L’ASSUNTA E L’IMMACOLATA CONCEZIONE
Assunta perché Immacolata
di P. Gabriele M. Roschini, O.S.M.

4- NEL PERIODO CONTEMPORANEO (secolo XIX-XX).

A. M. IANNUCCI ritiene che la immacolata Concezione e l’Assunzione costituiscano come una sola verità: l’Immacolata glorifica Maria nella sua anima, e la Assunzione la glorifica nel suo corpo. E ne conclude che, se la Madre di Dio è Immacolata, è anche Assunta. Cita poi una pubblicazione secondo la quale l’Assunzione è una verità prossimamente definibile pel fatto, che essa è contenuta nell’Immacolata Concezione. E conclude: «adeo ut piana Constitutio Ineffabilis directe Virginis Conceptionem, et oblique, ut ait, Marianam Assumptionem respexisse videatur»[72].
Il P. AGOSTINO LANA, dopo aver esposto il nesso necessario fra l’Immacolata e l’Assunta, conclude: «A causa dunque dell’immacolato suo concepimento, che non le comunicò il germe della corruzione, il sacro corpo della Madre di Dio non dovette corrompersi o dissolversi in polvere nel sepolcro; ma risorgere dopo morto, ed essere in cielo gloriosamente assunto»[73]. Per lui, «la prova che da questa verità di fede (l’immacolato concepimento) si deduce in conferma del Mistero (l’Assunzione) è validissima, e la deduzione così chiara e patente che impugnarla sarebbe come negare la luce del sole».
Mons. LORENZO JANSSENS si esprime così: «Possiamo asserire con somma ragione che l’Immacolata Concezione è come il punto di partenza (il terminus a quo) e l’Assunzione è come il punto di arrivo (il terminus ad quem), di modo che se la B. Vergine non fosse stata gloriosamente assunta, la costruzione di questo mirabile tempio verrebbe come ad essere priva del suo culmine, e quella incorruttibile e dorata Arca dell’alleanza sarebbe stata priva della sua corona. Dio ci liberi dal dover applicare alla costruzione della Torre d’Avorio quel detto di Cristo: Incominciò a costruire e non poté condurre a termine la fabbrica»[74].
II P. TERRIEN sostiene che il privilegio dell’Immacolata Concezione «ha dovuto sottrarre la SS. Vergine dalla sentenza pronunziata contro Adamo prevaricatore e la sua razza: «Tu sei polvere e in polvere ritornerai» (Gen. 3, 19). Ciò è perché chi effettivamente ha introdotto nel mondo la morte è il peccato. È col peccato che la morte penetra nei figli di Adamo… Così queste due morti, la morte del corpo e la morte dell’anima, hanno un legame di origine e l’una è la consegnienza dell’altra. Per cui Maria, preservata dalla morte della anima in vista della sua divina maternità, dev’essere preservata anche dalla corruzione che è propriamente la morte del corpo». E aggiunge che «la morte, come effetto del peccato, porta con sé la corruzione della carne, di questa carne di peccato, che, anche dopo la purificazione dell’anima, dev’essere distrutta e rifatta, prima di partecipare alla vita gloriosa. Per cui non è già alla semplice morte, ma è alla morte dissolvitrice e corrompitrice che il giudice supremo ha condannato l’uomo colpevole e decaduto (Gen. 3, 29). Tale non poteva essere, e tale non fu affatto la morte di Maria»[75].
II P. CARLO BALIC, O.F.M., asserisce non solo che l’Assunzione corporea è conveniente all’Immacolata ma arriva ad asserire che il contrario (la non assunzione corporea) è realmente inconveniente e che una tale «demostratio, si actuali fide Ecclesiae illustretur, moralem certitudinem gignit caelestem glorificationem almae Sociae Christi vere et realiter in eius immaculata conceptione contineri». Il ragionamento ch’egli fa per giungere a tale conclusione è questo: «B. V. immunis est a peccato originali, ergo immunis quoque ab illis damnis salutanda quae peccatum originale in caeteris filius Evae comitantur ac subsequuntur, et quae nihil prorsus utilitatis ad opus redemptionis afferre potuissent. Atqui «permanere in morte» seu videre corruptionem, in sepulcro sunt in actuali statu rerum sequelae peccati, quae non sunt utiles ad opus redemptionis. Ergo B. Virgo non potuit «permanere in morte»: ergo nunc corpore et anima est in caelo»[76].
Nel «Voto Assuncionista» inviato al S. P. Pio XII, nel 1947, da José Ibáñez Martín, Spagnolo, Ministro della Educazione Nazionale, e sottoscritto da venti membri del Consiglio Superiore di Investigazioni scientifiche, e dai dirigenti della «Società Mariologica Spagnola», si dice che «la stessa ragione naturale, guidata dalla fede», discopre l’Assunzione «nel privilegio della Immacolata Concezione della quale è naturale ed immediata conseguenza… perché è giusto esimere dalla pena chi fu immune dalla colpa»[77].
Il P. GIOVANNI AUGUSTI PANELLA, C.M.F., asserisce e dimostra che «il primo dei privilegi mariani, l’Immacolata Concezione, fu l’Aurora dell’Assunzione gloriosa ai cieli. Niente v’è di strano che coloro i quali cominciano la carriera della vita nelle tenebre del peccato, la terminino nelle tenebre del sepolcro; ma Colei che venne al mondo risplendente col sole della grazia, non dovette subire il rinserramento della notte del sepolcro; se morì, la sua morte non doveva avere altro carattere che quello di eclisse momentanea, come quella del sole che, se per un istante lascia di essere visibile in se stesso, lascia però agli sguardi di tutti la sua corona di fuoco e di luce come segno, augurio e principio, meglio, continuazione trionfale della vita, che mai perdette, ossia, della luce che mai si estinse»[78].
Ha lumeggiato molto bene, recentemente, l’intimo nesso fra l’Immacolata e l’Assunta il chiarissimo P. MARTINO JUGIE nel suo monumentale lavoro: «La mort et l’Assomption de la Sainte Virge» (Città del Vaticano 1944, collezione «Studi e Testi» 114). Egli osserva che il peccato originale, nella sua nozione completa, è costituito dalla colpabilità del peccato di Adamo, nostro capo, imputata da Dio a ciascuno dei suoi discendenti, e comportante la perdita dei doni gratuiti e indebiti (soprannaturali) che erano stati accordati alla natura umana nel suo primo rappresentante per essere trasmessi come eredità per mezzo della generazione naturale. Per comprendere bene la natura del peccato originale – dichiarava nel Concilio di Trento il Vescovo di Motola, consenzienti i Padri – è necessario comprendere bene la giustizia originale, di cui il peccato originale fu la privazione, come per intendere bene cosa sia la cecità è necessario intendere bene cosa sia la facoltà di vedere. Il peccato originale, infatti, è la privazione della giustizia originale, di cui era adorno Adamo. Tale giustizia originale comprendeva non solo i doni soprannaturali (grazia santificante, virtù ecc.) ma anche i doni preternaturali (scienza, integrità, impassibilità ed immortalità). La cosiddetta giustizia originale, perciò, di cui fu privato Adamo e con lui tutti i suoi abbracciava non solo i doni soprannaturali ma anche i doni preternaturali, ossia l’immunità dall’ignoranza, dalla concupiscenza, dalla passibilità e dalla morte. Il peccato originale, conseguentemente, come privazione della giustizia originale, era la privazione di tutti questi doni, indebiti alla nostra natura, sia soprannaturali che preternaturali. È ben vero che col Battesimo Iddio, per i Suoi sapientissimi fini, non ci restituisce i doni preternaturali. Nel battezzato, tuttavia, tale deficienza cessa di aver ragione di privazione o di pena, ossia, non ha più nulla di peccaminso, per la semplice ragione che Iddio non la imputa più a peccato; a differenza dei non battezzati nei quali la mancanza di tali doni preternaturali ha ragione di privazione e di pena.Ciò posto non è difficile comprendere come la Vergine SS., preservata da qualsiasi macchia di colpa originale, ebbe diritto a tutto quell’insieme di doni soprannaturali e preternaturali di cui coloro che hanno contratto il peccato originale sono stati giustamente spogliati. Completamente estranea alla colpa, Ella doveva essere completamente estranea alla pena, ossia, alla privazione di tutti quei doni conferiti dalla giustizia originale, tra i quali l’impassíbilità corporea. Se Adamo non avesse peccato, non avrebbe sofferto e conosciuto la morte. In via di diritto, quindi, la Vergine non avrebbe dovuto né patire né morire. Se poi, in via di fatto, Maria SS. – come Cristo – ha patito ed è morta, ciò si deve a ragioni del tutto estranee al privilegio dell’Immacolata Concezione considerata in se stessa, ossia, alla sua dolorosa missione di Corredentrice del genere umano. Come nuova Eva, come associata al nuovo Adamo nell’opera della della redenzione del genere umano, Maria, come Cristo, ha avuto di fatto (contrariamente al diritto) un corpo passibile e mortale. Tutto ciò porta necessariamente ad ammettere che Gesù e Maria, il Redentore e la Corredentrice, han costituito uno stato a parte, diverso da tutti quei vari stati della natura umana fissati dai Teologi. Lo stato in cui son venuti a trovarsi Gesù e Maria partecipa dello stato d’innocenza e dello stato di natura decaduta e incompletamente restaurata, ed è perció uno stato che si può chiamare «di natura riparante», oppure «di giustizia originale incompleta», o di privilegio. È quindi uno stato che tiene una via di mezzo tra lo stato d’innocenza (poiché di tale stato ebbe i doni soprannaturali e i doni preternaturali di scienza e di integrità) e lo stato di natura decaduta (poiché di tale stato ebbe la passibilità e la mortalità). Non si dimentichi mai che Cristo e Maria costituiscono un ordine a sé, incomparabilmente superiore a quello in cui si trovano e si muovono tutti gli altri.
Fatte queste premesse, è facile vedere l’intimo e logico nesso tra l’Immacolata e l’Assunta. Immune dalla colpa, Maria SS. doveva essere immune anche dalla pena, ossia, dalla morte. La morte, infatti, nello stato attuale dell’umanità, secondo il piano divino, è la conseguenza del peccato di Adamo. È una verità questa che l’Apostolo non si stanca di ripetere. «Tutti gli uomini muoiono, perché tutti hanno peccato» (Rom. 5, 14, 10). Maria, e Maria sola, fra i discendenti di Adamo per via di generazione naturale, non ha peccato in Adamo. Non avrebbe dunque dovuto morire. Se, a somiglianza di Cristo, Ella è morta – come piamente si crede – a somiglianza di Cristo dovette anche ben presto risorgere, spezzare le catene della morte e ascendere al cielo glorificata in anima e corpo.
Nessuna meraviglia perciò se il movimento per la definizione dogmatica dell’Assunzione si riallaccia alla definizione stessa del dogma dell’Immacolata Concezione poiché ebbe inizio pochi anni dopo. Posto il principio, la conclusione zampilla spontanea.
Il P. PACIFICO PERANTONI, Ministro Generale dei Frati Minori, nel discorso di apertura del Congresso Assunzionistico di Madrid asseriva: «La fede nell’Assunzione corporea della Vergine è la conseguenza più logica e naturale del dogma dell’Immacolata Concezione»[79].
Ritengono inoltre come probativo l’argomento in favore dell’Assunzione dedotto dall’Immacolata il P. Mueller S. I.[80], il P. Bover S. I.[81], il P. A. Luis C.SS.R.[82], il P. Friethoff O. P.[83], il P. Crisostomo da Pamplona O.F.M. Cap.[84], il P. De Aldama S. I.[85], il P. Bernardino Lago O. F. M.[86], Ianssens[87], il P. Gallus [88]: il «Supplex libellus quem Pio XII Pont. Max… deferunt… Facultates Theologica et Philosophica Coll. Max. Barcinonensis Prov. Aragoniae S. I. dogmaticam definitionem postulantes (Barcinone, 1946, p. 27); il P. O. Pessini, C.M.F.[89], il P. E. Longpré, O.F.M.[90], ecc.
Ci piace, a conclusione di questa nostra inchiesta e a sigillo della medesima, riportare l’autorevole parere di uno dei più eminenti membri del S. Collegio, il Card. Adeodato G. Piazza O.C.D. «Ed ecco – Egli scrive – il privilegio dell’Immacolato Concepimento di Maria, che ebbe sede nell’anima in quanto santificazione e nel corpo in quanto preservazione dal peccato originale, che è peccato di natura trasmesso per via di generazione: natura filii irae (Efes. 2, 3). Pienezza, dunque, di grazia e pienezza di preservazione, così dalla colpa come dalle sue conseguenze, e cioè da quel fomite della concupiscenza che racchiude appunto i germi del disordine fisico e morale e del dissolvimento. Tale completa pre- servazione miracolosa venne quindi ad inserire nella natura della prescelta Madre di Dio il principio operativo della incorruzione, mentre la pienezza di grazia vi pose la esigenza della immediata trasmissione alla pienezza di gloria nel termine della vita terrena, donde emerge chiaramente il nesso di questo privilegio con quello della corporea assunzione al Cielo»[91].

[72] Firmitudo Catholicae veritatis de psycosomatica Deip. Assumptionis, Taurini 1884, p. 201-4.
[73] La resurrezione e corporea assunzione al cielo della Santa Vergine Madre di Dio, Roma 1880, p. 182.
[74] Summa Theologica, t. V, Tr. De Deo-Homine, II. pars, q. 58, App.
[75] La Mère de Dieu, Paris, ed. 6, t. II, p. 39 ss. Sembra evidente la contradizione in cui cade l’Autore. Egli infatti pone questo argomento fra le ragioni di convenienza (così dice il titolo del capitolo). Ma poi, nell’esposizione dell’argomento, asserisce che l’immacolata concezione ha dovuto sottrarre Maria SS. dalla corruzione del sepolcro.
[76] De Definibilitate Assumptionis B. M. V. in coelum, in Antonianum, 21 (1446).
[77] Cf. Estudios Marianos, 6 1947, p. 16.
[78] La Virgen en el misterio de la Assunciòn, Madrid, 1931.
[79] Cf. Verdad y Vida, 6 (1948) 10. Il P. Longpré O.F.M. afferma che «cette these est selon l’authentique et traditionnelle position de l’Ecole Scotiste» (Cf. Congrés Marial del Puy-en-Velay, Paris 1950, p. 245).
[80] Origo divino-apostolica doctrinae evectionis Beatissimae Virginis ad gloriam caelestem quoad corpus, Oeniponte, 1930 passim.
[81] La Assunción de María, Madrid, 1947, 260 ss.
[82] Estudios Marianos, 6 (1947) 302.
[83] De doctrina Assumptionis corporalis B. Virginis, etc. in Angelicum 15 (1938) 11.
[84] Cf. Estudios Marianos, 6 (1947) 315-322.
[85] Cf. L. c. 317-322.
[86] La Assunción corporal de la Santísima Virgen y su Concepción Inmaculada, in Verdad y Vida 6 (1948), 167-180.
[87] De glorificatione corporali B. M. Virginis, in Ephem. Theol. Lov. 8 (1931) 443.
[88] La Vergine Immortale, Roma, Belardetti, 1949, p. 31 ss.
[89] O argumento da Immaculata Conceição e a Assunção, in Rev. Ecl. Bras. 10 (1950) 188-203.
[90] L’Assomption et l’Immaculée – Conception in: L’Assomption de la Trés Sainte Vierge. Congrés Marial du Puy-en-Velay – 15 Aout 1949, Paris, Vrin, 1950, p. 242-282. Conclude: «L’Immaculée Conception, a titre de cause totale et esclusive, demontre rigoreusement et d’une maniére inéluctable, le glorieux privilège de l’Assomption» (p. 282).
[91] L’Assunzione della Madonna. Discorso tenuto nel V Corso di Studi Cristiani in Assisi, 5 Settembre 1947, p. 12 s.

Testo trascritto da Salvatore Di Simone
Il testo integrale si può leggere su Christus vincit.
Fonte immagine:  scuolaecclesiamater.org

Assunta perché Immacolata – I Santi Padri

Assunta perché Immacolata – Gli autori medievali (sec. IX-XVI)

Le lezioni della Vergine Assunta

L’Assunzione di Maria e la vera glorificazione del corpo.

“L’Assunzione e la vita spirituale”. Un articolo del padre Roschini

[VIDEO] “Assunta in cielo perché Corredentrice sulla terra” di Mons. Brunero Gherardini

Sant’Alfonso Maria de Liguori. Discorso sull’Assunzione di Maria (1)

Sant’Alfonso Maria de Liguori. Discorso sull’Assunzione di Maria (2)