Sintesi della 651° conferenza di formazione militante a cura della Comunità Antagonista Padana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in Milano, non tenuta in seguito alla chiusura dell’Ateneo a causa dell’epidemia di Coronavirus, preparata nella festa di San Luigi Gonxaga e postata durante l’Ottava di San Giovanni Battista. Con questa conferenza Radio Spada non intende in alcun modo prender parte alle attuali polemiche politico-medico-sanitarie, lasciando all’autore le sue pur legittime riflessioni filosofico-sociali. Relatore: Silvio Andreucci (testo raccolto a cura di Piergiorgio Seveso).

Nell’ anno 2021, il primo post covid, l’osservatorio desolante è tra i migliori per analizzare la determinazione di una nuova società antiumana, infraumana e massimamente anticristiana; al definirsi di questa società concorrono numerose componenti ben analizzate da due intellettuali non ascrivibili alla galassia del conformismo nostrano, Paolo Gulisano e Gianluca Marletta nella loro recente opera edita per Historica, ” Dall’eugenetica alla Pandemia”.

Un criterio di “politically correct” che informa il mainstream, intollerante verso il minimo sindacale che si abbia il diritto di chiedere in una democrazia, cioè il carattere policentrico dell’ informazione e quindi l’accettazione di opinioni non allineate, ha praticamente sdoganato una neolingua e neogrammatica orwelliana,i n cui viene propagandato come progressivo ciò che è dissolutivo, benefico per la società ciò che è amorale e dozzinale, onesto ciò che in realtà è eticamente corrotto.

Del resto, Gianluca Marletta ha delineato molto bene, in una recente presentazione dell’ opera scritta a quattro mani con Gulisano nel corso di un servizio del Vaso di Pandora (trasmissione coordinata da Paolo Savegnago) il carattere aberrante dell’ infraumana civiltà prossima a venire.

Ora una breve presentazione dei due autori.

Gianluca Marletta è professore di lettere, nonché fenomenologo di quella Società Globale futura prossima destinata a delinearsi nel XXI secolo; in cui poteri occulti transnazionali e antinazionali giungono da dietro le quinte a manovrare financo la psiche individuale. In merito a questo argomento sono meritevoli di menzione le seguenti opere: ” Governo Globale”(2013), “La fabbrica della Manipolazione (2014) e ” Unisex”(2015), tutte e tre edite per Arianna. Il professore romano è anche cultore di storia delle religioni. In la “Guerra del Tempio.Escatologia e storia del conflitto mediorientale”(2019) edita per i tipi della Irfan, viene illustrato il disegno imperialista del sionismo mirato all edificazione di un ” Grande Israele”, esteso dal Nilo all’ Eufrate.

La ricostruzione del Tempio di Gerusalemme (appoggiata in Israele tanto dai sionisti, quanto​ dai partiti ultraortodossi che si situano alla Destra del Likud e negli USA dagli ambienti politici neoconservatori, nonché da fanatici Battisti evangelici filoisraeliani) è condizione per la nuova parousia di “Gesù Cristo” come Messia terrestre.

Infine,”Apocalissi: la fine dei tempi delle religioni” ( 2008) edita per Sugarco presenta motivi non dissimili da quelli dei “Fanatici dell’ Apocalisse” di Maurizio Blondet:la determinazione di una Religione globale-sincretica futura prossima, in cui il disegno massonico del ” solve et coagula” dissolverà le religioni positive rivelate, con la complicità di un clero modernista letargico e buonista. Oggetto di culto, nell’orizzonte di una morale sincretica circoscritta a “doveri universali” verso l’ umanità, non sarà più Cristo Re, ma questa neo-Divinità globale. Si tratta di motivi che rivestono​ centralità anche nell’ opera “Dall’ eugenetica​ alla Pandemia”.

Paolo Gulisano ( Lecco, 1959) è di professione epidemiologo e attualmente docente di Storia della Medicina presso l’Università statale della Bicocca di Milano; i suoi interessi ,tuttavia, non sono circoscritti all’ ambito della medicina e dell’ epidemiologia, ma spaziano dalla bioetica alla storia medievale.Si è inoltre soffermato sullo studio del cattolicesimo Irlandese e scozzese(1), nonché di alcune figure storicaomente paradigmatiche del cattolicesimo, segnatamente Tolkien e Chesterton ( è uno dei responsabili dell’ Associazione Chestertoniana, nonché divulgatore delle dottrine di K.Chesterton).

Per quanto​ concerne la tematica che ora ci interessa da vicino, menziono almeno l’ opera in due volumi ” Pandemie” edita per i tipi dell’ Ancora. È d’ uopo altresì menzionare e apprezzare l’ impegno profuso dal Gulisano, tramite articoli su diverse riviste cattoliche, il suo blog personale e il contributo presso l’ emittente​ cattolica Radio Mater alla denuncia dell’ accanimento terapeutico, della tecnocrazia scientista, che applicati in campo medico, portano inevitabilmente a calpestare la dignità e sacralità della vita umana.

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Numerosi tasselli nell’opera scritta a quattro  mani dal Gulisano e dal Marletta concorrono a definire il mosaico di quella che definirei non un’ alba, ma piuttosto il pavor nocturnus di una “nuova era”; turboliberismo in versione digitale, movidiotismo e covidiotismo che rinviano  al turboliberismo stesso declinato rispettivamente sotto forma di edonismo di massa e di solipsismo narcisistico (a seconda delle fasce cromatiche regionali), tramonto delle identità nazional- popolari ( di cui è paradigmatica la questione del Recovery fund), salutismo ed ecologismo spinti al parossismo, accanimento terapeutico,t amponale e vaccinale, concezione tecnocratica dell’ esistenza (basta pensare alle aberranti tecniche eugenetiche ed eutanasiche)…. Ancora: il tramonto del Trascendente, la crisi delle religioni rivelate, un buonismo della Chiesa cattolica attuale malcelato dal sorriso “bonario” e rassicurante” di molti ecclesiastici “al passo con i tempi”.

Ingrediente di quella che Marletta è Gulisano definiscono “Nuova Religione”è l’ immigrazionismo, dietro cui si nascondono gli sporchi profitti delle OMS; “migrante” è un termine caro e ormai molto diffuso nella neo-lingua : si tratta della condizione inevitabile di gran parte dell’ umanità​ nella ” Nuova Era”, sradicamento dalle proprie radici e tradizioni, deficienza di punti stabili di riferimento a livello lavorativo e di esistenziale ( questo status di precario interessa in maniera evidente i giovani, ma non soltanto loro).

Ciascuno di questi aspetti meriterebbe una considerazione a parte, nondimeno ovvie ragioni di sintesi non​ consentono un approfondimento.

La ” Nuova Religione” configura tratti che propriamente si dovrebbero definire non tanto ” spirituali”, quanto piuttosto ” spiritici”; Infatti ,la spiritualità e la vita mistica non possono non implicare un’apertura​ alla Trascendenza che nella Nuova​ Religione futura prossima sarà soppressa (certo, essa è permeata da esperienze pseudospiritualistiche del New age, su cui ha soffermato l’attenzione il discusso Massimo Introvigne (2) che affondano le radici nella teosofia dell’ 800′).

Eppure a tutti gli effetti sembra trattarsi di un nuovo culto  a tutti gli effetti con coloriture neopagane in cui primeggiano Gaia e la dea Salute.

“Salutismo” e “culto della Terra” ( di Gaia) vanno tuttavia intesi correttamente. 

Con il fenomeno del “salutismo”, che ha preso piede a seguito dell’ emergenza sanitaria, si deve forse​ intendere semplicemente l’ attenzione scrupolosa a mantenere in forma il proprio corpo e l’ attendersi che i propri cari facciano altrettanto? Se fosse così, come potremmo non condividerlo?

Per ” salutismo” si intende purtroppo altro, la solipsistica salvaguardia della nuda sopravvivenza, con rinunzia al consorzio umano; l’oblio colpevole che la nozione di salute, come ci ha insegnato​ Platone, non investe solo la sfera corporale, ma altresì quella interiore della ” psyche”. A tal guisa, non basta il vigore corporeo, occorre che il benessere​ permei altresì la sfera interiore, emotiva e spirituale per potersi considerare in stato di buona salute.

È d’ uopo non passare sotto silenzio il fatto che il timore ossessivo della morte, che​ è “radice” di tutte le altre paure, è indice dell’ oblio della Trascendenza e della mancanza di Fede nella Salvezza Eterna.

In relazione a questo, non si può sottacere il fatto che​ l’ atteggiamento del clero è stato manchevole, troppo manchevole…nella misura in cui, salvo rare lodevoli eccezioni, (3) ha preposto nel proprio​ magistero la salvezza del corpo alla preoccupazione per la Salvezza Eterna.

Pure si tratta​ di una ” crisi spirituale”, con il sopravvento del Salutismo, che non ha investito soltanto il cristianesimo (4), ma più in generale le “religioni di origine abramitica” (basti pensare che la monarchia sunnita wahabbita Saudita ha proibito con il dilagare della “pandemia” i pellegrinaggi a La Mecca!)

In relazione,al neo-naturalismo​ fanatico che si esprime nel ” culto di Gaia” possiamo ravvisare due direttrici, a quanto mi risulta, inedite nel corso​ della storia della filosofia

Si verifica per la prima volta la congiunzione tra due orientamenti storicamente divergenti e antitetici, il ” naturalismo/ ecologismo” e lo scientismo.

La “Nuova Religione” fondata sul culto di Gaia culmina in uno gnosticismo compiuto, che di fatto ha troncato ogni legame con il cristianesimo, non conserva neppure in forma velata vestigia alcuna del cristianesimo.

Quanto al primo punto, si pensi al fondo di antitesi natura/ scienza che caratterizzava la lezione roussoviana: con il progredire e il raffinarsi delle scienze,si moltiplicano i vizi, si attua la dissipazione della comunione uomo/ natura, l’allontanamento dal paradigma del ” buon selvaggio”.

O si pensi altresì alla critica del modulo pantecnocratico mossa da Heidegger. De hoc satis.

Non è qui luogo di ripercorrere in maniera approfondita il tema lungo la storia della filosofia,per quanto rivestta un indubbio fascino.

Il “culto di Gaia” (chi non ricorda gli​ anatemi di Greta Thunberg​ nel settembre 2019 ?)  invece consuma il proprio sodalizio con lo scientismo tecnocratico; le dichiarazioni di spropositato amore per l’ambiente ( che colpevolizzano peraltro a dismisura il comportamento” irresponsabile” dell’ umanità, minimizzando il ruolo svolto da fattori geologici e climatici che concorrono periodicamente nella storia al mutamento​ ambientale) coesistono con​ le espressioni del più crasso scientismo.

Esso si alimenta delle malthusiane politiche per la denatalita’, porta a compimento la fase deteriore della Sovversione Satanica, ovvero la “Rivoluzione sessuale”, propaganda tecniche eugenetiche ed eutanasiche, pronuncia il misconoscimento di una linea di confine fra i sessi ( aberrante è lo scardinamento dei basillari principi della bioetica, che avviene​ con la propaganda gender e LGBT).

Questa ” Nuova Religione” rivendica il culto di Gaia e sostiene aberranti infrazioni contro la legge divina e naturale al fine dell’ escatologico conseguimento dell’ autentica comunione​ tra uomo e natura(sic!).

Si alimenta di una contradditio​ ad adjectum irresolubile: come potrebbe esserci ancora natura,una volta infranta la legge naturale? (5).

In merito al secondo punto, il culto di Gaia è gnostico, al contempo oltrepassa definitivamente il cristianesimo a differenza delle precedenti forme di gnosticismo che si sono succedute nella storia della filosofia: ad esempio lo gnosticismo dei primi secoli del cristianesimo,con successo confutato da Sant’Agostino, era un’ eresia del cristianesimo e lo gnosticismo che permeava l’idealismo ottocentesco conserva tracce di un sia pur immanetizzato cristianesimo).

Questa ” Nuova Religione” ha apertamente un volto post-cristiano e anticristiano.

Un’impostazione in cui domina una Natura rancorosa, tremenda, vendicatrice…. rispetto a cui l’ uomo non è che un corpuscolo infimo, in una posizione del tutto periferica.

Impostazione distante anni luce  da quella aristotelica che configurava l’ universo​ come un equilibrio di forme eterne rispetto a cui il saggio esercitava la virtù dianoetica della contemplazione; impostazione molto differente altresì da quella cartesiana che aveva sostituito al modulo della ” contemplazione” quello dell’ ” ingegnere” o ” homo faber” che non contempla in maniera disinteressata la natura, ma la trasforma in funzione dei suoi bisogni

Posizione pur sempre cristianeggiante quella di Cartesio, che collocava l’uomo al centro dell’universo e al di sopra della natura(6).

Invece, secondo il ” culto di Gaia” che va definendosi, l’ uomo è nella disposizione di un costante terrore e ontologico senso di colpa rispetto alla Natura.Le pandemie e le catastrofi naturali che si sono verificate nel corso della storia non sarebbero che una Punizione di Gaia per l’ irresponsabile condotta umana nei confronti dell’ ambiente.” Dio perdona sempre, gli uomini perdonano qualche volta, la natura non perdona mai”. Così parlò Bergoglio.

È allarmante il fatto che questo neopaganesimo inedito abbia fatto breccia nelle valutazioni dell’ attuale magistero ecclesiastico e che il culto della dea Natura abbia varcato le porte della sede di San Pietro

Ha senso parlare di ” peccato” in questa “Nuova Religione” fondata sul culto di Gaia? La risposta è assolutamente positiva ed è d’ uopo aggiungere​ che il concetto biblico del Peccato originale assume valenza ontologica. Ma in che cosa consisterà allora il Peccato originale, una volta che la Nuova Religione si sia emancipata dal Cristianesimo e da ogni Trascendenza? Precisamente consisterà nel fatto stesso dell’ esistenza dell’ uomo, dunque ontologicamente peccatore in quanto esistente. Dal momento che l’ essere umano nasce, è in una disposizione di potenziale infrazione e ingiuria nei confronti della natura. Lo sanno bene​ i potenti della Terra che lamentano un’eccessiva presenza demografica sul pianeta Terra (7) e promuovono costantemente nei loro vertici occulti politiche malthusiane finalizzate al decremento demigrafico.

La “Nuova Religione” di cui trattano Gianluca Marletta e Paolo Gulisano non assume dunque tanto i tratti definitori del ” superomismo ” di F.W. Nietzsche, quanto di un ” infraumanesimo”, di un annichilimento dell’ uomo nella sua dignità; la profezia di una nuova ” morte dell’ uomo” che fa seguito a quella pronunciata due secoli orsono dal Zarathustra seguirà la creazione di nuove tavole di disvalori che in parte ho trattato in maniera approfondita (ecologismo fanatico​, spirito pantecnocratico di matrice malthusiana, neolingua del maenstream che sovverte i valori) ad altri​ ho semplicemente accennato ( immigrazionismo, spirito apolide). 

E indubbiamente la pandemia di Covid ha portato all’ accelerazione di due processi disumanizzanti: da una parte il già ampiamente trattato definirsi del “culto di Gaia”( tutt’ altra cosa dall’ amore per la natura è rispetto​ per l’ ambiente) rispetto a cui la neolingua parla  di ” Salvaguardia​ del pianeta” con palese falsificazione del linguaggio; in realtà si tratta di una esagerata colpevolizzazione dell’ uomo​, subordinato alla Terra e indotto a costante senso di colpa verso essa.

Dall’ altra, l’ interazione-integrazione uomo/ macchina: digitalizzazione integrale dell’ esistenza, realizzazione di una Rete virtuale… l’ ebbrezza di essere in comunione con il mondo intero, in realtà l’ individuo è isolato, recisi i rapporti umani; anche in questo caso, la neolingua parla di realizzazione​ di una Comunità, in realtà essa è puramente virtuale, di fatto si realizza l’ atomismo sociale e l’ isolamento.

Il neo ambientalismo si amalgama con il pan-tecnicismo (“la rivoluzione​ digitale totale”) nella misura in cui entrambe le direttrici vengono spinte agli estremi.

Fin dal momento in cui ho intrapreso questa recensione sono stato tormentato da un’ aporia che solo ora tematizzo esplicitamente

In che​ misura ha senso definire la temperie in corso “Nuova Religione”? Una qualsivoglia religione non presuppone forse una disposizione di spiritualità che oggigiorno appare completamente tramontata? 

Per paradossale che possa sembrare, la temperie in atto ha tutti i tratti di un ” nuovo culto”; perché le masse sono indotte dai circuiti mediatici ,in larga maggioranza, a interiorizzarla, a non problematizzarla, ad abituarsi ad essa, a non avanzare dubbi in merito alla sua liceità morale.

Sed portae inferi non praevalebunt

(1) Sulla storia d’ Irlanda, è giusto almeno menzionare” Per l’ onore dell’ Irlanda: l’ insurrezione irlandese del 1916″(2016), sulla Scozia ” Il cardo e la Croce” (Il Cerchio 1998) dedicata all’ epopea nazionale scozzese sino all’ emancipazione dall’ Inghilterra conseguita nel 1300.A Tolkien Paolo Gulisano ha dedicato ” Il mito e la Grazia”(Ancora 2001) e al giornalista e scrittore cattolico Chesterton ha dedicato ” La sostanza della Fede (Ares 2017)

(2) Per quanto riguarda i noti studi approfonditi del dott.Massimo Introvigne sul fenomeno delle sette e dello spiritismo contemporaneo, rimando almeno alla sua opera” La sfida magica”, Ancora, Milano,1995

(3) Come dimenticare padre Lino Viola, parroco di una parrocchia del cremasco, che da autentico uomo di fede difese l’ aprile 2020 il diritto di celebrare la Messa di fronte all’ irruzione di alcuni carabinieri in chiesa?

(4) Basti pensare che,fino al concilio Vaticano II, il magistero ecclesiastico ha sempre condannato le rivoluzioni, successivamente la Chiesa cattolica ha dimissionato dallo spirito controrivoluzionario giustificando, se non in alcuni casi assolvendo, le grandi rivoluzioni storiche, la francese e la bolscevica.

(5) La rivoluzione” transumana” ha partorito, sotto l’ influsso di Satana, il mostro di un’ entità indeterminata,cui non sarebbe possibile attribuire la definizione né di uomo​, né di donna, né di fratello, né di sorella, né di papà, né di mamma. A tal guisa, vengono gabellati dal paradigma mondialista per sacrosanti ” diritti civili” quelli che in realtà sono capricci legati alla sfera consumista individuale, che naturalmente hanno una natura differente dai ” bisogni naturali”; questi ultimi sono definiti, invece i “capricci” tendono a moltiplicarsi all’ infinito, erodendo quindi il bene della Comunità

(6) Sul trapasso dalla cosmologia aristotelica fondata sul modulo dell’ “artista” alla fisica cartesiana fondata sul modulo dell’ “ingegnere” o” homo faber” rimando alla bella opera del Laberthonniere, “La physique d’ Aristote et la physique de Descartes, cit da Augusto del Noce in ” Il problema dell’ateismo”, il Mulino, Bologna,1994

(7) Basti pensare agli anatemi costanti dei plutocrati filantropi, fra cui Gates, Jeff Besos, George Soros contro l’ “eccessiva presenza demografica”