Volentieri offriamo ai lettori questo estratto del capolavoro La crisi del pensiero moderno e le basi della fede di Mons. G. Ballerini:


Ecco quanto scriveva nel Corriere della Sera del 17 settembre 1907 lo stesso prof. Andrea Torre: «L’Enciclica contro i modernisti non dovrebbe meravigliare alcuno. La meraviglia sarebbe invece stata grande se la Chiesa non avesse condannate dottrine che sono, in fondo, la negazione dell’essenza del cattolicismo, mentre pretendono di essere, il che è più grave e pericoloso alla Chiesa, un cattolicismo più vero e ragionevole del cattolicismo storico… Il modernismo, infatti, preso nel suo fondamento e nel suo processo logico, non è un rinnovamento del cattolicismo, ma, al contrario, una trasformazione religiosa, che riesce alla negazione del cattolicismo. In realtà, se le sue dottrine fossero ammesse dalla Chiesa, del cattolicismo non rimarrebbe che il nome. Giudicate infatti: se i dogmi debbono essere ridotti nel loro contenuto ad una somma di termini soggettivamente razionali, e se devono essere spiegati nella lor vita mediante ragioni empiricamente storiche, che cosa rimane della loro verità assoluta, derivante dalla rivelazione? E che cosa diventa la rivelazione stessa, se non un mero fenomeno di psicologia individuale? E che cosa rimane della verità ed autorità del cattolicismo come sintesi religiosa, obiettiva, e della Chiesa come organo vivente di questa sintesi? Nulla».

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