Per prepararci alla solennità dell’Assunzione corporea della Vergine Maria al cielo condividiamo coi Lettori alcuni saggi dell’opera “L’Assunzione e l’Immacolata Concezione. Assunta perché Immacolata” del grande mariologo p. Gabriele M. Roschini osm, tra i compilatori della bolla dogmatica di Pio XII Munificentissimus Deus.

Dato il nesso necessario – come vedremo – fra l’immunità dalla colpa di origine e l’immunità (almeno di diritto) dalla morte, possiamo subito e senz’altro asserire che l’Assunzione corporea è implicita nell’Immacolata Concezione e che, conseguentemente, è implicita in tutti gli argomenti che la comprovano.
Ne segue perciò che la storia dell’argomento della connessione necessaria fra l’Assunzione e l’Immacolata Concezione si identifica, più o meno, con la storia del movimento immaculista attraverso i secoli e ne segue le sorti.

1. – NEL PERIODO PATRISTICO (primi otto sec.).

Si vede affiorare, con probabilità, un tale argomento, presso S. EPIFANIO (+ 403). Nell’Haeres, 42, per dimostrare che il passo della I Cor. 15, 50 («Caro et sanguis regnum Dei possidere non possunt») non si riferisce al corpo in se stesso ma alle opere carnali, il Santo ragiona così: «Come non erediterà Maria con la sua carne il regno dei cieli, Lei che non ha commesso né fornicazione, né impudicizia, né adulterio, né alcuna altra sozzura, ma è rimasta immacolata?» (Adv. Haer. L. I, t. III, Haer. 42, PG 41, 777). Quel futuro è semplicemente oratorio oppure vero futuro? Vi sono autori in favore dell’una e dell’altra interpretazione[3].
Secondo il Dufourcque, nel V e nel VI secolo, «de la foi à l’Immaculée-Conception de Marie la méditation de quelques fidèles fait jaillir la foi à son assomption corporelle»[4].
Un primo abbozzo di quest’argomento lo troviamo in S. GERMANO DI COSTANTINOPOLI (+ 733), nelle sue Omelie sulla Dormizione. Egli ammette che di fatto la Vergine SS. sia morta. La ragione? Egli la vede non già nel peccato originale, ma nella corredenzione, ossia: poiché simile in questo al suo Figlio, il quale, per dare la vita all’uomo, gustò anch’Egli la morte.
Un’altra ragione poi della morte la vede nella necessità di confermare, in modo irrefragabile, la realtà dell’Incarnazione (PG 98, 345 C). Per questo, ossia, perché Ella fu «la liberazione dagli obbrobrii di Eva (fra i quali v’è anche la morte e la corruzione del sepolcro) Maria SS. risuscitò gloriosa e fu assunta in Cielo» (col. 449). Sembra sufficientemente chiaro, in questo modo di ragionare, il nesso necessario fra l’Assunzione e l’Immacolata.
L’Autore della Omelia (attribuita da alcuni codici a S. Germano di Cost.) In depositionem pretiosae praesanctae Dei Genitricis Dominae nostrae, dopo aver asserito che Iddio onora i suoi Santi prendendone presso di Sé le anime beate e lasciandone i corpi alla venerazione dei fedeli, dice: «Ma non così volle l’incomprensibile Dio che si verificasse per la immacolatissima Vergine e Madre sua. Che anzi la fece passare dalla morte alla vita, come Colei che era del tutto superiore ad ogni peccato e sozzura…»[5].
Altrettanto si riscontra in S. ANDREA DI CRETA (+ 740). Nelle sue Omelie sulla Dormizione, Egli non cessa di esprimere la sua meraviglia pel fatto della morte di Maria, fatto ch’egli chiama «incredibile» (PG 120, 1089 C). Quantunque sia morta «come noi», Ella è morta tuttavia «non allo stesso modo che noi, e non per la stessa causa per cui noi siamo costretti a subirla» (col. 1092 D; 1053 A), ossia, non è morta pel peccato. La sua perciò fu «una morte piena di miracoli» (col. 1085 C), ossia una morte seguita non già dalla corruzione ma dalla traslazione in cielo (col. 1025 C; 1100 B; 1101 C). La purezza di Maria, superiore alla stessa natura incorruttibile dei cieli, esigeva un tale privilegio (col. 1097). La sua legge è il privilegio, poiché Ella «è apparsa come la sede di tutti i miracoli che siano fino ad ora avvenuti» (col. 1093 A).
Anche per S. GIOVANNI DAMASCENO (674-749), nelle Omelie sulla Dormizione, il fatto della morte di Maria è oggetto di grande meraviglia (PG 96, 103 D). Ma l’esempio di Gesù il quale volle morire per salvarci, giustifica una tale morte seguita dall’eccezionale privilegio dell’Assunzione corporea (col. 725 D, 760 C). La corruzione del sepolcro – secondo il Santo – «è assolutamente contraria ed estranea alla sua anima e alla sua carne deifera» (col. 728). Fu dunque una cosa impossibile a causa della sua immacolata purezza di anima e di corpo. Ciò risalta ancor più se si riflette all’antitesi mirabilmente tratteggiata dal Santo fra la storia della prevaricazione e la storia della redenzione. Contrapponendola ad Eva, asserisce che Maria è il nuovo Eden nel quale non ha accesso il maligno serpente… E conclude chiedendosi: «Come potrà dunque questa Benedetta esser preda della morte?» (col. 709 C; 725 A; 728 A B C).

[3] S. Epifanio, «quantunque nell’a. 377 dubiti della morte e della sepoltura di Maria SS., non ha il minimo dubbio sul fatto del transito di Maria pieno di miracolo e di mistero, di modo che ritiene possibile il transito di Maria all’altra vita anche senza alcuna morte» (O. Faller, De priorum saeculorum silentio circa assumptionem B. M. Virginis, Romae 1946, p. 64).
[4] Comment s’éveilla la foi à l’Immaculée Conception et à l’Assomption aux V et VI siècles, Paris, 1946, p. 37.
[5] Cf. Combefis, Auctarium Novum Bibliothecae Patrum, t. II, Parisiis, 1648, col. 791 DE

Testo trascritto da Salvatore Di Simone
Il testo integrale si può leggere su Christus vincit.
Immagine: Daniele da Volterra, Assunzione della Vergine (particolare), 1548-1550, Trinità dei Monti, Roma (da wikimedia.org)

Le lezioni della Vergine Assunta

L’Assunzione di Maria e la vera glorificazione del corpo.

“L’Assunzione e la vita spirituale”. Un articolo del padre Roschini

[VIDEO] “Assunta in cielo perché Corredentrice sulla terra” di Mons. Brunero Gherardini

Sant’Alfonso Maria de Liguori. Discorso sull’Assunzione di Maria (1)

Sant’Alfonso Maria de Liguori. Discorso sull’Assunzione di Maria (2)