Nota di Radio Spada: continua questa rubrica tenuta da un cattolico integrale veneto e dedicata a temi di dottrina ed attualità, affrontati con piglio fortemente polemico. Avrà cadenza (quando possibile) periodica e verrà pubblicata durante il fine settimana oppure in finte festività come quella di oggi . Buona lettura!

Piergiorgio Seveso Presidente SQE di Radio Spada

Non amo molto il Belgio, soprattutto per averci vissuto quasi due anni. Pur apprezzando l’incredibile varietà di eccellenti birre che il paese offre, non rimpiango assolutamente le settimane intere di pioggia e cielo grigio, la presenza massiccia e insopportabile di allogeni non europei e delle cosiddette “istituzioni europee”. Se a ciò aggiungiamo un passato e forse anche un presente di sette sataniche e diabolici giri di pedofilia ne nasce un intruglio che al sottoscritto sta proprio sullo stomaco.

In questo bel posto sta avendo luogo da quasi due settimane una storia “da film”, se non fosse che è la realtà. Un istruttore militare di nome Jurgen Conings, con anni di esperienza in missioni estere, esperto di mimetismo e tiro di precisione, già segnalato come simpatizzante di una non precisata “estrema destra” (ça va sans dire), in data 17 maggio lascia tre lettere, di cui una per la fidanzata, nelle quali attacca il governo, le violazioni della libertà sempre più intollerabili sotto il pretesto dell’inesistente pandemia e le insulsaggini dei virologi, che in Belgio come ormai dappertutto, fanno il buono e il cattivo tempo. Dichiara anche di scegliere la via della resistenza.

Il 18 maggio, il nostro amico (fin dall’inizio l’ho considerato tale) si da alla macchia armato fino ai denti, con fucile mitragliatore, pistola e quattro lanciarazzi in macchina. Dopo aver lasciato le sue medaglie sulle tombe dei due genitori, viene apparentemente avvistato nei pressi della casa del virologo Marc van Ranst il “Fauci” della situazione, immediatamente messo sotto protezione dalla polizia. Successivamente Conings, abbandonata l’auto nei pressi del parco nazionale Hoge Kempen, nella regione del Limburgo non lontano da Paesi Bassi e Germania, sparisce dalla circolazione.

L’auto viene ritrovata poco dopo con all’interno i lanciarazzi ed apparentemente alcune cariche di esplosivo innescate.

In breve si scatena la caccia all’uomo di esercito e polizia nel parco e nelle zone limitrofe mentre le moschee e le scuole circostanti vengono chiuse. All’operazione si aggiungono anche reparti di forze speciali olandesi e tedesche ma di Jurgen Conings ad oggi non si trova alcuna traccia. Nel frattempo nasce pure su facebook un gruppo di sostegno a quello che alcuni definiscono ormai il Robin Hood del Belgio, soppresso prontamente dalla piovra Big Tech dopo avere raggiunto 45.800 simpatizzanti.

Che dire di tutta questa vicenda? A parte la mia evidente simpatia per il signor Conings, ci possiamo porre qualche domanda. Perché un resistente all’attuale dittatura mondialista/massonico/sanitaria che prepara la creazione del regno dell’anticristo come dice Monsignor Viganò non dovrebbe semplicemente sparire, senza lasciare tracce e senza dire nulla a nessuno, armato quanto vuole ma silente e in attesa che la situazione si evolva? Secondo alcuni le lettere e gli atti di Jurgen Conings potrebbero nascondere un’operazione psicologica destinata a dipingere chi si oppone all’attuale stato di cose come un pericoloso estremista, di “estrema destra”, “razzista” e via con i clichés dell’ideologia “woke” che ammorba ormai ogni aspetto della nostra vita quotidiana.

A mio avviso invece Jurgen Conings ha voluto rendere tutto pubblico, ha voluto dare enfasi ad ogni suo atto per agire sull’immaginario di molte persone, per essere di esempio e forse per farci riflettere sul fatto che, in caso di obblighi vaccinali, lockdown perpetui, mascherine/museruole, coprifuoco e campi di detenzione per non vaccinati e dissidenti c’è davvero poco altro da fare.

Fonte immagine: Pixabay (free use)