L’anello di San Cataldo è un dolce dedicato a San Cataldo di Rachau, santo irlandese che si festeggia il 10 maggio a Taranto, dove si trova la sua tomba. San Cataldo nacque a Munster, in Irlanda, nel VII secolo da genitori cristiani che gli trasmisero la loro fede. Sulla scia dell’insegnamento ricevuto, alla morte dei genitori decise di donare la sua eredità ai poveri. Si ritirò, quindi, nel monastero di Lismore dove studiò e in cui rimase come maestro negli anni successivi. Durante la sua vita gli furono attribuiti diversi miracoli, che lo portarono ad essere venerato ma anche ad essere visto con sospetto, tanto da essere accusato di stregoneria. Queste accuse svanirono grazie all’intercessione di due angeli, che apparvero in sogno al re che lo aveva imprigionato. Così, fu liberato e venne eletto vescovo della città di Rachau. Dopo qualche anno, viaggiò verso la Terra Santa. Secondo la leggenda, San Cataldo avrebbe voluto dedicarsi ad una vita solitaria ma, in seguito ad un’apparizione, capì che la sua missione era quella di recarsi a Taranto per convertirne gli abitanti. Durante il viaggio, la sua nave fu colta da una tempesta che il Santo riuscì a placare gettando in mare il suo anello pastorale. Nel punto in cui gettò l’anello, si formò un vortice di acque dolci e fresche. Questo punto nel Mar Grande di Taranto ancora oggi viene chiamato Anello o Citro di San Cataldo. Alla fine, San Cataldo riuscì ad arrivare a Taranto e cominciò a predicare riportando la fede cattolica nella città. Venne nominato vescovo anche qui e continuò a compiere molti miracoli, che si verificarono anche dopo la sua morte. Taranto festeggia il suo patrono il 10 maggio perché in questo giorno fu ritrovato il suo corpo, diversi secoli dopo la sua morte, sotto i resti della chiesa, distrutta dai saraceni, in cui era stato sepolto.

Il dolce che vi propongo oggi è legato al miracolo avvenuto nelle acque della città quando il Santo arrivò a Taranto. A differenza delle ricette che faccio di solito, l’anello di San Cataldo è un dolce recente, dato che è stato inventato nel maggio 2007 nel Panificio Doro di Taranto. In seguito, sono nate altre versioni in altri panifici della città, come quella del panificio Magna Grecia. Il pasticciere Giovanni Doro pensò di preparare un dolce a forma di ciambella per ricordare l’anello del Santo: abbinò la pasta frolla dolce alla pasta sfoglia salata per ricordare l’incontro delle acque dolci con le acque salate che avviene nei citri e farcì il suo dolce con marmellata di limoni simbolo di Palermo, città in cui è riposto il pastorale di avorio del Santo; poi aggiunse le noci, tipico frutto irlandese, e decorò il dolce con mandorle caramellate, per ricordare il tipico croccante pugliese. La versione dell’anello di San Cataldo che ho fatto io è simile a quella preparata dal panificio Magna Grecia, che prevede un ripieno a base di crema aromatizzata al limoncello, noci e amarene. Ho tratto la ricetta dal blog fotocibiamo.com, che usa la crema pasticcera al limone e omette le noci.

DOSI: 6 persone

DIFFICOLTA’: Media

PREPARAZIONE: 40 minuti

RIPOSO: 1 h

COTTURA: 55 minuti

COSTO: Medio

INGREDIENTI:

Per le basi:

  • 100 g di mandorle sgusciate
  • 120 g di zucchero
  • 150 g di farina 00
  • 170 g di burro
  • 1 uovo piccolo
  • 4 g di lievito per dolci
  • 1 rotolo di pasta sfoglia

Per il ripieno:

  • 250 ml di latte fresco intero
  • 60 g di zucchero
  • 24 g di amido di mais (maizena)
  • 2 tuorli
  • Scorza di ½ limone
  • Amarene sciroppate q.b. (10 circa)

Per decorare:

  • 1 cucchiaio di latte
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • Mandorle a lamelle q.b.

PREPARAZIONE:

Per preparare l’anello di San Cataldo, per prima cosa preparate la pasta frolla. In un mixer frullate le mandorle con lo zucchero fino a ridurle in farina. Poi mettetele in una ciotola ed unitele alla farina e al lievito setacciato e mescolate. Ora unite il burro freddo a pezzetti e lavorate velocemente con i polpastrelli fino a formare delle briciole. Quindi, aggiungete l’uovo e continuate ad impastare fino ad ottenere un panetto liscio. Se la pasta dovesse risultare troppo molle, aggiungete altra farina. Poi coprite il panetto con la pellicola trasparente e mettetelo in frigorifero per almeno mezz’ora.

Nel frattempo, preparate la crema. Fate scaldare il latte con la buccia di limone in una pentola fino a sfiorare il bollore. Intanto, in una ciotola mescolate con una frusta a mano i tuorli con lo zucchero e l’amido setacciato fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Poi unite il latte caldo senza la buccia e mescolate, sempre con la frusta. Quindi, rimettete il composto sul fuoco dolce e mescolate continuamente, fino a quando la crema si sarà addensata. Poi toglietela dal fuoco e trasferitela in una pirofila coprendola con della pellicola trasparente a contatto e fatela intiepidire a temperatura ambiente, dopodiché mettetela in frigorifero.

Intanto, riprendete la frolla e foderate uno stampo a ciambella da circa 24 cm di diametro imburrato ed infarinato, stendendola non troppo sottile. Poi versatevi la crema ormai fredda livellandola con un cucchiaio. Ora distribuite le amarene sulla superficie della crema. A questo punto, rivestite con la pasta sfoglia adagiandola sullo stampo e passandovi sopra un mattarello per far aderire la pasta e staccate la sfoglia in eccesso. Quindi, sigillate bene i bordi facendoli aderire alla pasta frolla sottostante. Poi bucherellate la superficie della sfoglia con una forchetta. Ora mescolate in un bicchiere il latte e lo zucchero e spennellate con il composto la superficie del dolce, dopodiché distribuitevi le mandorle a lamelle.

Infine, fate cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per circa 45 minuti, fino a quando diventerà dorato.

Fate raffreddare completamente il dolce prima di toglierlo dallo stampo.

Vi consiglio si servire l’anello di San Cataldo freddo di frigorifero.

Alla prossima ricetta,