Dalla Filotea francescana compilata da p. Felice da Bergamo (1877) riprendiamo questo testo attribuito a san Luigi IX, Re di Francia e Confessore, Patrono del Terz’Ordine di san Francesco.

Chi vuol trar profitto dalla conoscenza del suo Creatore, deve anzi tutto affaticarsi con ogni impegno a conoscere la propria vita; perché quanto più l’uomo e la donna conoscono il loro modo di vivere, tanto più si avvicinano al conoscimento del loro Creatore. tale effetto fa d’uopo che ognuno rientri in se medesimo, chiami a rassegna i propri sentimenti e giudizi sulle cose esteriori, e si racchiuda nel proprio cuore. La seconda cosa è quella d’esaminare diligentemente la propria vita, osservare il proprio cuore, e vedere quali pensieri, affetti e desideri ha avuto nella giornata, se ha mancato in nessuna cosa contro Dio, se abbia avuto verun sentimento d’orgoglio, o di vendetta, o d’invidia, o di ricercatezza, o di ghiottoneria, o di pigrizia.
Pigrizia è un peccato che distoglie l’anima dal ben fare. E deve riflettere quanto tempo siasi trattenuto in cattivi pensieri e in cattive volontà, guardando ed esaminando bene in che stato si trovi il proprio cuore. Appresso deve osservare la sua condotta esteriore, vale a dire ogni sua azione, parola, sguardo, passo, impresa e tempo, ripensando al bene che Dio gli ha elargito, e tutti i giorni gli elargisce, ed esaminando come l’ami, lo serva e l’obbedisca, come osservi i comandamenti e come li abbia osservati per lo passato.
Quando l’orologio di Dio al mattino vi sveglia, alzatevi tosto, e mettete gli sguardi del vostro cuore in Dio che v’ha creato esponetegli i vostri bisogni, pregatelo che vi guardi dal peccare, e proponete d’emendarvi di ogni vostro mancamento, e di far buona vita.
Quando siete in chiesa o fuor di chiesa a recitar l’uffiziolo o le vostre preghiere, abbiate sempre il cuore a Dio, dimenticate ogni vanità o pensiero di terra; come anche in tutte le vostre azioni sia il vostro spirito rivolto verso Dio che vede tutto.
Quando venite a tavola per mangiare, non dovete cercar principalmente la soddisfazione del gusto, ma il vostro sostentamento, pensando a Dio, mentre prendete soltanto quello che vi fa bisogno.
Al levarvi da mensa dovete render le grazie a Dio, orando per quelli da cui vi è venuto il bene, e chiedendo perdono a Dio dei difetti che potete aver commessi nel prender cibo.
Se siete in compagnia d’altri e vi convenga parlare, parlate con riflessione, e prima che la parola vi venga sul labbro, pensatevi su due volte nel fondo del vostro spirito.
Quando volete parlare ad alcuno, guardatevi dal dir cosa che faccia pensare a male; anzi dite sempre parole di buona edificazione, da cui si possa argomentare che siete persona savia e riservata.
Quando, venuta la sera, volete andare al riposo, prima di coricarvi, esaminate voi stesso nella calma del vostro cuore, e raccogliete diligentemente tutti i vostri pensieri per vedere se abbiate nel corso della giornata peccato o coi pensieri, o cogli sguardi, o coll’udito o con male parole, o con cattivi desideri, volontà e operazioni. Poi chiedetene perdono al Signore, e purificate la vostra coscienza dolendovi di ciascuna colpa con cui possiate aver dato dispiacere al vostro Creatore.
Parlate sempre in modo, che le vostre parole sien regolate dalla legge della carità, ne pregiudizievoli ad alcuno.
Non vi prendete mai dimestichezza con uno di cui non sapete se ami Dio, e tenga buona condotta. Anzi non vi famigliarizzate mai di soverchio con nessuna creatura, ma siate libero di cuore e di spirito.
Siate modesto di cuore e d’aspetto e staccatevi dal mondo e dai mondani, perché tutto s’ha da lasciare.
Se avete da rispondere ad alcuno, rispondete con semplicità e con poche parole; siate poi pronto ad ascoltar la parola di Dio, e ricevete questa parola come l’alimento del vostro cuore e come medicina della vostra vita.
Amate i poverelli, e sarete riamato da Dio; affezionatevi alle buone persone e la loro bontà vi sarà di gran giovamento.
Abborrite da ogni familiarità, specialmente con persone che potrebbero farvi arrossire; familiarizzatevi soltanto con Dio, cogli angeli benedetti e co’ santi del paradiso, che vi faranno da avvocati davanti a Dio.
Siate semplice, onesto, e di poche parole; di buoni costumi, e di buona conversazione; e in qualunque luogo ricordatevi che Dio vi vede.
Amate la santa Chiesa, digiunate volentieri, e quando siete in chiesa non vi curate punto di cose esteriori, né vi mettete a parlare; ma ripensate ai vostri mancamenti, e al vostro Dio che v’è presente, offrendogli il vostro cuore.
Pensate spesso alla morte, cioè che il corpo deve ridursi in cenere, che tutto svanirà, e che appresso la morte dovrete render conto di tutto. Questo pensiero vi farà odiare il peccato e v’ecciterà alle opere buone.
Mantenete il vostro cuore mondo da ogni sozzura e da ogni cattivo pensiero, e rigettate energicamente ogni tentazione del nemico.
Siate mansueto e paziente, non covate sdegno nel vostro cuore, ma perdonate con somma facilità.
Vi dispiaccia sempre la compagnia delle persone litiganti e maldicenti; anzi guardate dal dir male d’altrui, o d’ascoltar le mormorazioni.
Trattenetevi spesso in preghiere ed in lagrime; perché le preghiere sono scudo contro gli assalti del nemico, rifugio in tutte le tribolazioni, e retto lume dell’anima per mezzo di cui arriva a conoscere i suoi mancamenti.
Siate umile, e abbiate si bassa estimazione di voi stesso, che vi sembri sempre d’esser il peggiore fra tutti quei che sono in vostra compagnia. Siate poi lieto e contento del bene del vostro prossimo, e rincrescente delle sue disdette e sciagure; abbiate compassione dei poveri, e così Dio avrà pietà di voi.
Svegliatevi di buon mattino per raccomandarvi a Dio, e recarvi alla chiesa; né vogliate mai lasciare passar giorno senza ascoltare la Messa, e sentirvi parlar di Dio, dal sacerdote o da un buon libro.
Siate sincero; non giurate, né spergiurate, né mentite mai; ma abbiate sempre la verità sulle labbra, la rettitudine nelle parole, e queste sien poche.
Col vostro parlare non vogliate esser di nocumento o di gravame a nessuno, come pure non pensate mai a vendicarvi , anzi siate pacifico con ogni sorta di persone.
Amate ed onorate Gesù, e mantenete la concordia con tutti quelli che dimoran con voi.
Abbiate sempre presente allo spirito la memoria de’ patimenti del nostro benedetto e caro amico Gesù Cristo; perché Ã¨ cosa molto efficace ad eccitare il cuore all’amor di Dio e a guardarci dal peccato, il considerare come il dolce Gesù s’assoggettò a morte ignominiosa e straziante per liberarci dal peccato. È dunque altrettanto disonorevole darsi in balía del peccato; quanto fu costoso il riscattarcene.
Imprimetevi bene nell’animo questi ammaestramenti e regolatevi secondo ciò che vi dicono, leggeteli, specchiatevi in essi e conformate ad essi la vostra vita, giacché questa è la via per giungere a Dio. E poi dite: Sia fatto cosi, nel nome del nostro Signor Gesù Cristo.

Il Testamento di San Luigi IX

Schuster, Liber Sacramentorum – San Ludovico IX

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