell’ uomo; infatti, nell’ orizzonte della totale immanenza di Dio al mondo, l’ ipotesi stessa di Dio, altro rispetto all’ universo, diventa inutile (10)

Don Curzio Nitoglia distingue nel corso della storia della filosofia due forme di gnosticismo: la forma ” acomista” o ” discendente” ( prevalente presso gli antichi gnostici e i cui motivi permeano anche la fumosa teofania di Scoto Eriugena) secondo cui il mondo emana dal principio divino sottoforma di una progressiva degradazione di Dio stesso che culmina nella creatura materiale e la forma pancosmista o “ascendente”( prevalente negli gnostici moderni, nel panlogismo hegeliano e nel teilhardismo, ad esempio) secondo cui la materia e l’ universo, prodotti dal nulla, sono​ orientati da un’ entelechia immanente all’ autodivinizzazione (11). In entrambe le forme è affermata la negazione del peccato originale​, da cui discende il disprezzo, l’insofferenza e la svalutazione di un concetto che gli antichi greci avevano valorizzato moltissimo: il concetto di “limite”, di “individuo”, di “finito”.

Il “male morale” non è prodotto di una caduta originale, è l’individualizzazione stessa in una natura finita, percepita come prigionia, impedimento, è la caduta dal Pleroma o dall’Indefinito originario a costituire la negatività, dalla quale si affrancheranno coloro che conseguiranno il ricongiungimento con l’ Indefinito originario.

Nelle forme più empie, aberranti, lo gnosticismo è pervaso da delirio di onnipotenza ( per cui lo gnostico si approppria dei predicati divini, si autodivinizza) e superomismo, insofferenza verso doveri morali… che disprezza in quanto correlati​ alla natura finita e individua (12). Spesso lo gnostico avanza la sofistica e scellerata pretesa di attingere al “bene”, commettendo delitti mostruosi.

Nel contesto della filosofia moderna la concezione panteista bruniana è visibilmente permeata dello gnosticismo ereditato dalla Cabala spuria, i cui motivi sono evidenti segnatamente nella famosa opera ” Spaccio della bestia trionfante”.

Nel panteismo bruniano non può trovare posto il concetto di un mondo segnato dal peccato​ originale, dal momento che il mondo​ stesso è divinizzato, coesteso alla sostanza divina stessa.

In maniera non differente prospetta la problematica del ” male morale” B.Spinoza , la cui Etica more geometrico esclude che​ si possa trattare il ” male” alla stregua di un ” peccato”: esso va correlato invece a un errore di natura teoretica, essendo l’ etica spinoziana fondata sull’ assunto che​ sia sufficiente il discernimento del ” vero ” e dell’ ” errore” per elevarsi al divino tramite l’ “amor intellectualis .

Il concetto di penitenza viene espulso tout court dalla prospettiva etica (13).

Secondo la tesi del Nitoglia, il razionalismo chiuso cartesiano, autofondandosi il pensiero su se stesso, è eredità dell’ influsso cabalistico che si era esercitato su di un’ élite di filosofi durante il Rinascimento e l’ Umanesimo. Il ” cogito” assurge a misura di tutta la realtà, in palese rotta di collisione rispetto alla tomista ” philosophia perennis”, secondo cui la verità risulta dall’ “adequatio rei et intellectus”: il “vero” quindi definito non già un modus del pensiero ma un predicato Trascendentale dell’ ente che non può essere risolto nella modalità chiara e distinta di conoscere gli enti. Il solipsismo cartesiano approderebbe, sempre secondo la chiave di lettura di done Nitoglia, alla teoria Trascendentale dell’ atto puro di Fichte, espressione massima della divinizzazione dell’io o ” nous”, pancreatore di tutto il reale (14).

Diversamente, Augusto del Noce ravvisa due possibili​ svolgimenti del pensiero di Cartesio; esso può essere dissociato da ogni motivo spiritualistico e proseguire dunque  lungo il filone radicalmente materialista dell’ Illuminismo di Diderot, Helvetius, la Mettrie sino al punto di approdo del contemporaneo razionalismo pragmatico o scientista che elimina​ ogni vestigia di ragione metafisica.

Ma potrebbe anche inaugurare una “filosofia dell’ interiorità”, più precisamente quel Personalismo cristiano (che  sostituisce alla “prova” dell’ esistenza Dio la sua ” presenza” nell’ interiorità) che permea la concezione di Pascal, Laporte, in parte Malebranche e Rosmini (15).

L’ ottocento filosofico è caratterizzato dallo gnosticismo per quanto riguarda la maggior parte delle forme di pensiero, in ragione dell’ influsso cabalistico, ora manifesto, ora occulto.

In ambito giudaico, Elia Benamozegh ( 1822_ 1900) , rabbino livornese originario di una famiglia marocchina ha sviluppato la Cabbala (spuria) in adeguamento alla modernità, “facendole compiere un salto e un aggiornamento di secoli”, in modo che potesse misurarsi con la filosofia europea dell’ Ottocento.

Aspirava a rendere la sua opera una vera e propria “Summa” per l’ ebraismo moderno.(16). Professo’ una dottrina di matrice cabbalistica-luriana, secondo cui Dio è immanente al mondo ( pur non essendo ad esso coestensibile) e il creato non è altro che un prodotto di una limitazione che Dio ha operato su se stesso (17).

Il rabbino livornese professò un nazionalismo giudaico​(antesignano del sionismo) che escludeva, in conformità al Talmud spurio) doveri di carità​ verso i ” goym”( i non giudei) e il primato religioso del giudaismo cui tutte le altre religioni positive avrebbero dovuto subordinarsi.

L’ idealismo romantico di Schelling è una sintesi di motivi della filosofia moderna (principalmente bruniani e spinoziani) e medievali, segnatamente​ eriugeniani

L’ Assoluto divino indifferenziato si degrada nello spirito cosciente finito e incosciente o natura attraverso una​ sorta di ” caduta” e l’ intuizione estetica sostituisce la Grazia soprannaturale cristiana per quanto riguarda la visione dell’ originale​ identità indifferenziata, determinata dalla ricomposizione tra Spirito cosciente finito e natura.

Sussistono certamente nell’ opera schellinghiana motivi della filosofia cristiana, ma trasvalutati in una teofania certamente eterodossa, anche il tentativo dell’ opera matura dello Schelling di​ salvare la Trascendenza del divino risulta​ aporetico.

Il panlogismo hegeliano conserva un “retaggio del cristianesimo” nella misura in cui ravvisa nell’ affermazione del monoteismo cristiano il punto massimo dell’ evoluzione della filosofia della religione.

Tuttavia F.W.Hegel considera la ” filosofiauna forma dello “spirito assoluto” al di sopra della religione, nella misura in cui sistematizza nel concetto tutti i dogmi della teologia.

Non vi è spazio nel panlogismo hegeliano per il ” miracolo”, la “Grazia soprannaturale”, perché non esiste un fondo non razionalizzabile.

La redenzione salvifica non viene offerta dalla Grazia soprannaturale, opera del soffio della Terza Persona della Trinità, ma da una teleologia​ Provvidenziale immanente alla storia stessa. Di conseguenza, la “sofferenza”, l'”imperfezione” di ciò che è ontologicamente finito non sono ” mali” tout court, ma condizioni per la realizzazione di un “bene superiore” .Questa sorta di teologia della storia immanentista non può che negare il ” peccato originale”, che è la radice primigenia dell’ introduzione del male morale nell’ universo per sé buono, in quanto creato da Dio Personale e Provvidente. Infatti, nella concezione panlogista hegeliana​, la credenza nel Peccato originale genera inevitabilmente il ” cattivo infinito” della subordinazione dell’ uomo a Dio Trascendente; invece per Hegel il finito è intrinsecamente divino, derivando la sua divinizzazione dalla teleologia immanente alla storia.(18).

Possiamo dire che nell’ Occidente filosofico dell’ 800′ si portano a compimento​ nell’ orizzonte dello gnosticismo quei due atteggiamenti  che Georges Bernanos ha considerato ebeti e infondati, l’ ottimismo panlogista radicale hegeliano e il pessimismo metafisico schopenaueriano; la prima posizione prospetta l’ escatologia e la redenzione nella Ragione immanente alla storia, l’ insofferenza dell’ individuo finito accidentale nella condizione del ” per se”, l’ impazienza di sollevarsi al” per sé”, alla necessità interna dell’ Idea; analogamente, l’ iniziato all’ esoterismo gnosticismo crede stoltamente di possedere in sé la forza per autodivinizzarsi, quasi che fosse suo diritto e non già dono della Grazia soprannaturale santificante.

La seconda posizione, il pessimismo metafisico schopenaueriano fondato sull’ onnipervasivo demone della “Volontà di vivere” esaspera il concetto biblico del peccato originale, rifiutando però la possibilità di redenzione salvifica tramite la Grazia soprannaturale  infatti per l’ autore del “Mondo come Volontà e Rappresentazione” il ” peccato originale” è costituito dal fatto stesso di esistere e la ” redenzione” non potrà consistere in ultima analisi che nell’ annichilimento nel Nirvana.

A ragione si potrebbe considerare l’ “ateismo religioso” di Schopenauer una fenomenologia del peccato originale dissociato dalla Grazia

A tal guisa l’ irrazionalismo cosmico di Schopenauer è sì contrapposto al panlogismo hegeliano, ma nell’ orizzonte inglobante del comune rifiuto gnostico della ” positività del finito”; scrive in merito Augusto del Noce” ciò che ( Schopenauer) nega di Hegel non è l’ apparizione degli esseri individuali e particolarizzati come mali in sé, ma quella di questo male come condizione per un bene più alto, cioè il processo che porta alla filosofia della storia.

Ma è chiaro come questa comune tesi sulla natura del peccato non possa non coincidere con quella dell’ ontologicita’ della colpa, scritta nella struttura stessa dell’ esistente finito”(20). Per superare la negatività del finito, o ci si colloca nel punto di vista dell’ universale, che​ offre una giustificazione del reale ( Hegel), oppure si sceglie la via di un annullamento nel Nirvana-estinzione ( Schopenauer).

Aggiungo che il principio fondamentale dell’ etica schopenaueriana secondo cui occorre “adiuvare alios quam possibile” è in contraddizione con l’ ateismo e che invece, dal punto di vista di Hegel, i concetti morali, “colpa”, “peccato”, “perdono” ,etc restano circoscritti nella sfera interiore e soggettiva della moralità, quindi insufficienti a fondare una legislazione universale ( la “moralità” deve infatti oltrepassarsi e inverarsi nell’ “eticità”, nella legislazione positiva).

Mi avvio dunque verso la conclusione della conferenza, con una puntualizzazione di notevole importanza sull’ atteggiamento che il cattolico integrale deve tenere nei confronti dell’ ebraismo; il rifiuto dell’ antisemitismo biologico, comportamento aberrante e peccaminoso come ogni forma di razzismo: infatti, come hanno insegnato Louis Bernard Drach nell’ opera pubblicata nel 1844, “De l’ armonie entre l’ Eglise et la synagogue”, e padre Julio Meinvielle nell’ opera ” Dalla Cabala al progressismo” , la tradizione cabalistica verace va assolutamente distinta dalla Cabala pervertita.

La Cabala antica infatti era la tradizione orale che aveva preceduto i libri di Mosè; essa è perfettamente in armonia con la Chiesa, perché annuncia il Messia Sofferente, contiene i dogmi della Santa Trinità e dell’ Incarnazione.Tuttavia, dopo l’ avvento di Gesù Cristo Nostro Signore, occorre convenire che l’ Antica Alleanza non ha più portata salvifica . Anche per il fatto che il Giovedì Santo il Sommo Sinedrio ha rifiutato Cristo Redentore, i Farisei e i Sadducei avevano avviato un’ opera di falsificazione dell’ autentica Tradizione cabalistica, intensificatasi nel corso degli ultimi tempi di Gerusalemme (150-100a.c) quando il fariseimo aveva invaso il culto…e culminata nel componimento della Gemara’ di Babilonia nel V I d.c, successivamente accettata da tutto Israele.

Non nascondo il mio sentimento di profonda simpatia nei confronti di una setta ebraica ultraoltrodossa, oggi presente in una comunità non molto numerosa in America: i Neturei Karta; sono i più fedeli alla lettera e allo Spirito dell’ A.T, stigmatizzano la falsificazione farisaica della Cabala e del Talmud, nonché il sionismo; questa concezione, autentica bestemmia dell’ A.T , fondata su un messianismo ateo, materialista e immanentista, considera l’ evento messianico ultimo non superabile la costituzione dello stato di Israele nel 1948 .

La nostra disposizione verso​ il popolo giudaico in stato di peccato per aver rifiutato Cristo Messia Sofferente e Redentore dovrebbe essere la preghiera e la sollecitudine per la loro conversione. Cari amici della CAP e di Radio Spada, buona lettura!

Note

(1) Il termine “CABALA” o “Kabbala” indica una scienza “acroamatica” o ” esoterica”, per cui i testi scritti sono​ insufficienti a determinarne l’ apprendimento. Comunque, la Cabala della Sinagoga rimase incorrotta sino al Giovedì Santo, profezia del Nuovo Testamento e della Nuova Alleanza.cfr. Curzio Nitoglia, l’ Esoterismo, Centro librario Sodalitium, Verrua Savoia, 2002,p.75

(2) A differenza della legge​ della Nuova Alleanza, la legge antica non condannava l’ esoterismo, anzi lo considero’ legittimo sino all’ Avvento di Gesù Cristo

(3) Cfr.Gougenot de Mousseaux, Le judaisme et la juditaisation destinatario peuples chretiens, Paris, 1869, Henri Plon Editeur,po’.509_525

(4) Cfr.Curzio Nitoglia, L’ esoterismo,cit., pp.101_102

(5) Spesso i rabbini​ identificano tout court la Gemara’ (commento della Mischna) con la Torah

(6) Questa opera di falsificazione della Cabala originaria ebbe un influsso profondo sullo gnosticismo cristiano protomedievale e ovviamente sullo gnosticismo giudaico

  1. La Gemara’ di Babilonia era tronfia di passi anticristiani e in particolare escludeva i ” goym”( non giudei) dal diritto alla carità e alla giustizia.( Talmud, Trattato Aboda_ Zora,fol.13 verso, fol.20 recto; Trattato Baba_ Kamma,fol.29 verso);nella edizione del Talmud​ curata dal Proben nel1581, i censori Marcus Marinus,Italus Brixiensis,Petrus Cavallerius avevano soppresso i passaggi anticristiani che però furono ristabiliti dai giudei in un’ edizione di Cracovia; in verità, il sinodo giudaico convocato in Polonia nel 1631 aveva deciso di sopprimere nuovamente i versi per evitare polemiche con i cattolici. Le edizioni successive del Talmud dunque avrebbero lasciato uno spazio bianco e un cerchio al posto dei versi anticristiani, ma la predicazione anticristiana comunque proseguì oralmente

8) cfr.J. Meinvielle, influsso dello gnosticismo ebraico in ambiente cristiano ( titolo originale: Dalla Cabala al progressismo, Roma,1988, p.14). Naturalmente, non tutta la filosofia medievale è basata sul retto magistero; ad esempio, la Cabala giudea pervertita ha influito profondamente sulla fumosa teofania emanazionista di Scoto Eriugena; la compiuta fondazione della Cabala medievale deve comunque essere​ ascritta a Raimondo Lullo (1232-1316), a ragione definito maestro spirituale di Giordano Bruno.

(9) Una classificazione sistematica  delle eresie del protocristianesimo viene fornita dal vescovo Ippolito di Roma nella sua opera Philosophumena ou refutation de toutes les heresies, Archè, Milano, 1988

(10) Cfr.J.Meinvielle, Influsso dello gnosticismo ebraico,cit.p.201

(11) Cfr. Curzio Nitoglia, L’ esoterismo, cit., p.106

(12) Sulla negatività del limite nella concezione gnostica cfr. E.Samek Ludovici, Metamorfosi della gnosi,Ares,Mi,p.106

  1. cfr Augusto del Noce, Il problema dell’ ateismo, il Mulino, Bologna,1964,p.24

É celebre il passo del Bruno nello ” Spaccio della bestia trionfante”, secondo cui la caduta era necessaria ed è stata salutare perché la moralità dell’ uomo non è innocenza,ma conoscenza del bene e del male.Parimenti noti i testi di Spinoza: il peccato originale è semplicemente soppresso…la negazione del” peccato originale” trascina con se quella della ” penitenza”. Infatti, nel cosmo ridotto a ordine integralmente geometrico, la ” salvezza” si attinge gnosticamente tramite​ la speculazione, non già tramite la Grazia soprannaturale e il male morale viene ridotto a un’ errore di natura teoretica.Quanto alla concezione del Bruno ( di cui il panteismo spinoziano raccoglie l’ eredità) non solo è sfociata nell’ ateismo libertino, ma ha esercitato altresì decisivo influsso sull’ irreligione del 600′ e 700′

(14) Cfr. Curzio Nitoglia, L’esoterismo cit.,p.103

(15) Cfr.Massimo Borghesi, Augusto del Noce.La legittimazione critica del moderno, Marietti, Milano, Genova, 2011, pp.138-140