Il baba ganush, conosciuto anche come “baba ghannouj”, “moutabal” o “caviale di melanzane”, è una salsa densa che si prepara con la polpa delle melanzane cotte a lungo nel forno, a cui vengono aggiunte spezie, erbe e altri ingredienti a seconda della zona.

E’ un piatto originario del Medio Oriente e diffuso anche nel Nord Africa, in diverse varianti. La tradizione culinaria di questi paesi prevede un largo uso di melanzane, in particolare ridotte in purea.

Il baba ganush si mangia come antipasto insieme con crostini di pane e, di solito, viene fatto con la tahina, una crema di semi di sesamo (che io ho omesso, perché nella ricetta dalla quale sono partita, quella di www.gamberorosso.it, non era prevista), a cui si uniscono olio di oliva, foglie di menta o prezzemolo, aglio e sale. Si utilizza anche per accompagnare i falafel, le tipiche polpette di legumi dal gusto speziato, o spalmato su pane naan o pita, in abbinamento all’hummus.

Adesso vi spiego perché ho deciso di fare questa ricetta. Lo scorso Capodanno, per la tradizionale pesca del santino, mi è capitato Charbel Makhlouf, un libanese in fama di santità che avevo sentito nominare ma di cui non sapevo niente. Ora, io sono così antica che mi occupo principalmente di ricette legate a santi preconciliari, però ci sono delle eccezioni. Ad esempio, l’anno scorso vi avevo proposto la peperonata di Padre Pio. E ora Charbel, che viene proprio definito il “padre Pio del Libano”. Comunque, per dovere di cronaca, vi dico che la sua causa di beatificazione iniziò sotto papa Pio XI per poi proseguire con Pio XII, anche se si concluse nel 1965, sotto Paolo VI.

Come le altre volte in cui ho pescato il santino, mi ero ripromessa di approfondire la vita del santo capitatomi ma i precedenti erano santi più famosi (S. Agnese e S. Antonio di Padova). Quindi, siamo arrivati a metà anno e io di Charbel non avevo cercato nessuna informazione, tranne leggere la breve biografia scritta dietro al santino, su cui è stampata anche una preghiera che recito ogni giorno in aggiunta alle preghiere del mattino. Così, mi sono detta che era arrivato il momento di approfondire la vita di questo sant’uomo. Dato che, però, non sembrano esserci ricette a lui legate, ho pensato di fare un piatto della tradizione del suo paese, il Libano. Ci sono diversi piatti libanesi interessanti e, alla fine, la scelta è caduta sul baba ganush, dato che io adoro le melanzane.

Charbel Makhlouf, al secolo Youssef Antoun, nacque l’8 maggio 1828 nel Libano settentrionale. Nel 1851 entrò nell’Ordine Libanese dei Maroniti, fece la professione monastica e nel 1859 venne ordinato sacerdote. Quando decise di dedicarsi alla vita religiosa, scelse il nome di Charbel, che significa “storia di Dio”. Uomo di preghiera, stava in ginocchio per ore davanti al Santissimo, venerava profondamente la Vergine Maria, amava il rosario e pregava molto per le anime del Purgatorio. Nel 1875 il suo superiore gli diede il permesso di entrare nell’eremitaggio che dipendeva dal monastero di Annaya, dove visse in condizioni estremamente dure per sedici anni. Charbel morì il 24 dicembre 1898. Dopo la morte, il suo corpo rimase integro fino alla beatificazione: trasudava sangue e acqua, mentre le membra si mantenevano mobili. Inoltre, innumerevoli sono le conversioni e i miracoli ottenuti con la sua intercessione.

DOSI: 4 persone

DIFFICOLTA’: Bassa

PREPARAZIONE: 15 minuti

COTTURA: 80 minuti

COSTO: Basso

INGREDIENTI:

  • 2 melanzane (io ho usato le globose) (500 g circa)
  • 200 g di yogurt bianco naturale
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • 1 spicchio d’aglio (io l’ho omesso)
  • Succo di 1 limone
  • Prezzemolo tritato q.b.
  • 1 pizzico di peperoncino in polvere (opzionale)
  • 1 cucchiaino di paprika dolce (opzionale)
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

PREPARAZIONE:

Per preparare il baba ganush, per prima cosa lavate e asciugate le melanzane, dopodiché mettetele su una teglia rivestita di carta da forno e fatele cuocere in forno preriscaldato ventilato a 160° per 1 ora e 20 minuti (oppure in forno statico a 180° per un’ora e mezza), rigirandole un paio di volte per far sì che cuociano bene su tutti i lati. Le melanzane dovranno risultare molto tenere e con la buccia raggrinzita.

Poi sfornatele, lasciatele intiepidire, eliminate il peduncolo e incidete la buccia con la punta di un coltello, dopodiché aprite le melanzane e scavate la polpa con un cucchiaio. Quindi, raccoglietela in una ciotola e schiacciatela con una forchetta. Ora aggiungete, un po’ alla volta, l’olio, sbattendo continuamente. Poi unitevi l’aglio (che io ho omesso) passato allo schiaccia aglio oppure tritato con un coltello o una mezzaluna, il succo di limone, la paprika, il sale, il pepe, il peperoncino e, infine, lo yogurt. Quindi, mescolate energicamente e spolverizzate la superficie con il prezzemolo tritato.

NOTE:

Questa ricetta prevede lo yogurt, che non ho trovato in altre versioni, quindi, potete anche ometterlo.

Potete conservare il baba ganush in frigorifero in un contenitore ermetico o coperto da pellicola trasparente per 3-4 giorni.

E’ possibile anche congelarlo e scongelarlo in frigorifero il giorno prima di utilizzarlo.

Alla prossima ricetta,