Risulta già ordinabile l’ultimo titolo pubblicato dalle nostre edizioni: Il Governo di sé stesso. Le grandi leggi psicologiche (saggio di psicologia pratica), del Padre Antonino Eymieu (Chamaret, 1861- Marsiglia, 1933), gesuita, direttore di coscienza, studioso di psciologia, autore lodato di molteplici testi. Si tratta di un grande classico, molto utile alla conoscenza di sé e al governo della propria vita. Volentieri offriamo ai lettori la seguente presentazione:


La questione di fondo del presente libro può essere ben introdotta da una citazione del discorso di ricevimento all’Accademia Francese svolto da Francis Charmes: «L’uomo ha creato per il suo uso strumenti meravigliosi, coi quali ha scandagliato e misurato l’universo. Egli attraversa i continenti, i mari, l’aria stessa di già con un movimento rapido e sicuro, che non è sorpassato se non da quello ch’egli ha saputo dare al suo pensiero ed alla sua parola attraverso lo spazio. Ma se lo si considera in sé stesso, se lo si isola fra tutte queste macchine ingegnose e potenti, lo si ritrova altrettanto debole, inquieto, agitato, roso da desideri insoddisfatti, come gli antichi moralisti ce lo avevano descritto. Le sue miserie, i suoi tormenti, i suoi timori, le sue aspirazioni, le sue disillusioni ed i suoi avvilimenti, son rimasti gli stessi»[1].

Il volume di Padre Antonino Eymieu S.J. (1861-1933) -pubblicato per la prima volta in Italia da Desclée & C. a inizio ‘900 – è un testo di valore, accolto con ampi plausi dalla critica. La Croix di Parigi lo definì: «Eccellente libro che i filosofi e tutti i direttori di coscienza dovrebbero leggere». Il noto psicologo e moralista P. Gillet O. P. raccomandava «vivissimamente» a «tutti i giovani» l’attenta lettura di quest’opera (Devoir et Conscience – Desclée, 1910); la Civiltà Cattolica e la stampa francese in genere, dall’Univers al Siècle e al Journal des Débats, dagli Études alla Revue de Philosophie, alla Revue de Métaphysique, pubblicarono calorose recensioni della presente opera e si augurarono di vederla larghissimamente diffusa[2]. La Revue Théologique scrisse: «Si leggano e si facciano leggere queste pagine d’un così vivo ed alto interesse. Si riceveranno le grandi lezioni della virilità cristiana». La Revue Augustinienne sostenne: «Non si dirà mai abbastanza delle forti lezioni, degli insegnamenti virili, che si ricavano da una tal lettura. Gli educatori hanno il dovere di leggere quest’opera; i giovani che un’accurata e buona educazione ha già preparato, di meditarla; noi non ne conosciamo altre che siano di un’utilità più immediata e d’un più incontestabile profitto»[3]. Su una linea simile anche L’ami du Clergé e diverse altre riviste specialistiche.

Ma in cosa consiste la forza di questo volume? Certamente nei contenuti interessanti, nella fine analisi psicologica, nell’associazione di questa alla sapienza cristiana ma, senza dubbio, anche nella capacità dell’Autore di rivolgersi contemporaneamente ai dotti e al grande pubblico: «l’Eymieu ha realizzato in maniera ideale il libro di dottrina e il libro di volgarizzazione, il lavoro per lo specialista e, in pari tempo, per le persone di alta e media coltura generale»[4]. Il Padre gesuita, psicologo, direttore di coscienza e prolifico scrittore, con Il Governo di sé stesso diede forma ad un vero e proprio manuale d’azione, non senza provare meticolosamente i fondamenti del modello proposto.

Il testo, ricco di riferimenti ad altre opere, raggiunge il cuore della questione dopo aver accuratamente impostato il problema nelle pagine iniziali, con dettagliate analisi su specifiche situazioni che dimostrano le leggi generali di riferimento. Il chiarimento dei termini e l’importanza di queste premesse si capirà a fondo nella seconda metà del lavoro, dove si toccherà il culmine e la sintesi del programma di riforma. 

Un piano di lavoro che sarà sintetizzato dall’Autore nei seguenti termini: «Per agevolare queste o quelle azioni, la volontà non deve fare altro che alimentare le idee corrispondenti (1° principio); per creare, rafforzare o distruggere un sentimento, non deve fare altro che comportarsi come se lo scopo fosse già raggiunto (2° principio); e per operare col massimo vigore alle due estremità della catena psicologica, per assicurarsi il predominio di alcune idee e contemporaneamente la molteplicità e l’intensità delle azioni, occorre riscaldare il sentimento fino a trasformarlo in passione (3° principio). In attesa delle teorie secondarie applicabili in determinate occasioni, questi sono i tre principii generali sufficienti per maneggiare tutti i gruppi della catena psicologica, per concedere all’uomo di far sentire il proprio potere in tutta l’estensione del suo essere e quindi assicurarsi la signoria di sé».

Le Edizioni Radio Spada sono dunque liete di presentare, curata e rinnovata nella presente pubblicazione, quest’opera senza tempo, augurando a tutti una proficua lettura.


>>> Il Governo di sé stesso. Le grandi leggi psicologiche (saggio di psicologia pratica) <<<


[1] F. CHARMES, Discorso di ricevimento all’Accademia Francese (7 dicembre 1908); Introduzione degli Editori e del Traduttore, 1913.

[2] Introduzione degli Editori e del Traduttore, 1913.

[3] Estratti di giudizi della stampa, 1913

[4] Introduzione degli Editori e del Traduttore, 1913.