di San Vincenzo Maria Strambi*

L’amabilissimo Iddio che nel mezzo di sua giustizia fa risplendere anche la sua infinita misericordia quante volte sdegnato ha voluto far sentire ai figli degli uomini il terrore de suoi castighi ha dato altresì dei mezzi per placare il suo sdegno e trattenere la sua destra fulminatrice.
Cum iratus fueris misericordiæ recordaberis (Habacuc, III, 2). lo disse già il Profeta Ciò ben chiaro si scorge a nostri giorni. Chi non sa quanto egli sia irritato per le nostre colpe? Chi non ha veduto e non vede ognora i segni del giusto suo sdegno? Chi non teme che versi sempre più su di noi il calice amaro dell’ira sua? Ora a disarmare il suo braccio ha risvegliata nel cuore dei fedeli una affettuosa e tenera divozione al Sangue preziosissimo del suo unigenito Divin Figlio, affinché le anime asperse di questo Sangue offrendolo con viva fede ed ardente carità alla Divina Maestà egli si plachi e ci usi misericordia, come accadde appunto ai tempi di S. Maria Maddalena de’ Pazzi che per mezzo di questa divozione placossi Iddio trattenne i suoi fulmini, come egli stesso rivelò alla medesima con queste parole: “Ora si adempie, o Figliuola, quello che fu scritto Cum iratus fueris misericordiæ recordaberis, mercé questo Sangue sparso dal Verbo Divino”.
E quindi ecco anime pie tutte intente a praticarla, ecco zelanti ministri del Santuario tutti solleciti nel promuoverla, ecco esemplarissimi vescovi che in molte maniere l’insinuano nelle loro Diocesi e lo stesso sommo Pontefice Pio VII la vorrebbe impressa nel cuore di tutti fedeli.
Or perché brame sì sante abbiano il loro compimento si crede opportuno dimostrare l’eccellenza di tal divozione e proporre alcune considerazioni e pii affetti da farsi per un intero mese da consacrarsi tutto all’esercizio di essa con aggiungervi alcuni esempi che serviranno ad eccitare il cuore all’adorazione ed affetto di questo preziosissimo Sangue. I pregi e l’eccellenza di tal divozione ben si ravvisano e dagli oracoli che mirabilmente ne parlarono nell’antico Testamento e dalle figure che hanno preceduto lo spargimento di questo Sangue adorabile e dall’incomparabile preziosità di questo prezzo di nostra Redenzione e lavacro delle anime e dagli effetti che produce ne cuori e finalmente dai copiosi frutti che da essa raccolgonsi.
Ed in quanto ai Profeti e che altro il Signore volle farci intendere per mezzo del suo servo fedele ed amico il santo Patriarca Giacobbe se non che l’effusione amorosa di questo Sangue Divino col quale Gesù avrebbe lavato quella Chiesa che volea prendere per isposa diletta del suo Cuore: Lavabit in vino stolam suam et in sanguine uvæe pallium suum (Gen. XLIX, 11). Isaia questo vaticinò e quando ci descrisse il nostro amabilissimo Gesù ferito e grondante vivo Sangue: Attritus est vulneratus est; e quando c’invito ad attingere le acque di misericordia e di grazia nel gaudio del cuore ai fonti inesausti del Salvatore che sono le sue sagratissime piaghe preziose: Haurietis aquas in gaudio de fontibus Salvatoris (Is. XII, 3). Questo è quel fonte che contemplò in ispirito il Profeta Zaccaria e di cui disse: In illa die erit fons patens domui David et habitatoribus Hierusalem in ablutionem peccatorum (Zach. XIII, 1). Il sangue sacratissimo del Verbo Divino è un fonte che in abbondanza si spande per tutta la casa del vero Davide cioè per tutta la S. Chiesa che serve a mondare le anime dalle macchie di tutti i peccati, anzi mare vastissimo è chiamato dal Profeta Michea: Deponet iniquitates nostras et projiciet in profundum maris omnia peccata nostra (Mich. VII, 19).
Ed in quanto alle figure e simboli che l’han preceduto, non fu simbolo del Sangue purissimo di Gesù e il sangue dell’innocente Abele sparso dal suo crudele fratello Caino e quel sangue dell’Agnello che segnò là nell’Egitto le case degli Ebrei acciò andassero esenti dall’eccidio dell’Angelo esterminatore? E tutto il sangue delle vittime dell’antica alleanza che altro simboleggiò se non il Sangue dell’Immacolato Agnello che nella pienezza de’ tempi si sarebbe sparso in espiazione de peccati di tutto il mondo?
E perciò è stato sempre contemplato in ispirito dai Patriarchi, dai Profeti e da tutti i giusti e sempre offerto al Trono di Dio dalla Fede de credenti che per li meriti del Sangue di Gesù si sono salvati, onde può dirsi divozione esser questa tanto antica quanto è antica la Chiesa e che tanto durerà quanto durerà la Chiesa medesima, né potrà mancare giammai essendo questo il prezioso sugogello del nuovo ed eterno Testamento secondo le parole santissime di Gesù Cristo: Hic est enim Calix Sanguinis mei novi et æterni Testamenti, che non mai cesserà di offerirsi, mai cesserà di mondare le anime nella remissione dei peccati, né cesserà d’implorare misericordia finché torni Gesù nel mondo nella consumazione dei secoli e come giusto rimuneratore a premiare coloro che di questo Sangue si approfittarono e come Giudice inesorabile a punire quelli che di questo Sangue non si prevalsero per la loro eterna salute.
La preziosità poi incomparabile di questo tesoro chi può comprenderla colla mente chi può esprimerla con parole? Basta il dire che è il Sangue dell’Umanato Verbo, perciò chiamato da s. Giovanni Grisostomo la salvezza delle anime: Sanquis Christi salus animarum. La chiave de celesti tesori, come lo disse l’angelico dottor S Tommaso: Sanguis Christi clavis paradisi (Opusc. 138). Oro preziosissimo d’infinito valore, come si espresse S. Ambrogio: Bonum aurum Sanguis Christi (Serm. super ps. 135). Tromba che altamente risuona misericordia e clemenza, come l’ascoltò S. Bernardo: Sanguis Christi quasi tuba exaltat vocem suam (Epist. 7). Calamita dolcissima che attrae i cuori, come lo chiamò la Serafica S. Maria Maddalena, prezzo della nostra Redenzione lavacro delle anime nostre pegno e caparra di vita eterna.
E quindi quali saranno i salutari effetti che produrrà in noi tal divozione? Certamente tutti quelli pei quali Gesù si degnò di spargerlo possono ritrarne beni immensi preziosi ed immarcescibili. In questo Sangue trova fiducia il peccatore per convertirsi prova conforto il giusto per perseverare nel bene; in virtù di questo Sangue Divino si ottiene la remissione dei peccati, la vittoria nelle tentazioni, la forza per vincere l’infernale nemico e gli efficaci ajuti della grazia per esser costante nell’amor di Dio fino alla morte, questo negli Apostoli infiamma lo zelo per la gloria di Dio, infiamma l’amore nei martiri, sostiene il coraggio nei confessori, conforta alla penitenza nelle vergini, custodisce il candido giglio di purità, e può dirsi che quanto di bene ottengono le anime tutto deriva da questo preziosissimo Sangue.
Il Grisostomo, penetrato da profonda venerazione ed infiammato di amore verso di Gesù ed il Sangue suo adorabile, ci dipinge questo dolcissimo Sangue benefico come un fiume che bagna tutta la terra e la feconda e l’adorna di alberi di varie virtù di cui ciascuna produce i frutti suoi propri nel suo tempo (S. Joan. Chrys. Hom. 46, alias 45 in Joan. n. 3 et 4).
Santa Gertrude vedeva scaturire dalle piaghe santissime di Gesù come da viva sorgente fiumi assai ampi del divin Sangue. onde le parea di vedere che come il paradiso terrestre era tutto bagnato e fecondato da quelle acque cristalline che sgorgavano da un amplissima sorgente- onde in quel luogo d’innocenti delizie gli alberi erano sempre verdeggianti, la soavità de’ frutti sempre soave ed i frutti per ogni parte in gran copia, cosi per l’efficacia del Sangue del Signore fiorirono in virtù tutti quei che camminarono per la via della salute e del cielo.
Ed oh, di quanta consolazione si riempiono tutto giorno e quanto si avanzano nella perfezione quelle anime che sovente si accostano a questo fonte di vita, quali frutti abbondanti e copiosi ne ricava il loro spirito, qual soavità e dolcezza di paradiso sparge in chi in esso confida, qual forte eccitamento ad ogni opera buona, quanto agevole rende la pratica della virtù, quante grazie si ottengono dal trono del divin Padre da chi spesso l’offre e per la propria e per l’altrui salvezza!
Oh Sangue dunque preziosissimo di Gesù! Oh caro amatissimo Sangue! Quanto per te s’infiamma il cuore ad amare quel Gesù che lo sparse! Vacate et videte quoniam ego sum Deus (Ps. XLV, 11) par che dica Gesù Crocifisso, ferito, lacerato, straziato, che gronda sangue per ogni parte-
Dio d’infinita Maestà, come spiega il Bellarmino (in Psal.), sparge in mezzo agli spasimi il Sangue per noi. Ed oh con che amore lo sparge! Quest’amore si, quest’amore, dicea S. Caterina da Siena, è quello che deve ben contemplarsi per accendersi in santa carità e senza tal considerazione noi rimarremo freddi. Amore grande, sviscerato, immenso, fervente, generoso, costante e più di qualunque fuoco sommamente operativo.
Diciamo tutto in breve: per mezzo di questo Sangue siamo stati riscattati dalla schiavitù del demonio, liberati dall inferno, mondati dal peccato, divenuti figli di Dio, eredi di eterno regno; per mezzo di questo Sangue, che dalle piaghe del Signore sgorga come da fonti di vita, ci vengono tutte le grazie di cui in Gesù si trova la pienezza giacché chi ci ha dato il Sangue del Figlio, col Sangue istesso ci ha dato tutto.
Non fa poi alcuna meraviglia se per mezzo di questo Sangue ci vengono ancora le grazie temporali, le quali in paragone delle spirituali sono come arena exigua.
Ma oh, quanto mi stupisco nel vedere nel mondo in tante anime la poca divozione, il poco affetto, la poca gratitudine che si ha per questo Sangue vivifico amorosissimo! Chi vi è che vi pensi? Chi vi è che ringrazi? Chi vi è che si strugga di amore? Deh, voi anime divote del Sangue adorabile di Gesù, venite a consagrare un intero mese agli ossequi più umili e affettuosi verso questo Sangue Divino, come gl’Israeliti che segnarono le loro porte col sangue dell’Agnello, non provarono i colpi dell’Angelo esterminatore; così voi asperse e segnate nella mente e nel cuore dal Sangue dell’immacolato Agnello, terrete lungi i flagelli della Divina Giustizia da noi meritati.


INDULGENZE ASSOCIATE ALLA DEVOZIONE AL PREZIOSSIMO SANGUE
(Enchiridion Indulgentiarum, Romae, 1952, 217)

Ai fedeli che nel mese di luglio parteciperanno al pio esercizio pubblicamente celebrato in onore del Preziosissimo Sangue di N.S.G.C., è concessa:
– un’indulgenza di 10 anni in qualsivoglia giorno del mese;
– un’indulgenza plenaria, con l’aggiunta della confessione sacramentale, della comunione e della preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, se prenderanno parte al pio ufficio almeno per dieci giorni.
A coloro invero che in detto mese, offriranno privatamente al Preziosissimo Sangue preghiere e devozioni, è concessa:
– un’indulgenza di 7 anni una volta ogni singolo giorno;
– plenaria, alle solite condizioni, se la devozione sarà svolta quotidianamente per il mese intero.
Dove il pio esercizio è celebrato pubblicamente, l’indulgenza plenaria è lucrabile solo da chi è legittimamente impedito dal prendervi parte (S. C. Indulg., 4 iun. 1850; S. Paen. Ap., 12maii 1931).


🔴 Le Litanie del Preziosissimo Sangue

🔴 ‘Invocazioni al Prezioso Sangue di Cristo’ del Card. Adeodato Piazza O.C.D.

🔴 “La virtù del Sangue di Cristo”. Da un’omelia di san Giovanni Crisostomo

🔴 L’offerta del Preziosissimo Sangue


* Vincenzo Maria Strambi (Civitavecchia, 1º gennaio 1745 – Roma, 1º gennaio 1824), membro della Passione e Croce di Gesù Cristo, fu da Pio VII eletto Vescovo di Macerata e Tolentino. Rifiutatosi di giurare fedeltà a Napoleone, per la fedeltà al Romano Pontefice, fu esiliato. Glorioso per lo zelo pastorale, Pio XI lo annoverò fra i Beati nel 1925 e Pio XII fra i Santi nel 1950. Il suo corpo riposa nella Basilica romana dei Ss. Giovanni e Paolo.

Immagine: CRISTO DE LA SANGRE. Nicolás de Bussy (Estrasburgo, ca. 1640 – Valencia, 1706), 1689-1693, Madera de ciprés policromada y postizos, Archicofradía de la Preciosísima Sangre de Nuestro Señor Jesucristo, Iglesia del Carmen, Murcia, Escultura procesional barroca. Corriente simbolista (foto da domuspucelae.blogspot.com)