Il 12 luglio si fa memoria del beato Andrea Oxner da Rinn ucciso dai Giudei nel 1462. Il suo culto soppresso negli anni Ottanta dai modernisti, non è mai venuto meno presso le genti del Tirolo.
Di seguito in traduzione le lezioni storiche tratte dall’officium in uso nella Chiesa di Bressanone.

Il beato Andrea, nato [il 16 novembre 1459] da pii genitori nel villaggio di Rinn della diocesi di Bressanone, perse il padre poco dopo la nascita. Non aveva ancora compiuto il terzo anno d’età che fu crudelmente trucidato dai Giudei in odio a Cristo Signore. Passando alcuni di loro per quel villaggio, approfittando dell’assenza del madre, rapito il bambino, lo portano nel vicino bosco, dove, colta l’opportunità del luogo, decidono di dar sfogo, con lo spargimento del suo sangue, all’ingenita rabbia contro Cristo.
Giunti dunque nella profondità della foresta, pongono il bimbo su un sasso e lo feriscono a turno con dei pugnali. Trafitto in tal modo, coronato della palma del martirio, migrò al cielo l’anno della salvezza 1462. Gli spietati carnefici sospendono poi l’esanime corpicino ad un albero. In seguito per il gran concorso di popolo in quel luogo fu costruita una cappella sacra a sant’Andrea Apostolo.
Prelevate non molto dopo le sacre spoglie, si iniziò a venerare la memoria trionfale del beato martire con una annuale processione presso la pietra del martirio. Innalzato in seguito sopra questa stessa pietra un elegante tempio, le spoglie vi furono onorevolmente traslate. L’universale e, a memoria d’uomo, ininterrotta venerazione aumenta di giorno in giorno, non solo presso i Rinnesi, ma anche presso gli stranieri che confluiscono al tempio del santo martire, i quali celebrano le grazie ottenute per sua intercessione. Mosso da questi fatti, Benedetto XIV concesse benignamente la messa propria con l’officio.

Preghiera

Deus, innocentiae tutor, pro cuius nomine beatus innocens Andreas acerbissimae mortis supplicio a perfidis Iudaeis interemptus est: praesta nobis, quaesumus, ut eius intercedentibus meritis ab huius vitae contagiis impolluti ad coelestem patriam pervenire valeamus: Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitate Spiritus Sancti Deus per omnia saecula saeculorum. Amen.

O Dio, tutore dell’innocenza, per il cui nome il beato innocente Andrea fu crudelmente suppliziato dai perfidi Giudei: concedici, te ne preghiamo, che per l’intercessione dei suoi meriti, puri dai contagi della vita presente, possiamo giungere alla patria celeste. Tu che sei Dio e vivi e regni con Dio Padre nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Così sia.

Fonte immagine: pg-rain.de