Le cotolette di Sant’Alfonso sono un secondo piatto sostanzioso, simile alle cotolette alla bolognese, che ho scoperto cercando su internet delle ricette dedicate ai santi di agosto. Navigando in rete, su prolocomarianella.com ho trovato una curiosa storia legata a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e alle cotolette. Egli organizzò i “lazzaroni”, cioè i disoccupati e gli sfaccendati di Napoli, in gruppi che si riunivano per ricevere l’istruzione religiosa. Secondo Benedetto Croce, dato che la formula che più frequentemente ritornava nelle prediche di Sant’Alfonso era il rifugio “nel costato di nostro Signore Gesù Cristo”, quegli uditori furono nominati “assembleisti delle costatelle”, che oggi diremmo cotolette. Però, questa interpretazione sembra errata. Infatti, è più probabile che le cose andarono in un altro modo: Sant’Alfonso una volta rimproverò uno dei membri che mostrava eccessivo zelo per il digiuno, affermando: “Dio vuole che per vivere mangiamo; se avete ricevuto delle cotolette, mangiatele e siate riconoscenti: vi faranno bene”. L’episodio si diffuse ma venne frainteso. Infatti, si disse che i gruppi erano società segrete o, addirittura, che facevano parte di una nuova setta chiamata “le cotolette”. Alcuni membri furono arrestati e Sant’Alfonso dovette spiegare cosa fosse successo. Questa storia mi ha fatto morire dal ridere e, dato che qualcuno pensa che faccio parte di una setta per il fatto che frequento la Messa tridentina, la prossima volta risponderò che è vero, faccio parte di una setta: la setta delle cotolette.

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori nacque a Napoli il 27 settembre (questa data mi ha colpito, dato che è stato il giorno della mia prima Messa tridentina) 1696 e morì a Nocera dei Pagani l’1 agosto 1787 dopo aver sofferto dolori fisici, persecuzioni e prove di ogni genere. E’ stato vescovo e compositore, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore (i Redentoristi), autore di opere letterarie, teologiche e di celebri melodie, tra cui “Quanno nascette Ninno”, da cui deriva “Tu scendi dalle stelle”. Io ho letto il suo “Apparecchio alla morte”, testo fondamentale per un cattolico, soprattutto in questi tempi in cui si parla con sempre più imbarazzo dei Novissimi.

Sant’Alfonso Fu beatificato nel 1816, proclamato santo da papa Gregorio XVI nel 1839 e dichiarato Dottore della Chiesa nel 1871 da Pio IX. Pio XII nel 1950 gli conferì il titolo di “celeste Patrono di tutti i confessori e moralisti”.

Nel calendario tradizionale, la sua memoria ricorre il 2 agosto.

DOSI: 2 persone

DIFFICOLTA’: Bassa

PREPARAZIONE: 15 minuti

COTTURA: 20 minuti

COSTO: Medio

INGREDIENTI:

  • 2 fettine di carne magra (io ho usato il vitello)
  • 1 uovo
  • 40 g di pangrattato
  • 2 fette di prosciutto cotto
  • 2 sottilette (o altro formaggio tipo fiordilatte)
  • Sale q.b.
  • Olio per friggere q.b.

PREPARAZIONE:

Per preparare le cotolette di Sant’Alfonso, per prima cosa impanate la carne prima nell’uovo leggermente sbattuto con il sale e poi nel pangrattato.

Quindi, fate friggere le cotolette in una padella con abbondante olio bollente, rigirandole a metà cottura. Ci vorranno circa 10 minuti.

Una volta cotte, scolatele su della carta assorbente. Ora sistematele su una teglia rivestita con carta da forno e mettete su ciascuna una fetta di prosciutto cotto e una di formaggio.

Quindi, trasferitele su una teglia rivestita di carta da forno e fatele cuocere in forno (io ho usato la funzione ventilata) preriscaldato a 170° per circa 10 minuti e servitele calde.

Alla prossima ricetta,