San Pietro, colui che Gesù Cristo scelse per suo Vicario, e san Paolo, il Dottore delle Genti, sono il vertice dell’Apostolato. Nel primo si onora il Papato, nel secondo la espressione massima dell’Episcopato. Grandi sono le prerogative di questi Principi, grande il loro onore, grande il loro potere d’intercessione.
A tal proposito insegna Pio XII: «San Leone Magno (come altri Padri della Chiesa) arriva a chiamare i due santi Apostoli, con immagine stupenda, gli occhi del corpo mistico, di cui capo è Cristo (Serm. LXXXII, cap. 7 – Migne, P. L., t. 54, col. 427). Occhi fulgidi e splendidi, occhi paterni e misericordiosi, occhi benigni e vigili, occhi che seguono il nostro cammino spirituale, occhi che si rivolgono in basso per incoraggiare e animare, in alto per intercedere e implorare grazia a chi è ancora affaticato dalla procella pericolosa e dura della vita».
Offriamo dunque ai Lettori una serie di preghiere con cui onorare questi gloriosissimi Apostoli.

Invocazione ai SS. Pietro e Paolo

Protege, Domine, populum tuum; et Apostolorum tuorum Petri et Pauli patrocinio confidentem, perpetua defensione conserva. Per Christum Dominum nostrum. Amen (ex Missali Rom.).

Proteggi, o Signore, il tuo popolo e conservalo con una perenne difesa, poiché confida nelle protezione dei tuoi Apostoli Pietro e Paolo. Per Cristo Signor nostro. Così sia.

Indulgenza di 300 giorni.

Indulgenza plenaria, alle solite condizioni, se recitata per un mese. (S. Paen. Ap., 22 nov. 1934).

Preghiera ai SS. Pietro e Paolo

O santi Apostoli Pietro e Paolo, io vi eleggo oggi e per sempre a speciali miei protettori ed avvocati: voi, san Pietro Principe degli Apostoli, perché siete quella pietra su cui Iddio edificò la sua Chiesa; voi, san Paolo, perché foste prescelto da Dio per Vaso di elezione e Predicatore della verità nell’universo mondo. Impetratemi, vi prego, viva fede, speranza ferma e carità ardente; un totale distacco da me stesso, disprezzo del mondo, pazienza nelle avversità, umiltà nelle prosperità, attenzione nell’orazione, purità di cuore, retta intenzione nell’operare, diligenza nell’adempiere gli obblighi del mio stato, costanza nei proponimenti, rassegnazione al volere di Dio e perseveranza nella divina grazia fino alla morte: acciocché, mediante la vostra intercessione ed i gloriosi vostri meriti, superate le tentazioni del mondo, del demonio e della carne, sia fatto degno di comparire dinanzi al supremo ed eterno Pastore delle anime Gesù Cristo, il quale col Padre e con lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli, per goderlo ed amarlo eternamente. Così sia.
Pater, Ave, Gloria.

V. Constitues eos principes super omnem terram;
R. Memores erunt nominis tui, Domine.

Oremus.
Deus, cuius dextera beatum Petrum ambulantem in fluctibus ne mergeretur erexit, et coapostolum eius Paulum tertio naufragantem de profúndo pelagi liberavit, exaudi nos propitius et concede; ut amborum meritis, aeternitatis gloriam consequamur: Qui vivis et regnas in saecula saeculorum. Amen.

Indulgenza di 500 giorni.
Indulgenza plenaria, alle solite condizioni, se recitata per un mese
. (S. C. Indulg., 18 iun. 1876; S. Paen. Ap., 21 iul. 1931
et 16 maii 1933).

Il testo può essere usato come novena.
Santa Madre Chiesa ha applicato alla novena le seguenti indulgenze (Enchiridion Indulgentiarum, Romae, 1952, 481)
Ai fedeli che devotamente interverranno al pio esercizio della novena pubblicamente celebrato prima della festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo in loro onore, si concede:
– Indulgenza di 5 anni in qualsivoglia giorno;
– Indulgenza plenaria, con l’aggiunta della confessione sacramentale, della sacra comunione e dell’orazione secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, se avranno assistito alla novena almeno cinque giorni.
A coloro invero che, nello stesso tempo, effonderanno preghiere in onore dei Santi Apostoli Pietro e Paolo in maniera privata, col proposito di offrire questo stesso ossequio di devozione per nove giorni continui, si concede:
– Indulgenza di 3 anni una volta in qualsivoglia giorno;
– Indulgenza plenaria, alle solite condizioni, alla fine del pio esercizio. Ma questa indulgenza, dove il pio esercizio viene celebrato pubblicamente, può essere lucrata solamente da chi siano impediti a parteciparvi da un legittimo impedimento (S. Paen. Ap., 12 iun. 1932).

fonte immagine scuolaecclesiamater.org