L’EPISCOPATO SPAGNUOLO AL S. PADRE

I vescovi spagnuoli riuniti a Toledo il 24 settembre, giorno in cui si festeggia solennemente Nostra Signora della Mercede, firmarono il seguente indirizzo a Sua Santità

Beatissimo Padre,
Sempre fedele alle sue tradizioni di venerazione pel Vicario di Gesù Cristo sulla terra, l’Episcopato spagnuolo, prostrato ai piedi della Santità Vostra, Le invia oggi l’omaggio della sua gratitudine e l’espressione della sua ammirazione per gl’insegnamenti contenuti nella ammirabile Enciclica Libertas. Non si saprebbe dire quale delle vostre Encicliche sia seconda alle altre in merito, quanto a fondo di dottrina ed a bellezza di lavoro; nondimeno in quella che oggi consideriamo la bellezza dello stile, il vigore dell’ingegno, la saviezza guidata da squisita prudenza, bellamente s intrecciano colla opportunità e coll’elevatezza delle idee, di guisa che anche i pubblicisti, gli uomini di Stato, i letterati e i potenti, nel vedere come nell’Encicliche Libertas si trovino contenuti il segreto di sventare le astuzie umane e si danno savie norme per governare la cosa pubblica, hanno dato ad un sì ammirabile documento applausi sinceri ed entusiastiche lodi. Una tale simpatia universale scaturisce dall’aver saputo la Santità Vostra riunire per farle convergere verso in solo punto l’abilità dell’artista, la perspicacia del diplomatico e la profondità del filosofo; e i popoli nello scorgere l’acutezza del teologo, nobilitata dalla circospezione di una canizie veneranda e dalla professione del sapere umano subordinato alla scienza fondamentale della croce esclamano nello slancio d un pio entusiasmo: “Ecco l’inviato da Dio per salvare il mondo”. Perché i discorsi e gli artifici non sono sempre fattori del bene né danno sempre chiarezza nell’espressione della dottrina, contrariamente a ciò che dee dirsi delle savie e opportune riflessioni. E in queste e sopra queste la Santità Vostra, che vede chiaro fra le confusioni del mondo, ha posto il discernimento dell’arbitro e la sapienza del dottore che illumina e giudica.
Ma il cuore dell’episcopato spagnuolo è rattristato dallo spettacolo dell’ingratitudine con cui è ripagato il Capo augusto della cristianità, il quale non può mantenersi tale se è spogliato del potere temporale, mezzo convenientissimo e provvidenziale pel libero esercizio del ministero verso i potenti e in mezzo alle nazioni. Tale lo vollero i secoli cristiani secondo le disposizioni della Divina Provvidenza e in suo appoggio si vide venire la podestà imperiale che indicò il territorio dove il Papa potesse essere, com’è dovere, re sovrano indipendente e reggitore della vita propria del Pontificato, ossia del cuore dell’impero morale che regola le coscienze su tutta la superficie della terra.
Dominato da questi sentimenti di venerazione e di rispetto, il mondo cattolico si vede obbligato di domandare che sia restituita la libertà al suo Capo spirituale che è il liberatore dei popoli, affinché il Maestro infallibile della verità sieda liberamente sulla cattedra di Pietro e insegnando da essa diffonda senza impedimenti né previ beneplaciti la parola di verità sulla terra, ché né principi né governi, né popoli valgono ad impedire l’azione benefica del Pontificato né potrebbero neppur soffocare il grido della verità e l’espressione di quel sentimento di amore, il quale non cessa di ripetere incessantemente: “Giustizia pel Papa! Venerazione al Papa!”.
Ciò viene attestato dalle dimostrazioni di riverenza che Leone XII riceve dai governi; e Roma, la Roma dei Cesari, non avrebbe più in piedi veruna delle sue glorie passate se i Papi, a prezzo di sacrifici i più dispendiosi, non avessero conservato il Colosseo, il Pantheon le terme e gli obelischi, né la Roma cristiana, arricchita dai Papi, attirerebbe più il viaggiatore e l’artista se l’usurpazione e un eccesso d’audacia trasformasse il Vaticano e San Giovanni in Laterano in luoghi dipendenti da un governo straniero o in palazzi quirinali.
L’onore e il diritto delle nazioni cristiane sono dunque interessati a rivendicare la gloria di mantenere col patrimonio di S. Pietro, che è il patrimonio della pietà universale, il potere temporale del Papa ossia la forma canonico-legale del suo dominio legittimo sui propri Stati. Per ottenere il trionfo della giustizia solo manca ora una formola che verrà determinata dagli avvenimenti.
È un dovere per le nazioni cristiane di adoperarsi attivamente ed efficacemente al ristabilimento del potere temporale del Papa, essendo pur obbligo e diritto delle genti cristiane procurare che cessi l’oppressione sotto cui geme il Romano Pontefice, degno per molti titoli che la giustizia, la pietà, l’educazione prestino il dovuto omaggio al Capo della Chiesa.
I nostri cuori, Beatissimo Padre, dividono col cuore magnanimo della Santità Vostra gli affanni che Vi cagionano le offese che Vi son fatte e nell’offrire all’onnipotente Iddio il sacrificio delle reciproche tribolazioni, l’Episcopato spagnuolo implora dalla Santità Vostra l’apostolica benedizione.

Toledo, nella festa di Nostra Signora della Mercede, il 24 settembre 1888

Michele Cardinal Paya, Arcivescovo di Toledo, Patriarca delle Indie – Pietro, Vescovo di Plasenzia – Antonio, Vescovo di Siguenza – Giovan Maria, Vescovo di Cuenca – Ciriaco, Vescovo di Madrid-Alcalà – Luigi Filippo, Vescovo di Coria – Valeriano, Vescovo di Jamasso, Ausiliare di Toledo – Giuseppe Maria, Vescovo di Dora, Priore dei quattro Ordini Militari

Provincia di Saragozza: Francesco di Paola Cardinal Benavides, Arcivescovo di Saragozza – Raimondo, Vescovo di Jaca – Antonio, Vescovo di Tecuel e Amministratore Apostolico di Albarracin – Antonio, Vescovo di Pamplona – Vincenzo, Vescovo di Huesca – Mariano, Vescovo di Europo, Ausiliare di Saragozza – Ignazio Casa Nova, Vicario Capitolare di Tarrazona – Giovanni Antonio Puicercus, Vicario Capitolare di Barbastro

Provincia di Valenza: Antonino Cardinal Monescillo, Arcivescovo di Valenza – Emanuele, Vescovo di Minorca – Francesco, Vescovo di Segorbia – Giacinto, Vescovo di Majorca – Giovanni, Vescovo di Orihuela – Emanuele Palau, Vicario Capitolare di Jviza

Provincia di Siviglia: Fra’ Zefirino Cardinal Gonzalez, Arcivescovo di Siviglia – Ferdinando, Vescovo di Badaioz – Giuseppe, Vescovo delle Canarie – Sebastiano, Vescovo di Cordova – Vincenzo, Vescovo di Cadice e Amministratore Apostolico di Cueta – Raimondo, Vescovo di Tenerife

Provincia di Burgos: Emanuele, Arcivescovo di Burgos – Pietro, Vescovo di Osma – Giovanni, Vescovo di Palencia – Mariano, Vescovo di Vittoria – Antonio, Vescovo di Calahorra – Vincenzo, Vescovo di Santander – Francesco, Vescovo di Leon

Provincia di Compostella: Sede Arcivescovile vacante – Cesareo, Vescovo di Orense – Ferdinando, Vescovo di Tuy – Fr. Raimondo, Vescovo di Oviedo – Fr. Gregorio, Vescovo di Lugo – Giuseppe Maria, Vescovo Mondonedo – Vittoriano Guisasola y Menendez, Vicario Capitolare di Compostella

Provincia di Granata: Giuseppe, Arcivescovo di Granata – Fr. Vincenzo, Vescovo di Guadix – Emanuele Maria, Vescovo di Jaen – Tommaso, Vescovo di Cartagena – Marcello, Vescovo di Malaga – Santo, Vescovo di Almeria

Provincia di Tarragona: Sede Arcivescovile vacante – Tommaso, Vescovo di Gerona – Francesco, Vescovo di Tortosa – Salvatore, Vescovo di Urgel – Giuseppe, Vescovo di Vich – Giacomo, Vescovo di Barcellona – Francesco Morante y Roman, Vicario Capitolare di Tarragona – Raimondo Casals, Vicario Capitolare di Solsona

Provincia di Valladolid: Benedetto, Arcivescovo di Valladolid – Antonio, Vescovo di Segovia – Tommaso, Vescovo di Zamora – Fr. Tommaso, Vescovo di Salamanca – Giuseppe Tommaso, Vescovo di Filippopoli e Amministratore Apostolico di Città Rodrigo – Giovanni, Vescovo di Astorga – Raimondo, Vescovo di Avila

Provincia di Santiago di Cuba: Giuseppe, Arcivescovo di Santiago di Cuba – Giovanni Antonio, Vescovo di Porto Rico – Emanuele, Vescovo d’Avana

Testo raccolto da Giuliano Zoroddu
Fonte: Il Divin Salvatore. Settimana religiosa di Roma, 14 Novembre 1888, Anno XXV, N. 13

Fonte immagine beweb.chiesacattolica.it


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