Volentieri offriamo ai lettori il Proemio de La Vita di Gesù Cristo, scritto da Padre Isidoro da Guarcino OFMCap. Grassettature nostre:


Mirabile è la Vita di Gesù Cristo! Come il Sole che, dovunque spande i suoi raggi, illumina, riscalda, vivifica, essa dirada le tenebre prodotte in noi da vizi, rischiara il nostro spirito, eccita e fomenta la verace carità, onde veniamo a farci di Gesù medesimo il caro oggetto del nostro cuore. E a guisa pur del Sole, il quale non ha bisogno che di mostrarsi ai nostri occhi per ammirarne la maestà e magnificenza, basta esporre la Vita di Gesù Cristo come hanno fatto gli Evangelisti, senza vezzi e artifici di umana eloquenza, nella sua nativa semplicità e amabile severità, per apprenderne tosto la sublime e inarrivabile grandezza, la ineffabile verità e grazia, l’altezza della gloria.

Confidato quindi nell’aiuto dello Spirito Santo, che infonde l’amore nei nostri cuori, e la nostra debolezza con la sua virtù sorregge; confortato dai moltissimi lavori che altri hanno fatto per dedurre dalla varietà dei quattro Evangeli la meravigliosa unità della Vita di Gesù Cristo, scartando tutte le difficoltà che gl’ingombrerebbero il cammino, e non sarebbero utili alla pietà di chi in quella vuole ispirarsi; aggiungendo soltanto quello che la chiarezza e la comune edificazione domandano; comincerò a narrarla il meglio che da me si potrà, nella dolcissima fiducia appunto che ognuno sia indotto ad amare con affetto purissimo il N. S. Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, senza del quale nessuno può giammai sperare salvezza.

Ma per riuscire a questo glorioso fine, bisogna essere premuniti di una fortissima fede; perché la Vita di Gesù Cristo è una serie continua di ammirabili misteri. Solo con la fede ci si slargherà una via regale, magnifica, seminata di delizie. Perciò credendo fermamente che Gesù Cristo è Dio, accetteremo con umiltà e riverenza il mistero ovunque l’incontriamo; e poi, fattocelo quasi nostro per l’intimo convincimento che Egli è l’assoluta Verità, incapace d’ingannarci, vi scopriremo bellezze incomparabili, e si formerà come una corrente di vita e di grazia fra Esso che si rivela e noi che entriamo con Lui in intima comunicazione, sperimentando per cotal modo consolazioni e dolcezze soavissime.

Senza la fede al contrario non se ne otterrebbe nulla, o Gesù Cristo ci parrà una cosa fredda, sterile, senza vita e senza scopo; se pure non se ne correrebbe pericolo di restarne scandalizzati, bestemmiando o rinnegando quello che non si comprende o sorpassa la nostra intelligenza. Esempi non ne sono mancati mai, e via meno ne mancano ai tempi nostri, in cui si è tentato e si tenta con mille arti infernali di strappare dal capo di Gesù la sua propria e più bella aureola di gloria, la divinità, senza di cui è nulla, e il Cristianesimo un non senso o un assurdo.

Pertanto chi ha la fede prenda con fiducia il libro che gli viene offerto, lo legga con pietà, e amerà più ardentemente Gesù Cristo: è la speranza che ho nutrita. Chi non l’ha, la chieda a Dio, perché è suo dono; ma se ha l’animo spassionato, se cerca di essere sinceramente istruito, apra anche esso con fiducia il libro. Può avvenire che Dio illumini il suo spirito, e a misura che legga, cominci a credere, e per questo mezzo giunga ad amare egli pure il Nostro Signor Gesù Cristo.

Se gli fan croce i misteri, e se ne spaventa al solo nome, mediti bene, e rifletta ponderatamente se è giusto, se è conveniente che Dio ce ne faccia oggetto di credere. E perché no? Non sa Egli quello che giova alla nostra salute e al nostro perfezionamento? Sarà ingiusto se esigerà da noi un atto di sottomissione del nostro intelletto, che gli ha a dipendere con tutto il resto ? O non sa Iddio le cose infinitamente meglio di noi? O che è mai la nostra scienza dirimpetto alla sua? O non ci sarà più della dignità nostra, quando la nostra mente pensa le cose come la mente divina, e la nostra volontà le vuole come Egli le vuole? O ci può essere inganno in Dio? Follia e bestemmia solo a pensarlo! Ovvero non ci terremo sicuri quando ci facciamo guidare da Dio? O non sarà buona guida ed appoggio abbastanza saldo da reggerci e da non lasciarci cadere? Il contrario non è contenuto nell’intelletto umano, almeno nel sano intelletto, e solo con una procacia, che non ha nome, si potrebbe asserire che Dio o non sa dire la verità o è capace d’ingannarci.

E poi ne crediamo tanti di misteri della nostra vita! Si è arrivati oggi a conoscere tante belle leggi della natura, si sono scoperti e noverati gli elementi che compongono le sostanze o i corpi esistenti; ma chi mai ha saputo comprendere e dire sinqui come essi funzionino o raggiungano i loro scopi con tanta armonia e simmetria? Scomponga il chimico una rosa, te ne conterà egli tutte le particelle, e ne valuterà i rispettivi elementi; ditegli che la ricomponga, e, senza perdere niente di quello che ha in mano, ne rifaccia un’ altra così bella ridandole la vita. Egli si arresta, ed è costretto a dire: mistero! Vale lo stesso per infinite altre cose. Per esempio: com’è che io, con un semplice atto della mia volontà, comunico il moto a tutte le mie membra e a innumerevoli altre cose, e via discorrendo. Ora si negherebbe l’esistenza della rosa perché non s’intende come è riuscita a esser così viva e bella? Negherei la esistenza mia perché non mi comprendo? O quella di tutte le altre cose perché non ne so il modo? Se dunque nella vita crediamo a un mondo di misteri senza negare per questo le cose che ce li manifestano; solo quando si tratta di Dio e delle cose di Dio abbiamo a fare le nostre eccezioni e mutiamo subito di bilancia? Non intendiamo i misteri che Egli ci rivela? Adoriamoli, ma non presumiamo di negarli, e non si bestemmi che non possono essere solo perché non sappiamo intenderli: il che equivarrebbe a dire che Dio o ci ha ingannati nel rivelarceli, o che non era possibile che ce li rivelasse. Assurdo l’uno perché un Dio capace d’ingannare non è più Dio; assurdo l’altro, perché bisognerebbe distruggere tutto il Cristianesimo, che li ha creduti sin qui, o che si sarebbe ingannato grossolanamente a crederli: cosa insostenibile quando, tacendo il resto, una serie innumerabile di sommi personaggi e di preclari e robustissimi ingegni li ha in ogni tempo e in ogni regione del mondo venerati, creduti, difesi, illustrati, amati o fatti amare.

Credere dunque ai misteri non è un assurdo, e, per ciò che appartiene al nostro tema, è giusto e conveniente. La fede dunque ci salverà, ci libererà dall’errore e dalle tenebre del mondo. La fede è la chiave maestra per intendere, o meglio, per trar profitto dai divini misteri, e solo con essa e per mezzo di essa si leggerà con frutto la vita di Gesù Cristo, e si riuscirà ad amarlo, come conviene e si merita, con tutto il nostro cuore.

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